“Apprendiamo con stupore preoccupazione che la norma sulla stabilizzazione degli ex Pip non è più all’ordine del giorno della Corte Costituzionale. Era incardinata per il prossimo 2 luglio, ma non vi è più traccia”. Lo denuncia Mimma Calabrò segretario generale della Fisascat Cisl Palermo-Trapani.

“L’articolo 64 della legge regionale che dispone la stabilizzazione in Resais è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri davanti alla Corte Costituzionale – prosegue -. Il Presidente della Regione l’aveva promulgata ugualmente facendola entrare in vigore. Quindi la giunta regionale ha deciso di resistere davanti alla Consulta. Per quel che ci riguarda ricordiamo che il cronoprogramma concordato con gli assessorati al Lavorio e Bilancio e con Resais avrebbe già dovuto prevedere l’assunzione per porre fine ad una questione che si trascina da anni. Spetta ad altri, non di certo ai lavoratori, spiegare cosa ci sia dietro questo rinvio a data da destinarsi della trattazione innanzi alla Corte Costituzionale. Divergenze politiche o addirittura scontri? Chissà. Non è possibile continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori né sentirsi dire che il crono programma slitterà. Ogni qualvolta si è sul punto di raggiungere l’obiettivo di dare dignità ai lavoratori che aspettano da un ventennio puntualmente accade qualcosa che va nella direzione opposta. Una situazione che presta il fianco a speculazioni elettorali che sono sempre dietro l’angolo”.

La situazione appare sempre più complessa”chiediamo – conclude Calabrò – l’autorevole intervento del presidente della Regione perchè indichi la strada all’amministrazione ed alla controllata Resais per giungere alla definizione delle procedure di legge che riguardano i precari nelle more del pronunciamento della Corte Costituzionale in modo da arrivare a quel momento con uno status giuridico chiaro per questi lavoratori”
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A rischio 18 dipendenti della Sintech Società Cooperativa Onlus che opera per la Filippetti Spa in servizi di Help Desk fornendo assistenza ai cittadini che hanno difficoltà di accesso ai sistemi telematici in Comuni come Roma ed Ardea, per L’Aran e per la Citta Metropolitana di Roma.

“E’ stata stipulata una convenzione tra la Cooperativa, la Filippetti spa e l’Assessorato Regionale Sicilia della Famiglia , delle Politiche Sociali e del Lavoro” – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisasascat Sicilia – al fine di dare dignità lavorativa a soggetti svantaggiati ed introdurli nel mondo del lavoro”.

“Abbiamo appreso con sgomento che per questione che sembrerebbero legate a saldi delle fatturazioni questi lavoratori potrebbero farne le spese, non avendo più la certezza del proprio posto di lavoro – continua la Calabrò – infatti la Sintech ha già fatto sapere che in assenza di commessa e non avendo altra ricollocazione sul terriorio, si vedrà constretta a risolvere il rapporti”.

“Abbiamo già chiesto un incontro all’ispettorato territoriale del lavoro – conclude il Segretario – affinchè ogni azione, a tutela di questi lavoratori e delle loro famiglie, sia messa in atto”.


Organizzato da Filcams, Fisascat e Uiltrasporti Sit in davanti la Prefettura di Palermo delle centinaia di lavoratori delle pulizie dipendenti di Manitalidea e della sua consorziata Euroservice, che svolgono servizio in appalto presso sedi e distaccamenti di Inps, Inal, Poste Italiane, tribunali ed altri enti a Palermo e Provincia.
I lavoratori che di fatto percepiscono poche centinaia di euro, ormai con ritardi che vanno in media di due mesi , hanno difficoltà anche per la gestione delle necessità quotidiane delle loro famiglie, afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat CISL Palermo Trapani,
Abbiamo già chiesto ai vari enti di intervenire solidalmente pagando direttamente i lavoratori perché
una situazione del genere non è più tollerabile , continua il segretario, necessita maggiore controllo ed occorrono interventi immediati, anche da parte degli enti committenti affinché, con verifiche puntuali e responsabili, si possa mettere fine a situazioni in cui a farne le spesi sono i più deboli,ciòe il lavoratori e le loro famiglie.
Chiederemo alla Signora Prefetto il suo autorevole intervento, conclude la Calabrò affinche si possano mettere in campo azioni a tutela di questi lavoratori.


