COMUNICATO STAMPA

SINDACATO. 12 OTTOBRE 1948 – 12 OTTOBRE 2018: LA FISASCAT CISL FESTEGGIA 70 ANNI DALLA FONDAZIONE.
GUARINI: «ORA CONSOLIDIAMO I RISULTATI DELLA CONTRATTAZIONE E PROIETTIAMOLI VERSO NUOVI TRAGUARDI»

Roma, 12 ottobre 2018 – Buon Compleanno Fisascat! La categoria del commercio, turismo e servizi della Cisl festeggia i suoi primi 70 anni. Anni di sfide, di battaglie e di contrattazione nel segno delle tutele e di relazioni sindacali sempre più capaci di coniugare i bisogni delle imprese con i diritti dei lavoratori.
Un percorso articolato quello compiuto dalla Fisascat Cisl dal 12 ottobre 1948, allora Filsac, ad oggi, costellato di straordinarie conquiste. Come per la bilateralità ed il welfare, frontiere della contrattazione a partire dagli Anni ’90, princìpi che hanno dato luogo a strumenti messi al servizio di imprese e lavoratori.
Su 9milioni di addetti circa tre milioni fanno già parte del sistema dell’assistenza sanitaria integrativa di origine contrattuale, mentre circa due milioni di lavoratori hanno usufruito dei percorsi di formazione professionale erogati dai fondi interprofessionali di settore.
La Fisascat Cisl ha rilanciato il ruolo della previdenza complementare, considerati i tassi di adesione ancora troppo residuali rispetto alla platea occupazionale di riferimento. Da qui l’impegno della categoria nella diffusione e nella promozione della cultura previdenziale, soprattutto tra le giovani generazioni, e sulla obbligatorietà all’adesione al secondo pilastro di origine contrattuale.
Il segretario generale della Fisascat, Davide Guarini, ha evidenziato come ora «occorra consolidare i risultati e proiettarli verso nuovi traguardi, con un rivitalizzato ruolo nella contrattazione e nell’innovazione contrattuale al passo con i tempi, capace di trasferire tutte le nostre capacità verso lo sviluppo del secondo livello, anche rispetto alle sfide del nostro secolo: l’innovazione tecnologica e l’invecchiamento demografico».
Un percorso che la federazione affronterà insieme alla Cisl come ha ribadito Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl che ha concluso la kermesse. «Nuove relazioni sindacali, estensione delle tutele in un perimetro di norme traguardate alla produttività e alla partecipazione dei lavoratori sono sfide continue per un sindacato che intende stare nel mondo del lavoro e con i lavoratori». Ma non solo. «Dobbiamo costruire soluzioni sempre più globali per i lavoratori, fare inclusione attraverso lo strumento principe, la contrattazione – ha concluso Sbarra – Dalla Fisascat Cisl arriva un contributo decisivo che dimostra come sia una federazione capace di avere al centro della sua azione la tutela della persona e la dignità del lavoro, valori condivisi da sempre con la missione della Cisl».


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SMA SIMPLY, PROSEGUE LA MOBILITAZIONE SINDACALE VS LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE. A ROMA MASSICCIA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO, IL 6 OTTOBRE NUOVE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI NEI 45 SUPERMERCATI.
CICCOLINI (FISASCAT CISL ROMA CAPITALE RIETI): «ATTEGGIAMENTO AZIENDALE EVASIVO, LA DIREZIONE CI CONVOCHI E CI DIA NOTIZIE SUL DESTINO DEI PUNTI VENDITA E DEI 1500 LAVORATORI»

