“Apprendiamo favorevolmente che tutti gli attori politici e istituzionali stiano valutando la gravità di un’impasse che noi denunciamo da subito dopo l’impugnativa da parte del governo – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Non permetteremo che si chieda ai lavoratori di fare un salto nel buio. Impensabile procedere con una opzione di scelta fino a quando non giungerà un pronunciamento da parte della Consulta” – continua il Segretario – “Necessita un intervento normativo per evitare che questi lavoratori possano essere definitivamente beffati. Il rischio, infatti, è che se la norma fosse dichiarata incostituzionale i Pip si trovino senza nemmeno quella norma che legittima il loro stato attuale. Occorre che tutti le parti, ognuno per la propria competenza, vadano oltre le bandiere e gli ideologismi per portare avanti una strategia sinergica volta a salvaguardare circa 2600 lavoratori e le loro famiglie. Ad oggi – conclude la sindacalista – il 31 dicembre è la data che determinerà il loro futuro”.


La Fisascat Sicilia chiede un incontro all’Assessore Regionale Territorio e Ambiente Toto Cordaro in vista della prossima scadenza delle convenzioni di affidamento delle riserve naturali alle Associazioni Ambientaliste (Legambiente Sicilia, Club Alpino Italiano, W.W.F. Italia, Rangers d’Italia, L.I.P.U., G.R.E., Italia Nostra) prevista per il 31 dicembre 2018.
“Siamo fortemente convinti della necessità di avviare tavoli di confronto per tempo e non immediatamente a ridosso della scadenza delle convenzioni” – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Il personale delle Associazioni Ambientaliste – continua la Calabrò – svolge da anni un servizio di alta professionalità attraverso la conduzione di importanti attività quali conservazione, tutela, recupero ambientale, divulgazione e promozione di una fruizione compatibile all’interno di aree di importante pregio naturalistico del territorio siciliano, assumendo anche, molto spesso, l’importante ruolo di presidi legalità”.
“Abbiamo richiesto un incontro all’Assessore Cordaro per discutere della prossima scadenza delle convenzioni di affidamento ma per affrontare, altresì, gli aspetti connessi alla dotazione di bilancio del capitolo destinato alla gestione del personale delle riserve naturali affidate. Il nostro obiettivo – conclude la sindacalista – è individuare percorsi comuni e condivisi volti a salvaguardare i lavoratori che svolgono un lavoro sociale altamente qualificato all’interno di aree che salvaguardano e promuovono le bellezze naturalistiche della nostra terra contribuendo anche alla promozione dell’immagine della Sicilia, ampliandone l’offerta turistica sia in Italia che all’estero”


 

“Tra i lavoratori del bacino si è ingenerata una confusione e una preoccupazione tale da rendere necessario un chiarimento sul reale stato dell’arte – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Per tale ragione abbiamo richiesto all’Assessore Regionale all’Economia di farsi parte attiva per la realizzazione di un apposito incontro a cui prendano parte anche l’Assessore al Lavoro, il Regioniere generale e il Dirigente del dipartimento Famiglia, Politiche sociali e Lavoro per entrare nel merito della vicenda. Il nodo da sciogliere riguarda il nuovo scenario normativo venutosi a configuare a seguito della impugnativa del Governo Centrale alla Legge Regionale n.8 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Regionale Siciliana del 11 maggio 2018 e al successivo ricorso avverso della Regione Siciliana con atto di giunta tramite la deliberazione n.293 dello scorso 3 agosto. E Mentre si succedono ricorsi su ricorsi, gli ex Pip temono di vedere allontanarsi sempre più la possibilità che si concretizzi la tanto agognata stabilizzazione che attendono da oltre 18 anni. Urge, pertanto, trovare soluzioni che superino eventuali impasse creatasi, ancor più se si considera l’impatto sociale che ne consegue coinvolgendo circa 2800 lavoratori e le loro famiglie per lo più monoreddito”.