Si chiama “SINDAcamper. La FISASCAT a un passo da te” e si pone l’obiettivo di avvicinare sempre più il sindacato ai lavoratori. Il prossimo 24 maggio la Fisascat Cisl Palermo Trapani inaugura il suo ufficio itinerante. Un camper diventerà la sede mobile del sindacato. Sarà sportello informativo che farà tappa nei comuni delle province di Palermo e Trapani a sevizio delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori del terziario, servizi e turismo per essere sempre più rispondenti ai loro bisogni.

“Vogliamo consolidare il rapporto diretto con i lavoratori -spiega Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – affinché, andando fisicamente incontro ai loro bisogni, si possa promuovere la cultura dei diritti e delle tutele sanciti dai nostri contratti collettivi nazionali di lavoro. Puntiamo, dunque, alla massima promozione della cultura del “lavoro sano” convinti che solo in questo modo si possa contrastare il “lavoro insano”.

“La Fisascat Cisl Nazionale – dichiara il Segretario Generale della Fisascat Cisl Nazionale Davide Guarini – sostiene attivamente il progetto SindaCamper credendo fortemente che la promozione di un sindacato itinerante possa realmente realizzare una concreta azione di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che potranno usufruire, sul campo, dei servizi messi a disposizione dalla Fisascat Cisl Palermo Trapani, a cominciare dall’attività di informazione sulle opportunità offerte dalla contrattazione, dalla bilateralità di settore e dal welfare fino alla gestione della vertenzialità, dal controllo delle buste paga all’accesso agli ammortizzatori sociali dedicati. In particolare l’attività di consulenza e di assistenza legale offerta dalla Fisascat Cisl Palermo Trapani contro le discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro e a tutela delle donne, rispondono ad un bisogno crescente ed alla necessità di debellare la piaga dilagante della violenza sulle donne”, ha aggiunto il sindacalista sottolineando che “i percorsi di facilitazione linguistica previsti dal progetto, attraverso un mediatore che farà da tramite con i lavoratori stranieri che non conoscono la lingua italiana, possono favorire la maggiore divulgazione dei contenuti contrattuali come anche l’emersione del lavoro nero e sommerso presente nei diversi settori del terziario privato”.

Sindacalisti e sindacaliste della Fisascat saranno, dunque, a disposizione dei lavoratori dei settori merceologici rappresentati per offrire loro una vasta gamma di servizi tra i quali diritti contrattuali, consulenza legale, verifica buste paga, presentazione domanda di assegni del nucleo familiare, dimissioni telematiche, presentazione domanda Naspi (ex disoccupazione), informazioni su welfare contrattuale, informazioni sulla bilateralità per la diffusione della conoscenza degli Enti Bilaterali. Nell’ufficio itinerante vi sarà anche un mediatore linguistico in modo che anche coloro non conoscono ancora bene la lingua italiana possano fruire consapevolmente di tutti i servizi


Concluso in data odierna l’incontro per l’esperimento dell’esame congiunto ai sensi dell’art.47 della procedura di cessione di 21 rami di azienda avviata dalla Roberto Abate SpA in Liquidazione.

“Con la sottoscrizione dell’accordo, i 225 lavoratori della Roberto Abate, dislocati nell’intero territorio siciliano, transiteranno alla MD SpA per effetto dell’art.2112 c.c, mantenendo in questo modo tutti i diritti sin’ora acquisiti” – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat CISL Sicilia.

“In un momento così delicato per la Distribuzione Moderna Organizzata in Sicilia, non si può che accogliere favorevolmente l’intenzione di grandi aziende di investire sulla nostra regione, radicando sempre più la loro presenza – continua la Calabrò  – “Troppo spesso, infatti, negli ultimi anni, i lavoratori subiscono le scelte dei colossi multinazionali che, invece, scelgono di abbondare il territorio lasciandolo nello sconforto e in preda alle incertezze”.

“Resta, tuttavia, ancora aperta la partita dei 100 lavoratori rimasti fuori dal perimetro acquisito da MD e dunque ancora in capo alla Roberto Abate SpA e per i quali continueremo a monitatorare la situazione. Intanto, la MD SpA si è già impegnata, con la sottoscrizione di apposito verbale di accordo, ad assumere altre 15 unità del bacino nei prossimi mesi per implementare l’organizzazione dei punti vendita acquisiti con l’auspicio – conclude la sindacalista – che un piano industriale espansivo possa portare a reinserirne tanti altri”.


