Si riunisce il Consiglio generale Fisascat Cisl Palermo e Trapani. L’appuntamento è per domani, giovedì 19 dicembre, a partire dalle 9:30, presso l’Hotel NH, in via Foro Umberto I° a Palermo.

Insieme alla Segreteria Fisascat Cisl Palermo Trapani capitanata da Mimma Calabrò, saranno presenti il Segretario Generale Fisascat Cisl Nazionale Davide Guarini, il Segretario Generale USR Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio, il Segretario Generale UST Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e la Presidente Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio.

Nel corso del Consiglio si farà il punto sulle crisi aziendali dei territori di Palermo e Trapani.
La scelta dell’Hotel NH non è casuale ma dettata dal fatto che il 25 ottobre scorso è stato siglato un accordo per la destagionalizzazione della struttura. Si è trattato di un percorso virtuoso per porre fine ai sacrifici affrontati dai lavoratori con il ripristino del proprio contratto a tempo indeterminato su 12 mesi.

“Sul tavolo ci cono tante, troppe vertenze – spiega Mimma Calabrò – per le quali c’è bisogno dell’impegno di tutti. Il lavoro è e resta una priorità. Bisogna difenderlo con i denti, coltivando ogni possibilità di dialogo con le aziende ma mantenendo un atteggiamento di fermezza e critica costruttiva laddove fosse necessario”.


Appena inviata alle organizzazioni sindacali comunicazione a firma congiunta di Meridi e Apulia Distribuzione con la quale comunicano che la procedura per l’affitto dei 56 punti vendita a marchio Forté si interrompe.Tale determinazione scaturisce dal fatto che Meridi avrebbe depositato, presso il Tribunale di Catania e come si apprende dalla comunicazione, istanza per essere ammessa all’amministrazione straordinaria e si trova, pertanto, in attesa della nomina dei relativi organi.

“La notizia giunge come una doccia fredda per i lavoratori che speravano fortamente in una veloce e positiva risoluzione della vicenda – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Auspicavamo che nell’incontro che si sarebbe dovuto svolgere in data odierna, si sarebbe potuta fare sintesi fra le posizioni assunte da parte aziendale e quelle del sindacato, nel superiore interesse dei lavoratori. Purtroppo – continua la Sindacalista – quanto comunicatoci oggi, stravolge completamente gli scenari. I tempi, molto probabilmente, si allungheranno. L’unica notizia che appare positiva, secondo quanto si evince dalla comunicazione ricevuta, è che il Gruppo Apulia manifesta ancora il proprio interesse per 56 punti vendita a marchio Forté e continuerà, pertanto, la trattativa con gli organi che saranno nominati per la procedura. Una situazione alquanto complessa e delicata quella che coinvolge circa 500 lavoratori che, ora più che mai, si trovano nello sconforto. Meridi, intanto, faccia l’impossibile almeno per corrispondere ai lavoratori le numerose mensilità arretrate. Di fatto, non trattandosi più di concordato preventivo ma di procedura fallimentare, le somme non sono più soggette al congelamento previsto dal piano di ristrutturazione. La situazione drammatica che coinvolge i lavoratori siciliani e le loro famiglie – conclude la Calabrò – si aggiunge ai numeri che sanno di bollettino di guerra considerato che tantissimi sono i lavoratori che vivono oggi situazioni di precarietà e incertezza. Auspichiamo, dunque, non soltanto che la trattativa riprenda quanto prima ma anche che possano essere salvaguardati tutti i livelli occupazionali”.