Di fronte la manifestata volontà del neo presidente dell’Amat, Michele Cimino, di procedere con 50 nuove assunzioni per colmare i vuoti all’interno dell’organico aziendale, Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta “Che ben vengano le assunzioni. Ma prima si pensi a razionalizzare i costi e risorse, così come era stato previsto col bando di mobilità interaziendale rivolto ai lavoratori Reset. Chiederemo al Sindaco di Palermo di convocare urgentemente un incontro per entrare nel merito della questione e delle altre criticità a tutt’oggi presenti al fine di dare maggiori servizi alla collettività e al contempo migliorare le condizioni salariali dei lavoratori Reset”
“Non si comprende perchè – continua la sindacalista – non si debba dare seguito al bando interaziendale per 60 autisti, voluto nel 2017 proprio dalla società che gestisce il trasporto pubblico palermitano, rivolto a tutte le società controllate direttamente o indirettamente dal Comune di Palermo, con particolare priorità ai lavoratori della Reset al fine di ridurre i costi della società consortile”
“Una decisione che rispondeva virtuosamente – aggiunge Antonello Collosi Coordinatore aziendale Reset della Fisascat Cisl – da un lato a esigenze di risparmio attraverso la fruizione di risorse già in carico all’amministrazione. Non dobbiamo dimenticarci che già nel 2016 molti furono i colleghi della Reset che vi parteciparono e molti di loro, avendo requisiti oggettivi, sono stati ricollocati nelle altre partecipate”.
Per il Sindacato la questione diviene ancor più incomprensibile visto che nel 2017 l’Amat riapriva un bando segnato però da una battuta di arresto a seguito di un decreto di attuazione emanato dal Ministero del Lavoro per poi registrare comunque lo sblocco nel mese di giugno 2018.
“E’ inammissibile che non si faccia più riferimento alla mobilità interaziendale. – conclude Mimma Calabrò – I percorsi virtuosi e trasparenti di razionalizzazione di costi e risorse devono essere valorizzati e non cancellati con un colpo di spugna”.


Dopo una lunga e complessa trattativa si è raggiunto l’accordo per il trasferimento di ramo d’azienda dei punti vendita di Trapani ed Erice dalla SMA SpA alla GE.BE.CO.M.

Salvaguardati i livelli occupazionali dei 42 lavoratori.

A darne la notizia è la Fisascat Cisl Palermo Trapani che esprime la propria soddisfazione per aver raggiunto l’accordo che salvaguarda i posti di lavoro.

“Una trattativa complessa – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – riuscire a fare sintesi tra le esigenze delle aziende coinvolte nel trasferimento che lamentano la forte crisi del settore e la necessità del sindacato di trovare soluzioni a salvaguardia di tutti i livelli occupazionali è non stato semplice”.

Il tutto è iniziato quando la DREPANUM Distribuzioni srl ha comunicato alla SMA la sua volontà di rescindere anticipatamente, dopo appena 1 anno di gestione dei punti vendita, il contratto di affitto di ramo di azienda.

SMA, conseguetentemente, comunicava la sua impossibilità di continuare a gestire direttamente la rete vendita.

“I lavoratori – afferma Laura Saladino Referente per la Fisascat del Presidio di Trapani – erano nello sconforto. Temevano di perdere il posto di lavoro nel caso in cui altre aziende non avessero manifestato interesse a rilevare le unità produttive”.

Nel contempo, però, Sviluppo Supermercati Srl formalizza l’interesse ad acquisire il perimetro aziendale SMA della provincia di Trapani posta la volontà di procedere, conseguentemente, con il fitto dell’intera rete vendita alla GE.BE.Co.M.

“Una trattiva molto articolata – aggiunge la Calabrò – ma alla fine l’importante è aver raggiunto l’obbiettivo. Ovvero aver garantito l’occupazione a 42 lavoratori al netto del personale che ha manifestato la volontà di aderire all’esodo incentivato volontario, con il criterio della non opposizione al licenziamento, che ha concluso la procedura avviata dalla DREPANUM Distribuzioni srl”.

“Con la sottoscrizione dell’accordo non solo si è scongiurata la definitiva chiusura dei 3 punti vendita – dichiara Laura Saladino –  ma si è garantita la prosecuzione dei rapporti di lavoro che assume valore ancor più significativo se si pensa alla difficoltà di trovare altra occupazione in una provincia come quella di Trapani che registra un altissimo tasso di disoccupazione”.