Nella nota inviata al Presidente della S.A.S. da quasi tutte le OO.SS., dicono i sindacalisti Alfredo Piede della CISL FP, Mimma Calabrò della Fisascat CISL, Franco Campagna della CGIL FP e Michele D’Amico del Cobas Codir, si evincono le motivazioni che hanno portato a tale scelta, dichiarando sin da ora che laddove non dovesse pervenire una urgente convocazione gli stessi si vedranno costretti a proclamare lo sciopero generale di tutti i lavoratori della S.A.S.

Le stesse OO.SS. hanno stigmatizzato il comportamento del vertice societario, assente ancora una volta alla riunione sindacale convocata dallo stesso Presidente avv. Giuseppe Di Stefano; fattispecie quest’ultima, continuano i sindacalisti, che oltre a sfiorare il comportamento antisindacale, rischia di compromettere il pagamento del salario accessorio dovuto al personale per l’anno 2018 e impedisce di trattare tematiche che risultano essere necessarie per vita stessa della Società, per gli importanti servizi resi alla collettività e non per ultimo la tenuta occupazionale degli oltre duemila lavoratori e del futuro delle loro famiglie.
CGIL FP, CISL FP, COBAS CODIR e FISASCAT CISL, hanno più volte chiesto formalmente un tavolo negoziale, al fine di trattare il nuovo assetto organizzativo societario che deve trovare necessariamente riscontro nella redazione del nuovo Piano Industriale, nonchè le criticità connesse alle attività del personale catalogatore, fino ad arrivare – continuano i sindacalisti – all’annosa questione legata alla trasformazione del rapporto di lavoro del personale part-time storico in full-time, ovvero al completamento dell’attuale orario di lavoro settimanale a full-time (36 ore), così come previsto dalla stessa Società nel Piano industriale 2017-2019 e dall’art. 29 della Finanziaria dello 08 maggio 2018, solo per citarne alcune.

Tali atteggiamenti inaccettabili, concludono i sindacalisti, oltre ad essere lesivi dei diritti dei lavoratori, nonché limitativi delle prerogative sindacali, rischia di innescare ulteriori contenziosi con la stessa Società che incomprensibilmente, come è noto per altre vicende, si ostina a non volere definire le questioni al tavolo negoziale.


Distrubuzione Cambria, azienda che opera in Sicilia e Calabria con insegna Spaccio Alimentare, ha appena inviato nota alle organizzazioni sindacali con la quale ufficializza un affitto ponte in attesa della definitiva procedura di vendita a F.lli Arena di 10 esercizi commerciali nel territorio siciliano.

Da quanto si evince dalla comunicazione aziendale, i punti vendita interessati sono quelli di Siracusa, Catania, Aci Sant’Antonio, Milazzo, Giardini Naxos, Centro Sicilia (Catania), Lascari e su Palermo via Crocifisso, via Ingham e via Ugo La Malfa. Secondo quanto comunicato, l’accordo di ristrutturazione dei debiti proposto da Cambria è stato accettato dall’85% dei creditori, permettendo in questo modo all’azienda di onorare i propri impegni, anche nei confronti dei lavoratori ad oggi in attesa di stipendi arrettati.

Resteranno, invece, in capo a Distribuzione Cambria i Cash & Carry di Messina, Milazzo e Torrenova e i punti vendita di Rosarno e Acireale, nonchè i due Fast Chef di Misterbianco e San Giuseppe La Rena.

“Seguiremo attentamente gli sviluppi della vertenza – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale dell Fisascat Cisl Sicilia – Da quanto comunicato dall’Azienda, sembrerebbe che ci siano i presupposti per una serena continuità occupazionale dei dipendenti dei 10 punti vendita interessati”.

“Attendiamo adesso che si ufficializzi la vendita per sederci al tavolo e avviare tutte le procedure previste dalla legge per il passaggio dei lavoratori a F.lli Arena – conclude la Calabrò – Resteremo comunque vigili continuando a monitorare la situazione dei punti vendita rimasti in capo a Distribuzione Cambria a tutela dei lavoratori non coinvolti nel passaggio”.


“La gestione approssimativa del Comune di Palermo non penalizzi i lavoratori Reset” – tuona Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – “Ogni mese, le modalità del pagamento degli stipendi sono una incognita”.