“Apprendiamo con grande stupore della mancata approvazione di iscrizione della Reset all’Anac in quanto sembrerebbe che, alla data attuale, non siano state apportate le dovute modifiche allo statuto della Società – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – A partire dal 2020, dunque, tutto ciò si tradurrebbe in una impossibilità da parte di Reset a non poter più stipulare contratti sia col Comune di Palermo che con le altre partecipate. Le preoccupazoni più volte palesate dalla Fisascat durante i vari incontri recentemente svoltisi, si traducono purtroppo, ancora una volta, in realtà. Più volte ai nostri dubbi è stato risposto che i problemi si trovavano in fase di risoluzione ma, allo stato attuale, possiamo affermare che tutto ciò non è avvenuto. Una situazione simile mette a rischio gli oltre 1300 lavoratori della Reset e, conseguentemente, le loro famiglie – conclude la Sindacalista – chiediamo, pertanto che l’Amministrazione Comunale invii, con carattere di estrema urgenza, tutta la documentazione necessaria al completamento dell’iter di adeguamento dei requisiti. Abbiamo inviato, inoltre, richiesta al Sindaco affinchè intervenga con la convocazione di un tavolo, alla presenza di tutte le parti coinvolte, al fine di definire con estrema urgenza tutte le procedure. Non è concepibile che i lavoratori Reset, già da troppi anni martoriati, subiscano un’ulteriore mortificazione che possa tradursi con la perdita del proprio posto di lavoro”.


Secondo quanto disposto da ordini di servizio aziendali, già a partire dalla prossima settimana saranno adottati provvedimenti per la rotazione, nei diversi siti, del personale del settore pulimento che usufruisce delle tutele riconosciute dalla Legge 104. E’ la Fisascat Cisl a prendere posizione sui provvedimenti unilaterali che la Palermo Energia SpA ha adottato nei confronti del personale del settore pulimento.

“Abbiamo già richiesto alla Società di sospendere il provvemento nelle more di realizzare incontri di merito – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Questo provvedimento unilaterale, in spregio alle corrette e proficue relazioni sindacali, risulta non curarsi delle refluenze che tale determinazione ha anche sul personale coinvolto e sui loro familiari con disabilità, per i quali usufruiscono delle tutele riconosciute dalla Legge 104”.

Dure le parole della Sindacalista che ancora afferma: “Più volte, come Fisascat Cisl, abbiamo contestato tale modus operandi non subordinato ad una ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro. A nostra memoria, mai negli anni passati è stato necessario adoperarsi in tal senso per rendere più efficienti ed efficaci i servizi resi. Riteniamo, dunque, che la soluzione ad eventuali problemi vada ricercata da altre parti. Le scelte non possono sempre gravare sulle spalle dei lavoratori. Si aggiunga – continua la Sindacalista – che il citato ordine di servizio potrebbe rivelarsi altamente discriminatorio. I lavoratori che usufruiscono delle tutele riconosciute dalla legge 104 non possono essere ridicolizzati attraverso discutibili iniziative organizzative! Varrebbe la pena incentrare la propria attenzione e propri sforzi anche su altro. I lavoratori del settore pulimento, infatti, sono ancora in attesa del tanto agognato incremento delle ore che, nel rendere la dovuta dignità lavorativa, risulterebbe utile anche per garantire, da un lato, maggiore copertura sui servizi da rendere e, dall’altro, intervenire significativamente sulla carenza strutturale di organico oggi presente. Palermo Energia è una partecipata virtuosa che, purtroppo, si ritrova in situazioni di stallo a causa dilungaggini burocratiche – conclude la Calabrò – Per quanto riguarda, invece, i lavoratori del settore terziario, questi attendono ancora l’esigibilità degli accordi sindacali siglati, l’erogazione degli arretrati relativi agli aumenti contrattuali degli ultimi due rinnovi del CCNL TDS Confcommercio, nonché la definizione di un modello di classificazione del personale necessario per adeguare qualifiche e inquadramento alle mansioni effettivamente svolte da tutto il personale. Chiediamo al Sig. Sindaco di intervenire per superare definitivamente tutte quelle criticità che, da troppo tempo, sono rimaste ancora irrisolte”.


“Siamo fortemente preoccupati per le sorti dei 1382 lavoratori della Reset – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – Il 5 novembre abbiamo incontrato l’Amministratore Unico che ha rappresentato la situazione in cui si versa la Società. Se da un lato, infatti, i conti della Reset sono stati in linea con le previsioni, dall’altro il piano industriale 2019-2021 prevederebbe già delle perdite. Una situazione altamente contradditoria che non fa presagire nulla di buono. Temiamo per le sorti dell’azienda che, secondo quanto illustratoci, potrebbero non essere longeve”.