Roma, 5 ottobre 2018 – Prosegue a livello territoriale la mobilitazione indetta dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs contro la riorganizzazione del retail, le chiusure e le cessioni in tutto il territorio nazionale e la disdetta della contrattazione integrativa annunciata dalla direzione di Sma Simply, la catena francese di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia con oltre 200 punti vendita e circa 8.700 addetti.
A Roma i 1500 lavoratori e lavoratrici dei 45 supermercati capitolini della catena hanno aderito in massa allo sciopero proclamato il 2 ottobre dai sindacati territoriali di categoria Cgil Cisl Uil contro la cessione dei due punti vendita di Anagnina 2 e Mezzavia. Nuove assemblee dei lavoratori sono già indette per il 6 ottobre. «Una azione finalizzata a contrastare le azioni unilaterali della Sma Simply, soprattutto per la mancanza di comunicazione rispetto al destino dei due punti vendita romani nonché dell’intera rete vendita» ha stigmatizzato Franco Ciccolini dell’ufficio sindacale della Fisascat Cisl Roma Capitale Rieti sottolineando che «l’azione di protesta proseguirà con ulteriori assemblee, anche per far uscire l’ azienda allo scoperto e capire come intende riorganizzare la presenza a Roma dove si concentra il maggior numero di supermercati della catena».
«Malgrado le pressioni fatte a Sma Simply sia a livello nazionale sia a livello di territorio siamo a registrare un atteggiamento aziendale evasivo che non consente di avere un quadro chiaro sul mantenimento del perimetro aziendale» ha aggiunto il sindacalista sottolineando «l’irrigidimento delle relazioni sindacali». «Sma Simply – ha affondato Ciccolini – elude un accordo importante raggiunto a livello nazionale che impegnava l’azienda ad attivare preventivamente anche a livello territoriale il necessario confronto con i sindacati». «Ad oggi – ha concluso – non si sa ancora nulla sulle cessioni dei punti vendita di Anagnina e Mezzavia, per i quali siamo solo a conoscenza dell’esistenza di un accordo preliminare di compravendita. A questo punto attendiamo di essere convocati dall’azienda per apprendere tutti i dettagli della cessione e per definire il passaggio dei lavoratori alla nuova proprietà».
A livello nazionale intanto le segreterie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs rimangono in attesa dell’attivazione di un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico sollecitato nelle scorse settimane.Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto «è necessario ricondurre la questione della riorganizzazione aziendale ristrutturazione ad un serio confronto di merito con i sindacati su chiusure e cessioni al fine di individuare una soluzione che consenta di mantenere il perimetro aziendale». «Il nostro auspicio – ha concluso – è che l’intervento del Mise scongiuri la dispersione di posti di lavoro».


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SMA SIMPLY, I SINDACATI PROCLAMANO OTTO ORE DI SCIOPERO E ASSEMBLEE NEI LUOGHI DI LAVORO VS LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE
CEOTTO (FISASCAT CISL): «URGENTE SERIO CONFRONTO DI MERITO SU CESSIONI E CHIUSURE, PRIORITA’ MANTENIMENTO LIVELLI OCCUPAZIONALI»

 

Roma, 26 settembre 2018 – Fumata nera al tavolo tra i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs e Sma Simply, la catena francese di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia conta oltre 200 punti vendita e circa 8.700 addetti. La direzione aziendale, che nelle scorse settimane aveva annunciato la chiusura dell’Iper Simply di Teramo dal prossimo 10 ottobre e la disdetta della contrattazione integrativa, ha dichiarato consistenti perdite di fatturato e la riorganizzazione del retail, a cominciare dalla cessione di due punti vendita a Roma (Mezzavia e Anagnina) e dalla cessione e chiusura di altri negozi in tutto il territorio nazionale. Mentre proseguirà lo stato di agitazione dei lavoratori i sindacati hanno proclamato otto ore di sciopero da organizzare a livello locale e hanno deciso lo svolgimento di assemblee in tutti i negozi della rete vendita per sabato 29 settembre.
Nel volantino unitario diramato sui luoghi di lavoro le tre sigle hanno stigmatizzato l’assenza di “trasparenza” e il mancato riscontro alle sollecitazioni sul “piano generale delle cessioni per cui sono in corso trattative e quello di ulteriori eventuali chiusure” consentendo di governare la razionalizzazione annunciata attraverso “una intesa che permetta di condividere strumenti a tutela della occupazione con l’obiettivo di gestire gli effetti delle scelte aziendali e non solo di subirli”.
«E’ evidente la volontà aziendale di Sma Simply di ridurre la presenza in Italia con inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali anche se non è ben chiaro allo stato come intenda attuare l’annunciata riorganizzazione» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto sottolineando anche che «la disdetta della contrattazione integrativa di riferimento complica ulteriormente la vertenza di lavoratrici e lavoratori che non possono neanche contare su un contratto nazionale di riferimento della grande distribuzione organizzata».
Per il sindacalista «è necessario ricondurre la ristrutturazione ad un serio confronto di merito con i sindacati su chiusure e cessioni al fine di individuare una soluzione che consenta di evitare la perdita occupazionale e il mantenimento del perimetro aziendale attraverso nuove politiche commerciali adeguate al format distributivo». «Oltre alla ricerca del profitto – ha concluso Ceotto – l’azienda ha anche una responsabilità sociale di impresa».