Queste le parole della sindacalista dopo aver appreso che Reset, società consortile del Comune di Palermo, non riusciva a dare certezze sulle modalità con cui avrebbe erogato lo stipendio ai lavoratori, ovvero se tramite ennesimo acconto o in un’unica soluzione. La società, infatti, che lamentava la mancanza di copertura economica, è comunque riuscita a cavarsela per il rotto della cuffia trovando le risorse utili a a garantire l’intero importo dovuto.

“Ogni mese le incertezze sulle modalità di erogazione dello stipendio tengono col fiato sospeso le migliaia di lavoratori Reset”- afferma Antonello Collosi, coordinatore aziendale Reset della Fisascat – “La nostra è diventata una situazione insostenibile. Un terno al lotto. Seppur trascorsi 4 anni, la Reset non decolla, anzi temiamo il tracollo. Risorse economiche inferiori rispetto al fabbisogno di lavoro, accordi sindacali disattesi e di contrattazione di 2° livello neanche a parlarne. Attendiamo ancora la trasformazione da part-time a full-time così come previsto negli accordi di trasferimento da Gesip in Reset”.

“I lavoratori di Reset sono stanchi di essere trattati come lavoratori di serie B. La Reset non diventi la Cenerentola delle Partecipate Comunali. Siamo pronti – conclude la Calabrò – a mettere in campo ogni azione a tutela dei lavoratori che rendono importanti servizi alla collettività rivendicando l’esigibilità degli accordi sottoscritti”.



Si è concluso da poco un importante incontro con Distrubuzione Cambria, azienda che opera in Sicilia e Calabria con insegna Spaccio Alimentare.

“Abbiamo chiesto all’Azienda di fare chiarezza sul futuro occupazionale dei circa 600 lavoratori attualmente in forza – dichiara Mimma Calabrò, Segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – e su come intendono affrontare le criticità ad oggi presenti come il pagamento degli stipendi o la futura ristrutturazione del Centro Commerciale di Siracusa che comporterà la probabile imminente chiusura del supermercato”.

Secondo quanto dichiarato dall’Azienda, le trattative sembrerebbero volgere finalmente al termine grazie a un imprenditore siciliano interessato a rilevare 7 dei punti vendita (Ugo La Malfa, Ingham, Crocifisso, Lascari, Giardini Naxos, Aci S’Antantonio e Rapisardi CT), in cui sono impiegati 152 lavoratori. Mentre, in merito ai restanti punti vendita, ci sono altre trattative aperte con un altri imprenditori locali, uno dei quali sarebbe interessato a rilevare l’intera rete vendita siciliana, evitando così un possibile “spezzatino”.

“In un periodo così fortemente segnato dalla crisi, non possiamo che accogliere favorevolmente l’interesse di imprenditori siciliani pronti ad investire sul nostro territorio. Esperienza già consolidata nel 2015 quando ICA Market, azienda del gruppo Romano, ha rilevato l’intera rete vendita di Palermo eTrapani del colosso francese Carrefour che aveva deciso di abbandonare la Sicilia. Con quell’accordo – sottolinea la Calabrò – abbiamo salvaguardato e tutelato gli oltre 400 lavoratori che altrimenti avrebbe perso il lavoro. Il nostro obiettivo è quello di salvaguardare le sorti dei lavoratori, facendo una corsa contro il tempo”.

“Con l’incontro di oggi -continua la sindacalista- abbiamo finalmente ricevuto informazioni chiare e concrete”.

L’Azienda ha comunicato che, per scongiurare un possibile imminente fallimento, ha già richiesto una proroga del concordato in bianco già depositato presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Ha inoltre dato rassicurazioni che, per il passaggio dei lavoratori, verrà applicato l’ Art. 2112 del Codice Civile, che norma la prosecuzione dei rapporti di lavoro senza soluzione di continuità e con il mantenimento dei diritti acquisiti. Intanto, nelle more del passaggio ai lavoratori, viene applicata la Cassa Integrazione a rotazione.

“Importante per noi – continua la Calabrò – quanto messo in atto dalla Segreteria Nazionale della Fisascat Cisl per la realizzazione di un tavolo di trattativa presso il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza di Auchan/Sma grossi creditori dell’Azienda Cambria e, pertanto, soggetti determinanti per le sorti stesse della vertenza. Ci incontreremo a breve con l’Azienda – conclude la sindacalista- per seguire passo passo gli sviluppi della vicenda sempre a fianco dei lavoratori per la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.

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