L’emendamento numero 1.47, presentato in Commissione Bilancio della Camera, potrebbe rimettere in pista la stabilizzazione degli Ex Pip.

“Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge per la loro stabilizzazione, abbiamo continuato a lavorare incessantemente per dare le giuste risposte a questi lavoratori. Abbiamo, quindi, richiesto formalmente un incontro a tutti i deputati di estrazione siciliana eletti alla Camera e al Senato, indipendentemente dal partito politico di appartenenza, per richiedere loro un sostegno trasversale al fine di facilitare il percorso di approvazione dell’emendamento depositato in Commissione Bilancio. Forza Italia e Movimento 5 Stelle hanno già risposto alla nostra richiesta. Auspichiamo che tanti altri accolgano il nostro appello”. A dichiararlo è Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia.
“A nostro avviso, tutti coloro che hanno una responsabilità politica, fanno parte della delegazione di qualsiasi forza politica siciliana alla Camera, devono sentire il dovere morale di contribuire alla definizione di questo ventennale precariato che ha calpestato i loro diritti a partire dalla mancanza di contribuzione previdenziale” – continua la sindacalista cislina – Siamo certi che, solo lavorando sinergicamente, a prescindere appunto dall’appartenenza partitica, si possa finalmente segnare il punto di svolta in una vertenza che vede 2565 lavoratori definiti come eterni precari, malgrado svolgano lavori necessari per la collettività, soprattutto in questo momento di pandemia. Non possiamo che permettere che restino stritolati in un ginepraio di leggi, emendamenti, circolari e false promesse che non tengono conto della loro situazione specifica – conclude Calabrò – Una condizione non a loro imputabile ma esclusiva responsabilità di chi ha amministrato negli ultimi vent’anni. Ci auguriamo che, a strettissimo giro, tanti altri parlamentari accolgano il nostro invito dal momento che non si può sprecare tempo in quanto i tempi della politica potrebbero non coincidere con i tempi tecnici per l’eventuale approvazione dell’emendamento, con il rischio di vanificare gli sforzi finora profusi”.


“’La società Resais continua ad esercitare la gestione dei servizi di interesse generale per la Regione. Il socio Regione è autorizzato a prorogarne la durata per un periodo uguale a quello in atto previsto dallo Statuto’. È quanto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

A riferirlo è Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Sicilia.” Questo significa che deve essere completata la stabilizzazione degli ex Pip con il passaggio alle dipendenze di Resais. Non è necessario attendere – aggiungere – la decisione della Corte Costituzionale davanti alla quale il Consiglio dei Ministri ha impugnato l’articolo 64 della legge regionale che dispone la stabilizzazione in Resais. Le assunzioni servono a porre fine ad una questione che si trascina da anni. In ballo c’è la dignità dei lavoratori. La data di cessazione di Resais, come si legge sulla Gazzetta ufficiale, fissata a dicembre del 2020, come da statuto costitutivo, è stata prorogata. Le assunzioni diventano doverose e ogni ulteriore rinvio è inammissibile”.


Ancora una volta Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia, accende i riflettori sulla vicenda degli Ex Pip.
“Nei giorni scorsi, abbiamo reiterato la richiesta di audizione in Commissione Bilancio per ricevere informazioni sullo stato della vertenza dal momento che, purtroppo, sembra che la vicenda si trovi all’ennesima impasse- afferma la Sindacalista. Alla fine del mese di settembre, durante l’ultima audizione presso la Commissione Bilancio, le parti istituzionali si erano assunte l’onere di portare avantile interlocuzioni e gli adempimenti con Resais che avrebbero permesso di conoscere a quali condizioni contrattuali i lavoratori sarebbero transitati da gennaio 2019. “
“Inoltre, abbiamo appreso favorevolmente che, d’ora in avanti, dovrebbe essere la Regione Siciliana ad occuparsi del pagamento diretto del sussidio. Da anni, infatti, sostenevamo come l’internalizzazione del servizio potesse servire a snellire l’intero processo dei pagamenti accorciandone i tempi per l’erogazione e risparmiando sulla gestione delle risorse” – afferma la Calabrò – “Tuttavia, siamo comunque fortemente preoccupati per le confusive voci sul tema. E’ lecito, infatti, chiedersi se sia avvenuto il corretto e completo trasferimento di dati e competenze dall’Inps e alla Regione Siciliana al fine di permettere che emolumenti, assegni familiari e detrazioni continuino ad essere applicati, come avvenuto fin’ora. Se da un lato riceviamo rassicurazioni da parte dell’Assessorato su questi aspetti, dall’altro ci chiediamo se l’Inps abbia comunicato tutti quei dati necessari che, fino a poche settimana, facevano parte della loro banca dati, dato che ai lavoratori viene richiesto di fornire tutte quelle informazioni indispensabili per l’erogazione di quanto loro spettante”.
“Non dimentichiamoci – conclude la sindacalista – che il 31 dicembre è ormai alle porte e che, fra l’altro, i ben noti 60 giorni di tempo concessi ai lavoratori per operare la fatidica “opzione di scelta” sono probabilmente già scaduti. Non possiamo affrontare la vicenda in maniera caotica e compulsiva, anzi, è necessario che lo si faccia in maniera più che ragionata. Ne va del destino di circa 2600 persone e delle loro famiglie che, da oltre 18 anni, attendono la tanto agognata stabilizzazione che possa dar loro quella dignità lavorativa da sempre ricercata ma mai raggiunta”.

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