Concluso in data odierna l’incontro per l’esperimento dell’esame congiunto ai sensi dell’art.47 della procedura di cessione di 21 rami di azienda avviata dalla Roberto Abate SpA in Liquidazione.

“Con la sottoscrizione dell’accordo, i 225 lavoratori della Roberto Abate, dislocati nell’intero territorio siciliano, transiteranno alla MD SpA per effetto dell’art.2112 c.c, mantenendo in questo modo tutti i diritti sin’ora acquisiti” – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat CISL Sicilia.

“In un momento così delicato per la Distribuzione Moderna Organizzata in Sicilia, non si può che accogliere favorevolmente l’intenzione di grandi aziende di investire sulla nostra regione, radicando sempre più la loro presenza – continua la Calabrò  – “Troppo spesso, infatti, negli ultimi anni, i lavoratori subiscono le scelte dei colossi multinazionali che, invece, scelgono di abbondare il territorio lasciandolo nello sconforto e in preda alle incertezze”.

“Resta, tuttavia, ancora aperta la partita dei 100 lavoratori rimasti fuori dal perimetro acquisito da MD e dunque ancora in capo alla Roberto Abate SpA e per i quali continueremo a monitatorare la situazione. Intanto, la MD SpA si è già impegnata, con la sottoscrizione di apposito verbale di accordo, ad assumere altre 15 unità del bacino nei prossimi mesi per implementare l’organizzazione dei punti vendita acquisiti con l’auspicio – conclude la sindacalista – che un piano industriale espansivo possa portare a reinserirne tanti altri”.


Nella nota inviata al Presidente della S.A.S. da quasi tutte le OO.SS., dicono i sindacalisti Alfredo Piede della CISL FP, Mimma Calabrò della Fisascat CISL, Franco Campagna della CGIL FP e Michele D’Amico del Cobas Codir, si evincono le motivazioni che hanno portato a tale scelta, dichiarando sin da ora che laddove non dovesse pervenire una urgente convocazione gli stessi si vedranno costretti a proclamare lo sciopero generale di tutti i lavoratori della S.A.S.

Le stesse OO.SS. hanno stigmatizzato il comportamento del vertice societario, assente ancora una volta alla riunione sindacale convocata dallo stesso Presidente avv. Giuseppe Di Stefano; fattispecie quest’ultima, continuano i sindacalisti, che oltre a sfiorare il comportamento antisindacale, rischia di compromettere il pagamento del salario accessorio dovuto al personale per l’anno 2018 e impedisce di trattare tematiche che risultano essere necessarie per vita stessa della Società, per gli importanti servizi resi alla collettività e non per ultimo la tenuta occupazionale degli oltre duemila lavoratori e del futuro delle loro famiglie.
CGIL FP, CISL FP, COBAS CODIR e FISASCAT CISL, hanno più volte chiesto formalmente un tavolo negoziale, al fine di trattare il nuovo assetto organizzativo societario che deve trovare necessariamente riscontro nella redazione del nuovo Piano Industriale, nonchè le criticità connesse alle attività del personale catalogatore, fino ad arrivare – continuano i sindacalisti – all’annosa questione legata alla trasformazione del rapporto di lavoro del personale part-time storico in full-time, ovvero al completamento dell’attuale orario di lavoro settimanale a full-time (36 ore), così come previsto dalla stessa Società nel Piano industriale 2017-2019 e dall’art. 29 della Finanziaria dello 08 maggio 2018, solo per citarne alcune.

Tali atteggiamenti inaccettabili, concludono i sindacalisti, oltre ad essere lesivi dei diritti dei lavoratori, nonché limitativi delle prerogative sindacali, rischia di innescare ulteriori contenziosi con la stessa Società che incomprensibilmente, come è noto per altre vicende, si ostina a non volere definire le questioni al tavolo negoziale.


