“Apprendiamo che Rap starebbe pensando al distacco di personale da Reset per coprire i suoi vuoti di organico. La cosa ci turba ed è per questo che diciamo da subito il nostro secco no all’operazione” afferma Mimma Calabrò Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani.

“Da tempo tutti i lavoratori Reset, con grandi sacrifici, lavorano ad orario ridotto e senza il dovuto riconoscimento di livelli e istituti contrattuali. Se da un lato non si riesce a far rispettare gli accordi sindacali, dall’altro si pensa ai distacchi che provocherebbero il solo risultato di fare distinzioni fra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B” continuano Mimma Calabrò e Antonello Collosi, coordinatore aziendale Reset della Fisascat.

“Piuttosto che guardare al distacco, che produrrebbe solo guasti, si inizi a ragionare su una mobilità orizzontale fra tutte le partecipate” – continua la Calabrò – “Con il giochetto del distacco gli operai di Reset andrebbero a svolgere analoghe mansioni ma guadagnerebbero meno, dal momento che verrebbe loro applicato un contratto diverso. È così che si affrontano le cose, guardando ai lavoratori e alle aziende come territorio di colonizzazione?”

“Si tratta di un modello contro cui ci batteremo con tutte le nostre forze. I lavoratori sono tutti uguali – conclude il Segretario – “Chiediamo un incontro al sindaco per fare chiarezza senza ulteriori perdite di tempo”.


“Apprendiamo favorevolmente che tutti gli attori politici e istituzionali stiano valutando la gravità di un’impasse che noi denunciamo da subito dopo l’impugnativa da parte del governo – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Non permetteremo che si chieda ai lavoratori di fare un salto nel buio. Impensabile procedere con una opzione di scelta fino a quando non giungerà un pronunciamento da parte della Consulta” – continua il Segretario – “Necessita un intervento normativo per evitare che questi lavoratori possano essere definitivamente beffati. Il rischio, infatti, è che se la norma fosse dichiarata incostituzionale i Pip si trovino senza nemmeno quella norma che legittima il loro stato attuale. Occorre che tutti le parti, ognuno per la propria competenza, vadano oltre le bandiere e gli ideologismi per portare avanti una strategia sinergica volta a salvaguardare circa 2600 lavoratori e le loro famiglie. Ad oggi – conclude la sindacalista – il 31 dicembre è la data che determinerà il loro futuro”.


La Fisascat Sicilia chiede un incontro all’Assessore Regionale Territorio e Ambiente Toto Cordaro in vista della prossima scadenza delle convenzioni di affidamento delle riserve naturali alle Associazioni Ambientaliste (Legambiente Sicilia, Club Alpino Italiano, W.W.F. Italia, Rangers d’Italia, L.I.P.U., G.R.E., Italia Nostra) prevista per il 31 dicembre 2018.
“Siamo fortemente convinti della necessità di avviare tavoli di confronto per tempo e non immediatamente a ridosso della scadenza delle convenzioni” – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Il personale delle Associazioni Ambientaliste – continua la Calabrò – svolge da anni un servizio di alta professionalità attraverso la conduzione di importanti attività quali conservazione, tutela, recupero ambientale, divulgazione e promozione di una fruizione compatibile all’interno di aree di importante pregio naturalistico del territorio siciliano, assumendo anche, molto spesso, l’importante ruolo di presidi legalità”.
“Abbiamo richiesto un incontro all’Assessore Cordaro per discutere della prossima scadenza delle convenzioni di affidamento ma per affrontare, altresì, gli aspetti connessi alla dotazione di bilancio del capitolo destinato alla gestione del personale delle riserve naturali affidate. Il nostro obiettivo – conclude la sindacalista – è individuare percorsi comuni e condivisi volti a salvaguardare i lavoratori che svolgono un lavoro sociale altamente qualificato all’interno di aree che salvaguardano e promuovono le bellezze naturalistiche della nostra terra contribuendo anche alla promozione dell’immagine della Sicilia, ampliandone l’offerta turistica sia in Italia che all’estero”


 

“Tra i lavoratori del bacino si è ingenerata una confusione e una preoccupazione tale da rendere necessario un chiarimento sul reale stato dell’arte – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Per tale ragione abbiamo richiesto all’Assessore Regionale all’Economia di farsi parte attiva per la realizzazione di un apposito incontro a cui prendano parte anche l’Assessore al Lavoro, il Regioniere generale e il Dirigente del dipartimento Famiglia, Politiche sociali e Lavoro per entrare nel merito della vicenda. Il nodo da sciogliere riguarda il nuovo scenario normativo venutosi a configuare a seguito della impugnativa del Governo Centrale alla Legge Regionale n.8 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Regionale Siciliana del 11 maggio 2018 e al successivo ricorso avverso della Regione Siciliana con atto di giunta tramite la deliberazione n.293 dello scorso 3 agosto. E Mentre si succedono ricorsi su ricorsi, gli ex Pip temono di vedere allontanarsi sempre più la possibilità che si concretizzi la tanto agognata stabilizzazione che attendono da oltre 18 anni. Urge, pertanto, trovare soluzioni che superino eventuali impasse creatasi, ancor più se si considera l’impatto sociale che ne consegue coinvolgendo circa 2800 lavoratori e le loro famiglie per lo più monoreddito”.


Di fronte la manifestata volontà del neo presidente dell’Amat, Michele Cimino, di procedere con 50 nuove assunzioni per colmare i vuoti all’interno dell’organico aziendale, Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta “Che ben vengano le assunzioni. Ma prima si pensi a razionalizzare i costi e risorse, così come era stato previsto col bando di mobilità interaziendale rivolto ai lavoratori Reset. Chiederemo al Sindaco di Palermo di convocare urgentemente un incontro per entrare nel merito della questione e delle altre criticità a tutt’oggi presenti al fine di dare maggiori servizi alla collettività e al contempo migliorare le condizioni salariali dei lavoratori Reset”
“Non si comprende perchè – continua la sindacalista – non si debba dare seguito al bando interaziendale per 60 autisti, voluto nel 2017 proprio dalla società che gestisce il trasporto pubblico palermitano, rivolto a tutte le società controllate direttamente o indirettamente dal Comune di Palermo, con particolare priorità ai lavoratori della Reset al fine di ridurre i costi della società consortile”
“Una decisione che rispondeva virtuosamente – aggiunge Antonello Collosi Coordinatore aziendale Reset della Fisascat Cisl – da un lato a esigenze di risparmio attraverso la fruizione di risorse già in carico all’amministrazione. Non dobbiamo dimenticarci che già nel 2016 molti furono i colleghi della Reset che vi parteciparono e molti di loro, avendo requisiti oggettivi, sono stati ricollocati nelle altre partecipate”.
Per il Sindacato la questione diviene ancor più incomprensibile visto che nel 2017 l’Amat riapriva un bando segnato però da una battuta di arresto a seguito di un decreto di attuazione emanato dal Ministero del Lavoro per poi registrare comunque lo sblocco nel mese di giugno 2018.
“E’ inammissibile che non si faccia più riferimento alla mobilità interaziendale. – conclude Mimma Calabrò – I percorsi virtuosi e trasparenti di razionalizzazione di costi e risorse devono essere valorizzati e non cancellati con un colpo di spugna”.

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