“Ne abbiamo già vissute di tutti i colori – dichiara Antonello Collosi coordinatore aziendale Reset della Fisascat – Anni durissimi, per noi lavoratori, quelli del fallimento di Gesip, seguito dai 30 mesi di cassa integrazione. Il transito in Reset, avvenuto il 1 gennaio 2015, avrebbe dovuto farci superare i periodi bui. Reset sembrava essere la panacea di tutti i mali. E, invece, in barba a tutti gli impegni assunti, dopo 5 anni attendiamo ancora l’ulteriore step che porti al contratto a tempo pieno che ci dia dignità lavorativa al pari dei lavoratori delle altre società partecipate comunali”.

“Passano gli anni – aggiunge la Calabrò – e Reset continua a chiedere ancora sacrifici ai lavoratori.Non ultima la scelta unilaterale e, dunque, senza alcun preventivo confronto con i rappresentanti sindacali, della programmazione delle ex festività soppresse e ROL, depauperando di fatto i lavoratori di possibili ulteriori risorse economiche. Non dimentichiamo che trattasi di lavoratori per lo più monorreddito sui quali tali scelte possono avere anche delle refluenze negative sulle esigue economie delle famiglie. A rendere ancor più pesante la situazione, i continui acconti sul pagamento degli stipendi”.

“Chiediamo al Sig. Sindaco di Palermo di farsi parte attiva per invertire questa tendenza. Apprendiamo di buon grado la possibilità di un’ulteriore mobilità interaziendale, anche alla luce dei postivi risvolti che, in passato, la procedura ha avuto sui lavoratori transitati nelle altre partecipate. Ma di certo non si può non tener conto delle necessità dei dipendenti che continueranno a prestare servizio in Reset. Rivendichiamo, pertanto, l’esigibilità degli accordi sindacali sottoscritti che prevedevano, tra le altre, l’incremento orario e risorse strutturali per Reset. Auspichiamo, pertanto, – conclude la Sindacalista – che nel corso dell’incontro che il Sindaco ha convocato a Palazzo delle Aquile per giorno 9 con le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil e le proprie categorie, si possa fare chiarezza e dare, ai lavoratori, prospettive di sviluppo concrete in modo che la Cenerentola delle società del Comune di Palermo possa avere le stesse peculiarità del resto delle altre partecipate”.


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“Questa situazione per i lavoratori della RESET è divenuta insostenibile” – con queste parole di Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Palermo Trapani commenta l’acconto sullo stipendio che verrà erogato ai lavoratori Reset anche questo mese.

“Una problematica che, come Fisascat, denunciamo ormai da troppo tempo – continua la Sindacalista – e che sta assumendo connotati davvero paradossali. Pur essendo una partecipata comunale, i trattamenti non sono mai stati gli stessi. Pur comprendendo le varie problematiche di fatturazione con la pubblica amministrazione è, tuttavia, inconcepibile che, ancora oggi, la questione non sia stata risolta”.

“Gà nel mese di Settembre – afferma Antonello Collosi, coordinatore aziendale Reset della Fisascat – abbiamo ricevuto un acconto dello stipendio e, anche questa volta, la storia sembra ripetersi. Ogni fine mese tutti i lavoratori della Reset aspettano col fiato sospeso con quale modalità verrà erogato il loro stipendio. La nostra è diventata una situazione insostenibile!”

“Non vorremmo che quello della RESET sia un percorso involutivo piuttosto che evolutivo – apostrofa la Calabrò – e non possiamo permettere che i lavoratori si sentano in una partecipata che, addirittura, da serie B sembra retrocessa in serie D. Il paragone con la squadra del Palermo sembra calzare perfettamente. Dobbiamo, dunque, scongiurare una nefasta retrocessione. E per farlo, siamo pronti a mettere in campo ogni azione a tutela dei lavoratori che rendono importanti servizi alla collettività, rivendicando anche l’esigibilità degli accordi sottoscritti”.