Distrubuzione Cambria, azienda che opera in Sicilia e Calabria con insegna Spaccio Alimentare, ha appena inviato nota alle organizzazioni sindacali con la quale ufficializza un affitto ponte in attesa della definitiva procedura di vendita a F.lli Arena di 10 esercizi commerciali nel territorio siciliano.

Da quanto si evince dalla comunicazione aziendale, i punti vendita interessati sono quelli di Siracusa, Catania, Aci Sant’Antonio, Milazzo, Giardini Naxos, Centro Sicilia (Catania), Lascari e su Palermo via Crocifisso, via Ingham e via Ugo La Malfa. Secondo quanto comunicato, l’accordo di ristrutturazione dei debiti proposto da Cambria è stato accettato dall’85% dei creditori, permettendo in questo modo all’azienda di onorare i propri impegni, anche nei confronti dei lavoratori ad oggi in attesa di stipendi arrettati.

Resteranno, invece, in capo a Distribuzione Cambria i Cash & Carry di Messina, Milazzo e Torrenova e i punti vendita di Rosarno e Acireale, nonchè i due Fast Chef di Misterbianco e San Giuseppe La Rena.

“Seguiremo attentamente gli sviluppi della vertenza – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale dell Fisascat Cisl Sicilia – Da quanto comunicato dall’Azienda, sembrerebbe che ci siano i presupposti per una serena continuità occupazionale dei dipendenti dei 10 punti vendita interessati”.

“Attendiamo adesso che si ufficializzi la vendita per sederci al tavolo e avviare tutte le procedure previste dalla legge per il passaggio dei lavoratori a F.lli Arena – conclude la Calabrò – Resteremo comunque vigili continuando a monitorare la situazione dei punti vendita rimasti in capo a Distribuzione Cambria a tutela dei lavoratori non coinvolti nel passaggio”.


“La gestione approssimativa del Comune di Palermo non penalizzi i lavoratori Reset” – tuona Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – “Ogni mese, le modalità del pagamento degli stipendi sono una incognita”.

Queste le parole della sindacalista dopo aver appreso che Reset, società consortile del Comune di Palermo, non riusciva a dare certezze sulle modalità con cui avrebbe erogato lo stipendio ai lavoratori, ovvero se tramite ennesimo acconto o in un’unica soluzione. La società, infatti, che lamentava la mancanza di copertura economica, è comunque riuscita a cavarsela per il rotto della cuffia trovando le risorse utili a a garantire l’intero importo dovuto.

“Ogni mese le incertezze sulle modalità di erogazione dello stipendio tengono col fiato sospeso le migliaia di lavoratori Reset”- afferma Antonello Collosi, coordinatore aziendale Reset della Fisascat – “La nostra è diventata una situazione insostenibile. Un terno al lotto. Seppur trascorsi 4 anni, la Reset non decolla, anzi temiamo il tracollo. Risorse economiche inferiori rispetto al fabbisogno di lavoro, accordi sindacali disattesi e di contrattazione di 2° livello neanche a parlarne. Attendiamo ancora la trasformazione da part-time a full-time così come previsto negli accordi di trasferimento da Gesip in Reset”.

“I lavoratori di Reset sono stanchi di essere trattati come lavoratori di serie B. La Reset non diventi la Cenerentola delle Partecipate Comunali. Siamo pronti – conclude la Calabrò – a mettere in campo ogni azione a tutela dei lavoratori che rendono importanti servizi alla collettività rivendicando l’esigibilità degli accordi sottoscritti”.



Si è concluso da poco un importante incontro con Distrubuzione Cambria, azienda che opera in Sicilia e Calabria con insegna Spaccio Alimentare.

“Abbiamo chiesto all’Azienda di fare chiarezza sul futuro occupazionale dei circa 600 lavoratori attualmente in forza – dichiara Mimma Calabrò, Segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – e su come intendono affrontare le criticità ad oggi presenti come il pagamento degli stipendi o la futura ristrutturazione del Centro Commerciale di Siracusa che comporterà la probabile imminente chiusura del supermercato”.