Cari amici,

in data odierna si è tenuto il previsto incontro con Sma Simply al fine di continuare l’analisi aziendale in previsione del rinnovo del CIA. L’incontro invece ha preso una deriva significativamente diversa! L’azienda ha comunicato i risultati, al momento parziali, della trattativa in atto a Termoli sulla chiusura del punto vendita, comunicandoci altresì la cessione di due punti vendita su Roma e una indefinita riorganizzazione aziendale che passerà attraverso ulteriori cessioni e chiusure, nonché la disdetta del CIA stesso con la messa in discussione del premio aziendale.

Quindi ci siamo riuniti in coordinamento unitario dei delegati e delle strutture e abbiamo definito la prosecuzione dello stato di agitazione, la convocazione di assemblee sindacali in tutti i punti vendita per la giornata di sabato 29 settembre e la proclamazione di 8 ore di sciopero da organizzare a livello locale.

In allegato trovate il volantino da distribuire ai lavoratori contenenti tutte le informazioni rispetto all’incontro e alle azioni di lotta che abbiamo definito. Vi preghiamo di garantire massima diffusione anche a mezzo social media.

Cordiali saluti.


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DECRETO DIGNITA’, LA FISASCAT CISL A CONFRONTO SUI CONTENUTI DEL DL 87/2018 E SUGLI EFFETTI DEL PROVVEDIMENTO SULL’OCCUPAZIONE NEL COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI.
GUARINI: «APPREZZABILE LA STRETTA SULLE DELOCALIZZAZIONI SELVAGGE, NECESSARIO MIGLIORARE NORMATIVA SU LAVORO OCCASIONALE E ACCESSORIO»

