Stop all’avvio della cassa integrazione per gli operai della Reset. “Non possiamo che essere soddisfatti – spiega Mimma Calabro segretario generale per la Sicilia della Fisascat Cisl – Nei giorni scorsi, appresa la notizia dell’intenzione di ridurre le ore di lavoro per il personale – spiega Calabrò – c’eravamo opposti con forza alla decisione, con note inviate sia al Sindaco che alla Società il 22 e 23 ottobre scorso, rimarcando la circostanza che si tratta di operai che svolgono attività importantissime per la collettività specie in un momento di pandemia sanitaria. Avevamo altresì stigmatizzato il fatto che a questi lavoratori, di fatto considerati di serie B, venissero negati diritti fondamentali da anni, nonostante le promesse. Speriamo – conclude la sindacalista – che lo stop all’avvio della cassa integrazione significhi, una volta e per tutte, la presa d’atto del ruolo fondamentale dei lavoratori”.
Intanto dal 26 ottobre gli oltre 1300 operai svolgeranno le consuete mansioni nei consueti orari di lavoro.


“In data odierna abbiamo partecipato all’audizione convocata dalla Terza Commissione Consiliare per trattare problematiche della Reset ScpA, con particolare riguardo alla cassa integrazione richiesta dalla società. Durante l’incontro abbiamo stigmatizzato l’assenza dei vertici aziendali e dell’Assessore Marino che ha la delega alle partecipate comunali e dichiarato a gran voce la nostra contrarietà al ricorso alla cassa Covid per i lavoratori Reset il cui incontro per l’esperimento dell’esame congiunto si è svolto qualche ora dopo – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – E’ paradossale che una partecipata di questo calibro, che negli ultimi mesi si è impegnata in prima linea sanificando gli uffici comunali, degli impianti sportivi e dei luoghi pubblici debba fare ricorso alla cassa integrazione. I lavoratori della Reset, anche durante questa pandemia, non si sono tirati indietro ma hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con dedizione e senso di abnegazione. A poco servono dunque gli accordi siglati con i vertici societari discutendo concretamente di incremento ore lavorative, welfare aziendale e buoni pasto, se, col passare degli anni, le parole non si traducono in fatti ma restano soltanto proclami e vane promesse. Qualora la Società perseveri nella determinazione di ricorrere all’ammortizzatore – conclude la Calabrò – i lavoratori verrebbero penalizzati per l’ennesima volta, riducendo ancor più il loro compenso già di per sé esiguo. Reset ha bisogno di soluzioni strutturali e non di idee tampone che sono sempre e comunque a carico dei lavoratori. Il Comune di Palermo dovrebbe invece valorizzare Reset promuovendone azioni e progettualità invece di pensare a malsani interventi di una cassa integrazione Covid che, a nostro avviso, non sono coerenti con la realtà di Reset”.


#CONTRATTOADESSO

Con questo hashtag Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia comunica che è tutto pronto per la manifestazione unitaria del 21 ottobre presso la Prefettura di Palermo alle ore 14, organizzata insieme a Filcams Cgil e UIltrasporti, per sostenere la vertenza che coinvolge diverse migliaia di lavoratori siciliani del settore imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi, in attesa del rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di 7 anni.

“Ci sarà un collegamento telematico con Roma per chiedere a gran voce alle associazioni datoriali e alle imprese il rinnovo del Contratto nazionale – continua la Calabrò – dopo che la trattativa si è arenata. È necessario definire il trattamento economico e normativo, sottolinea Calabrò, che riconosca dignità a questi lavoratori che, sono stati in prima linea durante il periodo emergenziale negli ospedali, Enti pubblici e privati, uffici, ancora a tutt’oggi in cui si registra una decisa impennata dei contagi. Ormai le parole al vento delle associazioni datoriali, le quali avevano dichiarato la volontà di rinnovare il CCNL, devono tradursi in fatti – conclude Mimma Calabrò – il tavolo si deve riaprire ed la rigidità delle associazioni datoriali deve lasciare spazio alla concertazione che porti alla firma del nuovo contratto”.


“Dopo la circolare dell’Assessorato alla Salute dello scorso 4 Maggio, riscontriamo ancora una volta che l’attenzione viene rivolta, giustamente, a tutto il personale che opera presso le strutture ospedaliere siciliane, ma ci si dimentica delle migliaia di lavoratrici e lavoratori degli appalti di pulizia, sanificazione, ausiliariato, vigilanza e delle mense”, afferma Mimma Calabrò Segretario Regionale Fisascat Cisl Sicilia.
“Malgrado la nota inviata al Presidente della Regione all’indomani dell’ordinanza n.7 del 20.03.2020 della Regione Sicilia con la quale chiedevamo di includere nel provvedimento di effettuazione dei tamponi anche il personale in appalto all’interno degli ospedali – continua la Calabrò – è inaccettabile riscontrare nella circolare dell’Assessorato ancora una volta che questo personale non viene menzionato, rimanendo ancora una volta “invisibile”.Sono figure importanti e necessarie, perché con il loro operato permettono che tutta la macchina organizzativa all’interno degli ospedali funzioni, lavorando con dedizione e correndo il rischio che è insito nel fatto di essere a contatto con i degenti e con il personale sanitario – aggiunge la sindacalista – e potrebbero, a loro volta, essere veicolo di contagio. Abbiamo già inviato nota all’Assessore alla Sanità, unitamente alle altre organizzazioni sindacali, per farsi parte attiva nei confronti dei dirigenti ospedalieri chiedendo di effettuare i tamponi anche a questi lavoratori. Confidiamo che si sia trattato di un mero disguido – conclude la Calabrò – e non si può più attendere perchè ne va della sicurezza di questi lavoratori, delle loro famiglie e di tutti coloro che insieme a loro vivono la realtà ospedaliera e riteniamo altresì che ogni “giusto” provvedimento che si adotti a favore del personale sanitario, non può non tener conto di questi lavoratori”.


Sciopero Nazionale dei lavoratori delle pulizie dipendenti di Manitalidea e delle consorziate, che svolgono servizio in appalto presso sedi e distaccamenti di Inps, Inal, Poste Italiane, Tribunali ed altri enti.


“Anche la Sicilia è fortemente interessata da questo sciopero – sostiene Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Sicilia – in quanto i lavoratori che già percepiscono poche centinaia di euro, ormai con ritardi che vanno in media di due mesi , sono ormai impossibilitati anche ad affrontare le spese per raggiungere i posti di lavoro”.


“Per alcuni di questi appalti abbiamo già chiesto agli enti di effettuare il pagamento diretto, previsto dal codice degli appalti – continua il Segretario – ma ad oggi solo in qualche caso abbiamo avuto il riscontro alla nostra richiesta”.

“È una situazione che sta degenerando, quella degli appalti – aggiunge la Calabrò – necessita un impegno ancora più forte affinché anche nell’assegnazione degli appalti vi sia comunque l’impegno da parte delle stazioni appaltanti, con verifiche e interventi repentini , nei casi in cui le aziende affidatarie dei servizi non garantiscano piu alle scadenze previste dal ccnl , i pagamenti dei lavoratori che sono quelli che ci permettono, al livello igienico, di fruire a tutti noi cittadini dei servizi quotidiani di pubblica utilità.”


Saremo vigili sul prosieguo della vertenza – conclude la Calabrò – che solo in Sicilia riguarda circa un migliaio di lavoratori e la cui situazione economica sta gravando pesantemente anche sulle loro famiglie, non permettendo, in alcuni casi, di affrontare neanche le spese di prima necessità”.

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