  • COMUNICATO STAMPA
  • MADONIE GOLFCLUB di COLLESANO
  • EMESSA L’ORDINANZA DI VENDITA SENZA INCANTO DEI RAMI DI AZIENDA
  • “Apprendiamo con grande soddisfazione che, dopo anni di attesa attorniati da aloni di grande incertezza, sembra assumere connotati positivi la vertenza ECOTECNA, società che gestisce il Madonie Golfclub di Collesano”
  • Con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Palermo Trapani commenta a caldo la notizia sull’ordinanza di vendita senza incanto dei rami di azienda “Complesso Turistico Sportivo Alberghiero Golf Resort LE MADONIE sito in Collesano – lotto 1” e “Azienda Agricola sita in Contrada Ivuoni (o Vuoni) sita in Collesano – lotto 2” emessa, dal Giudice Delegato al fallimento del Tribunale di Palermo, dott.ssa Alessia Giampietro.
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  • Le Madonie Golf, impianto alberghiero con annesso campo da golf situato nel territorio di Collesano, seppure frutto di ingenti risorse pubbliche, sembrerebbe circa svariati milioni di euro di fondi europei, fu un’azienda abbandonata e chiusa definitivamente il 30 maggio 2012 con la motivazione ufficiale di “lavori di straordinaria manutenzione”. Il successivo 30 luglio si notificava il ~fallimento della Ecotecna S.R.L. e, contestualmente,~ veniva nominato come curatore fallimentare ~dal magistrato Gabriella Giammona del Tribunale di Palermo, l’ Avv. Massimo Pensabene.
  • “Alla curatela dell’Avvocato Massimo Pensabene va un plauso per l’impegno profuso in tutti questi anni affinché non venissero dispersi gli investimenti pubblici e le professionalità impiegate. Grande apprezzamento – continua la Sindacalista – per aver espressamente previsto nelle condizioni di vendita che le offerte per il lotto 1 dovranno contenere l’imprescindibile impegno a mantenere la forza lavoro almeno dei lavoratori dipendenti ancor oggi in carico alla Curatela fallimentare”. 
  • L’assunzione, si legge, non dovrà essere non inferiore a due anni dal trasferimento definitivo della proprietà del complesso aziendale salvo diversi accordi concordati anche con le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
  • “Questo, per noi, un punto di inizio – dichiara la Calabrò – Ed anche in questa fase saremo accanto ai lavoratori. A tutti. Lo siamo stati già sin dai primi del 2012 allorquando i lavoratori, molti dei quali non percepivano stipendi da più di 24 mesi, hanno simbolicamente occupato la struttura, decidendo comunque di prendersi cura del campo di golf, altamente deperibile se privato dei dovuti interventi di manutenzione”.
  •  “Auspichiamo – conclude la Calabrò – che quanto prima possa tutto definirsi positivamente nell’interesse dei lavoratori e di un sito il cui campo da golf allora fu classificato come uno dei più belli di Italia. Anche grazie alla sua posizione, al centro delle Madonie e comunque di fronte al golfo di Cefalù, tornando agli antichi fasti, potrà dare un notevole contributo all’economia del territorio attraendo anche turismo internazionale”.

“Dall’esplosione all’implosione delle multinazionali della GDO in Sicilia”. Sarà questo il tema al centro dei lavori dell’attivo che la Fisascat Cisl Sicilia ha convocato per domani mercoledì 24 luglio alle ore 10.00 presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo e al quale sono chiamati a partecipare tutte le RSU, RSA e Dirigenti Sindacali dell’organizzazione sindacale.