Roma, 19 settembre 2018 – Le buone intenzioni del Decreto Dignità (DL 87/2018) non bastano a stemperare le perplessità della Fisascat Cisl sugli effetti del provvedimento normativo sull’occupazione nel commercio, turismo e servizi. A confronto sui contenuti del testo di Legge che~detta le nuove norme del mercato del lavoro, la categoria cislina rilancia sulla necessità di rivisitare la nuova disciplina del lavoro occasionale, dalla reintroduzione dei voucher nel settore turistico ai nuovi limiti sul ricorso al contratto a termine ed alla somministrazione lavoro, tipologie contrattuali in crescita nei diversi nel terziario privato dove anche è necessario ripensare ad un sistema di ammortizzatori sociali dedicati.
«Pur apprezzando le norme sulle delocalizzazioni selvagge e sui divieti alla pubblicità del gioco d’azzardo il risultato del Decreto Dignità nel suo complesso rischia di produrre risultati controversi» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini introducendo la giornata di approfondimento sulla nuova normativa illustrata nel dettaglio da Livia Ricciardi del Dipartimento Cisl Mercato del Lavoro.
«Quello del mercato del lavoro è un cantiere perennemente attivo nel quale non devono prevalere atteggiamenti preconcetti e dogmatici, ma un approccio laico ai problemi che lo contraddistinguono. In tal senso crediamo vada migliorata la normativa sul lavoro occasionale ed accessorio al fine di evitare contenziosi, ridurre le possibilità di piegare tale strumento alla copertura di casi di lavoro irregolare e non far ricadere sul prestatore oneri economici insensati» ha aggiunto Guarini. Il sindacalista è intervenuto anche al dibattito sulla reintroduzione della Cigs per cessazione di attività annunciata dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. «Non dimentichiamo che i settori privati del commercio, turismo e servizi sono tradizionalmente esclusi dal sostegno al reddito ordinario e la cancellazione dell’intervento straordinario in caso di cessazione creò non pochi problemi negli anni della crisi in questi settori, il cui andamento è strettamente correlato anche alla capacità di spesa dei consumatori» ha evidenziato Guarini sottolineando «il ruolo di sostegno al reddito che potrebbero svolgere i fondi di solidarietà bilaterali di origine contrattuale».
Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice «i contenuti relativi al mercato del lavoro impongono alle organizzazioni sindacali un costante lavoro di verifica in sede applicativa» e «le apparentemente ragionevoli motivazioni che hanno indotto il legislatore a reintrodurre elementi restrittivi rispetto alle causali ed alla durata dei contratti a termine potrebbero impattare negativamente sui tanti rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere e che, stante la difficoltà in cui si dibatte l’economia nazionale, non solo non potrebbero essere consolidati con una trasformazione a tempo indeterminato, ma addirittura esaurirsi ed imporre a tanti lavoratori del commercio, turismo e servizi, soprattutto giovani, la risoluzione del rapporto di lavoro essendo impossibile attivare ulteriori proroghe».Il sindacalista ha stigmatizzato anche «la reintroduzione dei voucher nel settore turistico, dove la contrattazione collettiva nazionale del settore già prevede meccanismi di flessibilità regolamentata che tiene conto della stagionalità strutturale che caratterizza il comparto».
E’ il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra a sottolineare nell’intervento conclusivo della giornata di approfondimento che «il contrasto alla precarietà non si ottiene soltanto riducendo le possibilità per le imprese di assumere a termine ma anche contrastando forme di precarietà e sfruttamento più gravi, dalle cooperative spurie, all’abuso dei tirocini e alla vasta platea di false partite iva che celano rapporti di lavoro subordinato e incentivando il lavoro stabile a tempo indeterminato». Sbarra ha rilanciato poi sulla necessità «di avviare un tavolo di confronto Governo Parti Sociali sugli interventi in materia di mercato del lavoro», sollecitato ieri congiuntamente da Cgil Cisl Uil al ministro Di Maio, anche rispetto alle misure che saranno definite nella prossima Legge di Bilancio 2019 «con particolare riferimento alla normativa sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ed in caso di cessazione di attività ed alle politiche attive del lavoro con il potenziamenti dei centri per l’impiego e dela raccordo tra questi e le agenzie di somministrazione». Il sindacalista ha infine espresso l’auspicio «sulla creazione di nuovi posti di lavoro attraverso i necessari investimenti di adeguamento delle infrastutture e sulla riforma fiscale, sul sistema previdenziale italliano ma anche su innovazione, ricerca e impresa 4.0».


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SICUREZZA PRIVATA, RIPARTE LA MOBILITAZIONE SINDACALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE SCADUTO NEL 2015 E ATTESO DA OLTRE 70MILA ADDETTI.

DELL’OREFICE (FISASCAT CISL): «CCNL STRUMENTO DI REGOLAMENTAZIONE SETTORIALE, URGENTE ARGINARE DUMPING E CONCORRENZA SLEALE»

Roma, 14 settembre 2018 – Riparte la mobilitazione sindacale per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della vigilanza privata e dei servizi integrati di sicurezza sussidiaria scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70mila addetti del settore. A 140 giorni dallo sciopero nazionale e dalla imponente manifestazione romana del 4 maggio scorso i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs rilanciano sull’urgenza di riprendere i negoziati con le associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e le imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi.  Il coordinamento nazionale unitario, convocato a Roma, ha deciso lo svolgimento di nuove iniziative di mobilitazione con un pacchetto di due giornate di sciopero articolate a livello regionale e nazionale, con manifestazioni e presidi nei centri e nelle piazze più importanti mentre sui luoghi di lavoro sarà avviata una massiva campagna di informazione e diffusione della vertenza attraverso assemblee dei lavoratori.