Secondo quanto dichiarato dall’Azienda, le trattative sembrerebbero volgere finalmente al termine grazie a un imprenditore siciliano interessato a rilevare 7 dei punti vendita (Ugo La Malfa, Ingham, Crocifisso, Lascari, Giardini Naxos, Aci S’Antantonio e Rapisardi CT), in cui sono impiegati 152 lavoratori. Mentre, in merito ai restanti punti vendita, ci sono altre trattative aperte con un altri imprenditori locali, uno dei quali sarebbe interessato a rilevare l’intera rete vendita siciliana, evitando così un possibile “spezzatino”.

“In un periodo così fortemente segnato dalla crisi, non possiamo che accogliere favorevolmente l’interesse di imprenditori siciliani pronti ad investire sul nostro territorio. Esperienza già consolidata nel 2015 quando ICA Market, azienda del gruppo Romano, ha rilevato l’intera rete vendita di Palermo eTrapani del colosso francese Carrefour che aveva deciso di abbandonare la Sicilia. Con quell’accordo – sottolinea la Calabrò – abbiamo salvaguardato e tutelato gli oltre 400 lavoratori che altrimenti avrebbe perso il lavoro. Il nostro obiettivo è quello di salvaguardare le sorti dei lavoratori, facendo una corsa contro il tempo”.

“Con l’incontro di oggi -continua la sindacalista- abbiamo finalmente ricevuto informazioni chiare e concrete”.

L’Azienda ha comunicato che, per scongiurare un possibile imminente fallimento, ha già richiesto una proroga del concordato in bianco già depositato presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Ha inoltre dato rassicurazioni che, per il passaggio dei lavoratori, verrà applicato l’ Art. 2112 del Codice Civile, che norma la prosecuzione dei rapporti di lavoro senza soluzione di continuità e con il mantenimento dei diritti acquisiti. Intanto, nelle more del passaggio ai lavoratori, viene applicata la Cassa Integrazione a rotazione.

“Importante per noi – continua la Calabrò – quanto messo in atto dalla Segreteria Nazionale della Fisascat Cisl per la realizzazione di un tavolo di trattativa presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza di Auchan/Sma grossi creditori dell’Azienda Cambria e, pertanto, soggetti determinanti per le sorti stesse della vertenza. Ci incontreremo a breve con l’Azienda – conclude la sindacalista- per seguire passo passo gli sviluppi della vicenda sempre a fianco dei lavoratori per la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.



 Una cabina di regia composta dai rispettivi rappresentanti con il compito di concertare e strutturare periodicamente un programma di azioni finalizzate allo sviluppo della cultura della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, l’organizzazione di iniziative programmate nelle aziende, che di volta in volta verranno individuate assieme per sostenere e/o incentivare e diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro a tutela dei lavoratori e a supporto delle aziende. Ed ancora, la reciproca necessità di scambiare esperienze, notizie, informazioni utili ad evidenziare casi specifici d’intervento utili a prevenire fattori di rischio.
 
Sono questi alcuni dei punti principali del protocollo d’intesa sottoscritto oggi in Confcommercio Palermo, da Confcommercio Palermo, rappresentata dalla presidente Patrizia Di Dio, e Fisascat Cisl Palermo Trapani, rappresentata da Mimma Calabrò, Segretario generale, che intendono collaborare su un tema tanto sentito quanto delicato. Ma vogliono anche coinvolgere altri soggetti istituzionali preposti alla tutela del diritto alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
 
“Come Fisascat Cisl Palermo Trapani siamo fortemente convinti che la prevenzione, anche alla luce del tragico incremento degli infortuni e delle morti sul lavoro, sia un tema da valorizzare quotidianamente tra i lavoratori e nei luoghi di lavoro – spiega Mimma Calabrò – non solo per promuovere la cultura della prevenzione ma anche per diffondere il valore della “mission” sociale dell’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, tanto che abbiamo organizzato nell’ambito del piano formativo 2018-2021 un ciclo di seminari di approfondimento. Naturalmente – aggiunge Mimma Calabrò – il tema è molto sentito tra i lavoratori, per questa ragione abbiamo proposto a Confcommercio Palermo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, come esperienza pilota sul territorio di Palermo, volto alla promozione di azioni di sensibilizzazione sui temi di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro del macro-settore terziario e servizi”.
 