“In Sicilia, negli ultimi anni, le multinazionali hanno uno dopo l’altro abbandonato la nostra Regione preferendo attuare politiche difensive piuttosto che espansive. Da Carrefour nel 2015 ad Auchan e SMA nelle ultime settimane, la storia si ripete. Ed è proprio il caso di dirlo: quello delle multinazionali della Grande Distribuzione Organizzata in Sicilia è un sistema passato, nell’arco di un paio di decenni, dall’esplosione all’implosione. Tantissime le vertenze del settore ancora aperte. Migliaia i lavoratori coinvolti. Nell’attivo di domani – continua la Calabrò- Puntiamo a fare, con tutti i delegati della Fisascat siciliana, il punto della situazione. È un’assise convocata per dare risposte ai lavoratori che potranno confrontarsi con il Segretario della Fisascat Nazionale, Vincenzo Dell’Orefice, che vi prenderà parte. Un focus, dunque, su quanto sta accadendo nel settore – concluderà Sindacalista – è doveroso quanto urgente, alla luce del fatto che, nel giro di pochi anni, sono stati stravolti gli equilibri che regolavano la GDO in Sicilia che occupa oltre 10000 lavoratori”


“Apprendiamo con stupore preoccupazione che la norma sulla stabilizzazione degli ex Pip non è più all’ordine del giorno della Corte Costituzionale. Era incardinata per il prossimo 2 luglio, ma non vi è più traccia”. Lo denuncia Mimma Calabrò segretario generale della Fisascat Cisl Palermo-Trapani.

“L’articolo 64 della legge regionale che dispone la stabilizzazione in Resais è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri davanti alla Corte Costituzionale – prosegue -. Il Presidente della Regione l’aveva promulgata ugualmente facendola entrare in vigore. Quindi la giunta regionale ha deciso di resistere davanti alla Consulta. Per quel che ci riguarda ricordiamo che il cronoprogramma concordato con gli assessorati al Lavorio e Bilancio e con Resais avrebbe già dovuto prevedere l’assunzione per porre fine ad una questione che si trascina da anni. Spetta ad altri, non di certo ai lavoratori, spiegare cosa ci sia dietro questo rinvio a data da destinarsi della trattazione innanzi alla Corte Costituzionale. Divergenze politiche o addirittura scontri? Chissà. Non è possibile continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori né sentirsi dire che il crono programma slitterà. Ogni qualvolta si è sul punto di raggiungere l’obiettivo di dare dignità ai lavoratori che aspettano da un ventennio puntualmente accade qualcosa che va nella direzione opposta. Una situazione che presta il fianco a speculazioni elettorali che sono sempre dietro l’angolo”.

La situazione appare sempre più complessa”chiediamo – conclude Calabrò – l’autorevole intervento del presidente della Regione perchè indichi la strada all’amministrazione ed alla controllata Resais per giungere alla definizione delle procedure di legge che riguardano i precari nelle more del pronunciamento della Corte Costituzionale in modo da arrivare a quel momento con uno status giuridico chiaro per questi lavoratori”
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A rischio 18 dipendenti della Sintech Società Cooperativa Onlus che opera per la Filippetti Spa in servizi di Help Desk fornendo assistenza ai cittadini che hanno difficoltà di accesso ai sistemi telematici in Comuni come Roma ed Ardea, per L’Aran e per la Citta Metropolitana di Roma.

“E’ stata stipulata una convenzione tra la Cooperativa, la Filippetti spa e l’Assessorato Regionale Sicilia della Famiglia , delle Politiche Sociali e del Lavoro” – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisasascat Sicilia – al fine di dare dignità lavorativa a soggetti svantaggiati ed introdurli nel mondo del lavoro”.

“Abbiamo appreso con sgomento che per questione che sembrerebbero legate a saldi delle fatturazioni questi lavoratori potrebbero farne le spese, non avendo più la certezza del proprio posto di lavoro – continua la Calabrò – infatti la Sintech ha già fatto sapere che in assenza di commessa e non avendo altra ricollocazione sul terriorio, si vedrà constretta a risolvere il rapporti”.

“Abbiamo già chiesto un incontro all’ispettorato territoriale del lavoro – conclude il Segretario – affinchè ogni azione, a tutela di questi lavoratori e delle loro famiglie, sia messa in atto”.

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