«E’ necessario diffondere il più possibile le rivendicazioni sindacali affinchè la mobilitazione cresca anche in termini di consenso presso la pubblica opinione» – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice a margine dell’assise – «come anche c’è bisogno – ha sottolineato – di coinvolgere le amministrazioni centrali e periferiche che hanno competenza in materia di vigilanza privata in quanto il loro ruolo è fondamentale per assicurare un servizio di qualità in un mercato di qualità rispettoso dei diritti dei lavoratori». Ma non solo. «Il mercato dei servizi di vigilanza e sicurezza privata – ha evidenziato Dell’Orefice – ha bisogno del contratto anche come strumento di regolamentazione settoriale imprescindibile». «In questa situazione di stallo contrattuale crescono le imprese che fanno dumping e concorrenza sleale – ha stigmatizzato il sindacalista -che riducono i diritti dei lavoratori facendo emergere la parte peggiore dell’imprenditoria, quella che riesce a mortificare il lavoro e ad affermarsi nelle dinamiche competitive».


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SCUOLE BELLE, IL MIUR RICEVE SINDACATI E LAVORATORI E DICHIARA LA DISPONIBILITA’ ALL’AVVIO DEL CONFRONTO SULLA STABILIZZAZIONE DEI 16MILA ADDETTI AI SERVIZI DI PULIZIA E AUSILIARIATO.
FERRARI (FISASCAT CISL): «IMPEGNATI AL MASSIMO PER ASSICURARE LA CONTINUITA’ OCCUPAZIONALE E DEL REDDITO A TUTTI I LAVORATORI COINVOLTI»

Roma, 11 settembre 2018 – Disponibilità ad avviare uno specifico confronto sulle soluzioni da adottare per la stabilizzazione dei 16mila lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane, tra cui l’ipotesi della internalizzazione annunciata da esponenti del Governo nei mesi scorsi. Sono queste le rassicurazioni fornite dal Capo della Segreteria del ministro dell’Istruzione Biagio Del Prete, in presenza del Capo Dipartimento Programmazione Daniela Beltrame, del Direttore Generale Risorse Umane e Finanziarie Jacopo Greco e del Dirigente di Gabinetto Rocco Pinneri, ad una delegazione di lavoratrici e lavoratori provenienti dalla Campania, dalla Puglia, dalla Sicilia, dal Lazio e dall’Umbria, unitamente alle segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, ricevuta nel corso della manifestazione unitaria promossa a Roma davanti la sede del dicastero a supporto dell’annosa vertenza che si protrae da oltre 20 anni.Le parti si sono aggiornate tra tre settimane, tempo utile per il ministero di elaborare una bozza di proposta su cui aprire la discussione.
I sindacati, si legge nel verbale di incontro, “hanno rappresentato le preoccupazioni dei lavoratori rispetto il loro futuro ed hanno avanzato la richiesta di ricomporre il Tavolo Politico per poter giungere alla definizione delle soluzioni per garantire la continuità occupazionale e del reddito dei lavoratori”.
In particolare le tre sigle Cgil Cisl Uil hanno denunciato le gravi condizioni in cui versano le lavoratrici e i lavoratori” dei Lotti 5 (Frosinone e Latina) e 6 (Napoli e Salerno) della convenzione Consip “dove da più di un anno le maestranze non vengono retribuite” e “la continua incertezza di ricevere lo stipendio mensile”, spesso “posticipato o rateizzato” come anche le difficoltà che quotidianamente riscontrano “le lavoratrici e i lavoratori che per avere riconosciuta la continuità occupazionale e la garanzia del reddito devono fare centinaia di chilometri al giorno per svolgere le attività di decoro del progetto Scuole Belle”.
«E’ positiva la disponibilità al confronto dichiarata dai vertici del ministero dell’Istruzione che auspichiamo possa definire una soluzione di continuità occupazione e del reddito per le lavoratrici ed i lavoratori, prevalentemente del Mezzogiorno d’Italia, che da oltre due decenni vivono in uno stato di precarietà» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari a margine dell’incontro al Miur. «Il nostro impegno sarà massimo per assicurare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro anche attraverso l’annunciato processo di internalizzazione che dovrà inderogabilmente coinvolgere tutti i 16mila addetti, non uno di meno» ha concluso il sindacalista.

