“’La società Resais continua ad esercitare la gestione dei servizi di interesse generale per la Regione. Il socio Regione è autorizzato a prorogarne la durata per un periodo uguale a quello in atto previsto dallo Statuto’. È quanto è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.

A riferirlo è Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Sicilia.” Questo significa che deve essere completata la stabilizzazione degli ex Pip con il passaggio alle dipendenze di Resais. Non è necessario attendere – aggiungere – la decisione della Corte Costituzionale davanti alla quale il Consiglio dei Ministri ha impugnato l’articolo 64 della legge regionale che dispone la stabilizzazione in Resais. Le assunzioni servono a porre fine ad una questione che si trascina da anni. In ballo c’è la dignità dei lavoratori. La data di cessazione di Resais, come si legge sulla Gazzetta ufficiale, fissata a dicembre del 2020, come da statuto costitutivo, è stata prorogata. Le assunzioni diventano doverose e ogni ulteriore rinvio è inammissibile”.


Ancora una volta Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia, accende i riflettori sulla vicenda degli Ex Pip.
“Nei giorni scorsi, abbiamo reiterato la richiesta di audizione in Commissione Bilancio per ricevere informazioni sullo stato della vertenza dal momento che, purtroppo, sembra che la vicenda si trovi all’ennesima impasse- afferma la Sindacalista. Alla fine del mese di settembre, durante l’ultima audizione presso la Commissione Bilancio, le parti istituzionali si erano assunte l’onere di portare avantile interlocuzioni e gli adempimenti con Resais che avrebbero permesso di conoscere a quali condizioni contrattuali i lavoratori sarebbero transitati da gennaio 2019. “
“Inoltre, abbiamo appreso favorevolmente che, d’ora in avanti, dovrebbe essere la Regione Siciliana ad occuparsi del pagamento diretto del sussidio. Da anni, infatti, sostenevamo come l’internalizzazione del servizio potesse servire a snellire l’intero processo dei pagamenti accorciandone i tempi per l’erogazione e risparmiando sulla gestione delle risorse” – afferma la Calabrò – “Tuttavia, siamo comunque fortemente preoccupati per le confusive voci sul tema. E’ lecito, infatti, chiedersi se sia avvenuto il corretto e completo trasferimento di dati e competenze dall’Inps e alla Regione Siciliana al fine di permettere che emolumenti, assegni familiari e detrazioni continuino ad essere applicati, come avvenuto fin’ora. Se da un lato riceviamo rassicurazioni da parte dell’Assessorato su questi aspetti, dall’altro ci chiediamo se l’Inps abbia comunicato tutti quei dati necessari che, fino a poche settimana, facevano parte della loro banca dati, dato che ai lavoratori viene richiesto di fornire tutte quelle informazioni indispensabili per l’erogazione di quanto loro spettante”.
“Non dimentichiamoci – conclude la sindacalista – che il 31 dicembre è ormai alle porte e che, fra l’altro, i ben noti 60 giorni di tempo concessi ai lavoratori per operare la fatidica “opzione di scelta” sono probabilmente già scaduti. Non possiamo affrontare la vicenda in maniera caotica e compulsiva, anzi, è necessario che lo si faccia in maniera più che ragionata. Ne va del destino di circa 2600 persone e delle loro famiglie che, da oltre 18 anni, attendono la tanto agognata stabilizzazione che possa dar loro quella dignità lavorativa da sempre ricercata ma mai raggiunta”.

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