“L’auspicio – conclude la Calabrò – è che i lavoratori possano quanto prima tornare a lavorare sereni e che l’imprenditoria siciliana possa essere valore aggiunto al rilancio del settore commercio nella nostra regione che ha fortemente risentito della crisi che ha impoverito le città lasciando disoccupati migliaia di lavoratori”.


In occasione del giudizio di parificazione sul bilancio della Regione Siciliana, la Corte dei Conti si è anche espressa in merito alle società partecipate.
La Fisascat siciliana che, da sempre, segue attentamente le vicende sociali ed economiche di quelle società a partecipazione pubblica di cui ha pertinenza contrattuale e i cui lavoratori aderiscono alla federazione, ritiene indispensabile portare avanti una riflessione complessiva e coordinata delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 175/2016, anche in considerazione delle prerogative statutarie della Regione Siciliana. Il progetto, già in stato di elaborazione, nello specifico intende interpretare le risultanze scaturenti dall’art. 24 – ~Revisione straordinaria delle partecipazioni – e dall’art. 25 – Disposizioni transitorie in materia di personale – nonché i riflessi conseguenti al bilancio consolidato di cui all’art. 11 del D.Lgs. 118/2011.
“Abbiamo fatto nostre le preoccupazioni della Corte dei Conti in merito alle società partecipate della Regione siciliana e degli Enti locali- afferma Mimma Calabrò, Segretario generale Fisascat Cisl Sicilia – e deciso di avviare immediatamente un lavoro di ricognizione delle stesse società interessate. Alla base del nostro progetto si colloca la consapevolezza che soltanto una conoscenza piena della condizione in cui versa ciascuna partecipata può guidare verso proposte costruttive, capaci di condurre a soluzioni socialmente ed economicamente valide perseguendo, in tal modo, l’obiettivo primario per il Sindacato quale la tutela dei lavoratori. Solo la conoscenza delle realtà di interesse può consentire, difatti, la formulazione di proposte concrete.”
“L’individuazione dell’obiettivo per cui ciascuna partecipata viene costituita, la chiarificazione delle funzioni che consentono il raggiungimento dello stesso e l’identificazione delle risorse umane, professionali ed economiche necessarie a tal fine, senza dimenticare lo status anagrafico dei lavoratori necessario per la migliore allocazione lavorativa o pensionistica degli stessi, sono, a nostro avviso, elementi essenziali per trattare la questione e per intervenire in maniera compiuta e concreta”.
“Nella prospettiva di una conoscenza qualitativa e quantitativa delle società partecipate si inserisce, ovviamente, anche la ben nota vicenda degli Ex Pip –– continua la Calabrò – Si tratta di lavoratori che costituiscono struttura di rilievo in molteplici realtà come Assessorati e Dipartimenti della Regione Siciliana, Questura, scuole, ospedali, tribunale, comuni, università, parrocchie, associazioni, musei o siti culturali, teatri, che da tanti anni prestano servizio presso queste strutture e che vanno tutelati. Alla luce di ciò, anche l’opportunità del passaggio dei lavoratori in Resais potrebbe essere definita in maniera differente rispetto a quanto fatto fin qui, con la possibilità di giungere ad approcci nuovi e più consapevoli.”

Per quanto attiene, invece, alle società a partecipazione pubblica già liquidate o in liquidazione, preoccupazione della Fisascat Sicilia è quella di operare al fine di favorire una corretta e coerente allocazione del personale delle stesse. Sul punto ancora la Sindacalista ribadisce “Si tratta di lavoratori con un considerevole background formativo personale arricchito da quella competenze che si acquisiscono solamente attraverso anni di servizio. Risorse umane preziose che, se consapevolmente riallocate nell’ambito della pubblica amministrazione regionale, non possono che costituire valido supporto a beneficio dell’amministrazione e della collettività. Dobbiamo tuttavia – ammonisce la Calabrò – rimanere attenti e vigili su possibili escamotage clientelari che, eludendo le normative, favorirebbero alcuni a discapito di altri, innescando, fra l’altro una squallida guerra tra poveri” .

“L’obiettivo del lavoro che stiamo avviando – conclude la Sindacalista – assemblerà le risultanze del D.Lgs. 175/2016 con i dati di bilancio delle singole partecipate, nonché quelli del bilancio consolidato, ove esistente.”

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