 


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SCUOLE BELLE, L’11 SETTEMBRE AL MIUR LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI 16MILA ADDETTI AI SERVIZI DI PULIZIA E AUSILIARIATO PER LA CONTINUITA’ OCCUPAZIONALE E DEL REDDITO.
FERRARI (FISASCAT CISL): «APPELLO AL GOVERNO: LAVORATORI PRECARI DA OLTRE 20 ANNI, LA STABILIZZAZIONE PASSI DAL CONFRONTO TRA PARTI SOCIALI»

Roma, 6 settembre 2018 – Approda al ministero dell’Istruzione la protesta dei 16mila ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici da oltre 20 anni addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle scuole italiane e dei centri di alta formazione. A ridosso della ripresa delle attività scolastiche i sindacati del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, che nelle scorse settimane avevano proclamato lo stato di agitazione della categoria, hanno organizzato a Roma davanti la sede del dicastero per il prossimo 11 settembre una manifestazione nazionale con il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto che “da giugno scorso e nonostante un ulteriore sollecito trasmesso ad agosto – si legge nel comunicato sindacale unitario diramato tra i lavoratori – sono in attesa di una convocazione del Tavolo Politico composto dalla compagine governativa e dai Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro per avere risposte certe sul loro futuro”.
Le tre sigle in particolare denunciano “le gravi condizioni in cui si trovano le lavoratrici e i lavoratori” dei Lotti 5 (Frosinone e Latina) e 6 (Napoli e Salerno) della convenzione Consip “dove da più di un anno le maestranze non vengono retribuite” e “la continua incertezza di ricevere lo stipendio mensile quand’anche non viene posticipato o rateizzato” e sottolineano le difficoltà che quotidianamente riscontrano “le lavoratrici e i lavoratori che per avere riconosciuta la continuità occupazionale e la garanzia del reddito devono fare centinaia di chilometri al giorno per svolgere le attività di decoro del progetto Scuole Belle”.
Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari «è urgente attivare il tavolo di confronto tra parti sociali previsto dalle intese governative per definire soluzioni adeguate e i passaggi del processo di internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole annunciato nei mesi scorsi da esponenti del Governo Conte che dovrà prevedere in modo inequivocabile la continuità occupazionale e di reddito di tutti i 16mila lavoratori impiegati nei servizi in appalto di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle scuole che da oltre 20 anni versano in uno stato di precarietà».
«Il Governo Conte che tanto ha rilanciato sulla dignità del lavoro – ha aggiunto il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini – dia seguito agli annunci fatti sull’internalizzazione del servizio e assicuri il via libera alla stabilizzazione dell’occupazione e del reddito di migliaia di addetti che da anni vivono in uno stato di incertezza assoluta sul proprio futuro lavorativo».


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TURISMO, SIGLATO IL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE CON LA CONFESERCENTI PER I 300 MILA DIPENDENTI DEL SETTORE ALBERGHIERO RICETTIVO, DELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA E COMMERCIALE E DELLE AGENZIE DI VIAGGIO.
GUARINI (FISASCAT CISL): «RINNOVO SIGNIFICATIVO IN TERMINI ECONOMICI E NORMATIVI, PRIORITARIO IL CONTRASTO AL DUMPING CONTRATTUALE ED ALLA CONCORRENZA SLEALE»