“Riteniamo indispensabile questa collaborazione con la Fisascat Cisl, per mettere a punto azioni formative e informative condivise che hanno come obiettivo principale una sana cultura della prevenzione – sottolinea Patrizia Di Dio –. E’ bene sottolineare che il settore del terziario e dei servizi è quello in cui si registrano meno incidenti e infortuni sul lavoro, ma desideriamo far partire un percorso virtuoso di sensibilizzazione e cultura d’impresa, oltre che di educazione ai lavoratori, e allo stesso tempo porre al centro il rispetto, la tutela e la salvaguardia di tutti, che siano clienti, lavoratori, imprenditori, i quali devono trovare un ambiente sano e salubre. Garantire a tutti la possibilità di lavorare in un ambiente sicuro è una scelta di civiltà e più in generale un paese può dirsi realmente civile solo quando rispetta anche i diritti di sicurezza di chi vi lavora”, conclude Patrizia Di Dio.
 
Il protocollo d’intesa viene sottoscritto fino al 31 dicembre 2019 e s’intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno salvo differenti indicazioni di ciascuna delle parti.
 


In riferimento alla Manifestazione Unitaria del 9 febbraio a Roma avente l’obiettivo di riaffermare le priorità dei sindacati CGIL, CISL e UIL in merito alla Legge di Bilancio varata dal Governo e ai conseguenti Decreti Attuativi, vi di seguito in allegato la lettera della nostra Segretaria Generale Annamaria Furlan indirizzata a tutte le Iscritte e a tutti gli Iscritti.


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In data odierna è stata inviata alle OO.SS. la comunicazione di apertura delle procedure di licenziamento per i 28 dipendenti della società ZYZ srl, collegata al Fondo Algebris il quale ha acquisito la proprietà del Grand Hotel et Des Palmes di Palermo.
La suddetta comunicazione, così come motivata nella nota inviata dalla società, nasce dall’esigenza di avviare la riqualificazione dell’immobile che, per la sua importanza storica rappresenta un patrimonio architettonico della nostra città.

Già durante le fasi di passaggio dell’azienda da Acqua Marcia Turismo a ZYZ srl, la nuova società aveva espresso l’intenzione di apportare modifiche all’immobile per renderlo interamente fruibile, dato che circa il 50% di questo negli ultimi anni è rimasto inutilizzato in quanto non agibile.

“L’azienda specifica che la chiusura dovrebbe durare per un periodo non inferiore a 24 mesi” – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Abbiamo già inviato la richiesta di esame congiunto nell’interesse di garantire i 28 lavoratori a tempo indeterminato che vi operano insieme alla restante parte di lavoratori a chiamata”.

“Investimenti mirati a riportare, in una città come Palermo, un albergo a cinque stelle di lusso che possa, anche con formule innovative, generare stabilità ed ancor più nuova occupazione – continua la Calabrò – non possono che favorire processi che vanno verso un turismo destagionalizzato, grazie anche al contesto territoriale che può vantare attrattive storiche, culturali ed enogastronomiche uniche”.

“Auspichiamo pertanto una soluzione che tuteli i lavoratori ed il reddito delle loro famiglie – conclude il Segretario Generale della Fisascat Sicilia- ricordando che si tratta di professionalità la cui grandissima esperienza può soltanto favorire tutte le azioni di miglioramento dell’attività e per i quali chiederemo la garanzia occupazionale alla successiva riapertura”.

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