Roma, 19 luglio 2018 – Rinnovo contrattuale per i circa 300mila dipendenti da imprese del comparto turistico ricettivo alberghiero e all’aria aperta, del settore pubblici esercizi, della ristorazione collettiva e commerciale, stabilimenti balneari, alberghi diurni, agenzie di viaggio e turismo associate a Confesercenti. Dopo un lungo e complesso negoziato, e a cinque anni dalla scadenza del precedente contratto, i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato con le associazioni imprenditoriali Fiepet/Fiba, Assohotel/Assocamping e Assoviaggi tre verbali di rinnovo contrattuale, formalizzando in premessa l’impegno “a realizzare una contrattazione nazionale unica ed armonizzata volta ad agevolare l’equilibrio di ciascun specifico settore” e a “perseguire, mediante la bilateralità già costituita, il rafforzamento del welfare contrattuale e del sistema di relazioni sindacali”.
Sul trattamento economico l’intesa definisce 100€ di aumento a regime al IV livello per i dipendenti da pubblici esercizi, stabilimenti balneari e alberghi diurni; l’aumento economico è di 88€ al IV livello con decorrenza dal 1° gennaio 2018 per i dipendenti da alberghi e complessi turistico ricettivi all’aria aperta e dalle agenzie di viaggio e turismo. A parziale copertura del periodo di carenza contrattuale, esclusivamente ai lavoratori dei comparti Aziende Alberghiere e complessi turistico ricettivi all’aria aperta, verrà inoltre corrisposto un importo forfettario “una tantum” pari a 936 euro. L’ipotesi di accordo definisce inoltre il trattamento economico orario riservato al personale extra e di surroga ingaggiato nei pubblici esercizi, stabilimenti balneari, alberghi diurni e delle aziende alberghiere pari rispettivamente pari a 14,37€ e a 14,25€ a regime al IV Livello.
Sull’organizzazione del lavoro, per fare fronte alle variazioni dell’intensità lavorativa, le imprese potranno realizzare diversi regimi di orario, con il superamento dell’orario contrattuale in particolari periodi dell’anno fino al limite di 48 ore settimanali, per un massimo di 20 settimane; per altrettante settimane ci sarà una pari riduzione dell’orario di lavoro.
Sul trattamento normativo l’intesa conferma il sistema della bilateralità di settore e l’impianto relazioni sindacali ai due livelli, nazionale e decentrato; a garanzia dell’effettivo decollo del secondo livello di contrattazione le parti concordano di istituire un premio di risultato destinato ai lavoratori che non rientrano nel campo di applicazione di un accordo integrativo aziendale o territoriale fino a 296€.
Sul mercato del lavoro l’intesa contempla il ricorso all’istituto dell’apprendistato e disciplina il ricorso al lavoro a tempo parziale, a tempo determinato e al lavoro somministrato tenendo conto della caratteristica strutturale della stagionalità e dell’esigenza delle imprese di intensificare l’attività lavorativa in determinati periodi dell’anno.
Con l’intesa le parti condannano fermamente le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro prevedendo azioni di contrasto, segnalazione o denuncia con l’introduzione del divieto di licenziamento previsto dalla finanziaria 2018.
Parte integrante del nuovo contratto anche il protocollo sul sistema di appalti nel settore della ristorazione collettiva e delle mense; l’articolato recepisce la normativa esistente e il lavoro svolto dal Dialogo Sociale Europeo tra il sindacato europeo del settore Effat e l’associazione imprenditoriale europea Food Service sull’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, con l’espressa richiesta alle istituzioni di inserire nei bandi di gara il riferimento alla contrattazione nazionale siglata dalle associazioni maggiormente rappresentative.
Le parti convengono inoltre sulla valenza strategica della formazione professionale per lo sviluppo del settore anche attraverso il sistema della formazione continua erogata dalla bilateralità di settore.
Entro il 30 settembre 2018 le parti avvieranno il confronto sul ricorso al telelavoro e al lavoro agile.
Soddisfazione in casa Fisascat. Per il segretario nazionale della categoria Fabrizio Ferrari «è un importante intesa che riconosce un immediato riscontro economico ai lavoratori per i quali viene definito un sistema di flessibilità contrattata che valorizza la professionalità del lavoro stagionale, fenomeno strutturale del comparto, nell’ambito di un rinnovo contrattuale che individua validi istituti per la regolamentazione dei rapporti di lavoro anche di natura transitoria».
E’ il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini a sottolineare che «finalmente, a distanza di cinque anni, è stato definito con le imprese associate a Confesercenti un rinnovo contrattuale significativo che uniforma i trattamenti economici e normativi alle intese già raggiunte nel comparto riconoscendo alle lavoratrici ed ai lavoratori un dignitoso aumento salariale e contemplando una serie di misure volte a favorire la tenuta e lo sviluppo dell’occupazione». «La nostra priorità – ha concluso il sindacalista – è quella del contrasto al dumping contrattuale ed alla concorrenza sleale, nell’interesse delle imprese e delle lavoratrici e dei lavoratori di un settore che rappresenta un importante pilastro dell’economia italiana».

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