Ica market srl (azienda che gestisce la rete vendita di Palermo è Trapani ad insegna Carrefour) e l’orizzonte srl (probabile insegna conad) hanno inviato comunicazione a firma congiunta alle Organizzazioni Sindacali per comunicare la cessione del ramo di azienda del punto vendita di Palermo di piazza Strauss.

“La notizia è stata una doccia fredda per i lavoratori” con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia commenta la procedura ex art. 47.

“Già nei giorni scorsi, alla notizia ancora non ufficiale, come Fisascat, insieme alla Filcams Cgil e Uiltucs, si è proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori di tutta la rete vendita. Per noi la vertenza assume un valore assai ampio e complesso.
L’accordo aziendale sottoscritto nell’ottobre del 2017 si poneva come obiettivo primario e condiviso quello del mantenimento di tutti i livelli occupazionali e del perimetro aziendale. Rivendichiamo l’esigibilità dell’accordo che i lavoratori hanno invece rispettato con sacrifici. Faremo quanto possibile per evitare lo spezzatino della rete e conseguentemente dei lavoratori – conclude la Calabrò – attendiamo l’esame congiunto per entrare nel dettaglio della questione”


Si è appena concluso l’incontro tra Pistone, Carini Retail, Unieuro e le Organizzazioni Sindacali per esperire l’esame congiunto a seguito della comunicazione delle società nell’ambito dell’operazione di trasferimento di ramo d’azienda.

In data 1 febbraio 2019, infatti, con la comunicazione ex art.47 legge 428/90 a firma congiunta da parte della Pistone spa e della Carini Retail srl veniva ufficializzata la cessione di ramo d’azienda di punti vendita a marchio Expert Pistone, distribuiti nell’l’intero territorio siciliano, ad eccezione del punto vendita di Sciacca che resta in capo alla Pistone spa.

“Con la sottoscrizione del verbale si è sancito il passaggio senza soluzione di continuità dei 277 lavoratori dalla Pistone Spa alla Carini Retail srl a far data dal 1 marzo 2019. I lavoratori manterranno, dunque, tutti i diritti acquisiti” – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – La Carini Retail si è impegnata, altresì, ad estendere, per adesione, ai lavoratori anche le condizioni previste dall’accordo di secondo livello stipulato da Unieuro con le Organizzazioni Sindacali a livello nazionale. Unieuro a sua volta, posta l’attuale trattativa di rinnovo dell’integrativo stesso, ne prevede l’applicazione a favore dei lavoratori della Carini Retail.”

Il tutto poichè, a seguito del conferimento, il capitale sociale della Carini Retail sarà ceduto interamente a Unieuro che, pertanto, ne controllerà il 100%. Unieuro, di fatto, è un’azienda leader nel settore poichè conta 251 punti vendita in Italia, 273 affiliati e 4700 dipendenti, con una previsione di fatturato, per il 2019, pari a 2 miliardi di euro.

“In un periodo così travagliato per l’economia isolana – conclude Mimma Calabrò – non si può che registrare positivamente il piano industriale della Unieuro per la Sicilia, puntando ad ampliare la propria presenza in un territorio fortemente martoriato dalla crisi, anche a causa delle scelte di tanti colossi del settore che, negli ultimi anni, hanno preferito attuare strategie difensive lasciando senza lavoro migliaia di persone”.


La società Distribuzione Cambria che opera nel settore alimentare con marchio Spaccio Alimentare in Sicilia e Calabria versa da mesi in stato di difficoltà, accumulando debiti insostenibili tanto da andare in concordato in bianco per scongiurare il fallimento. Intanto possibili cessioni a Società interessate all’acquisto dei punti vendita ritardano a concretizzarsi e i sindacati chiedono che qualsiasi trattativa venga portato ad un tavolo di confronto a tutela di tutti i lavoratori coinvolti.

“Fino ad oggi la Società non ha risposto positivamente al confronto – afferma Mimma Calabrò, Segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – e a pagarne le conseguenze sono sempre i lavoratori che non percepiscono stipendio ormai da diversi mesi”

“I lavoratori stanno vivendo una situazione inaccettabile. Si ritrovano, infatti, a non essere più in grado di provvedere ai fabbiosogni quotidiani delle loro famiglie ma comunque, con grande abnegazione e senso di responsabilità, si sono sempre recati sul posto di lavoro”, continua la Calabrò – “Di fronte a vaghe comunicazioni aziendali con le quali viene aggiunta incertezza su altra incertezza, i lavoratori di Palermo hanno deciso di incrociare le braccia”.

“Non possiamo più accettare il modo di agire dell’azienda nei confronti dei propri dipendenti – continua la Sindacalista – Ma, ancor più, deploriamo la scelta aziendale, giuntaci qualche ora fa, di non presenziare all’importante incontro di domani presso il Ministero dell’Economia, luogo in cui si sarebbe potuto e dovuto attuare un confronto costruttivo con i vertici Ministeriali e le Organizzazioni Sindacali Nazionali”.

“Un democratico segno di protesta nonchè un diritto sindacale non può divenire l’alibi per non presenziare ad un importante tavolo di confronto, quale è il Mise. I lavoratori, ormai da mesi, sono preoccupati per il proprio futuro – conclude la Calabrò – adesso ci auguriamo che il buon senso prevalga e si ritorni al confronto con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali”.


Con la comunicazione ex art.47 legge 428/90 a firma congiunta da parte della Pistone spa e della Carini Retail srl viene ufficializzata la cessione di ramo d’azienda di punti vendita a marchio Expert Pistone, distribuiti nell’l’intero territorio siciliano. Secondo quanto si evince dalla comunicazione inviata in data odierna ai sindacati, la cessione del ramo dovrebbe perfezionarsi entro il mese di febbraio. Dalla cessione è escluso, tuttavia, il punto di vendita di Sciacca che rimarrà in capo alla Pistone spa.

“Già nel mese di gennaio – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – si era diffusa la notizia della cessione del ramo di azienda. Oggi giunge ufficialmente la conferma, con la comunicazione inviata dalle società, alle quali abbiamo già provveduto a richiedere un incontro”.

Nella comunicazione le società rendono noto, tra l’altro, che nella stessa data in cui verrà effettuata la cessione, Pistone spa cederà, inoltre, l’intero capitale sociale di Carini Retail a Unieuro che, pertanto, controllerà il 100% della conferitaria.

“In un periodo così travagliato per l’economia siciliana, non si possono che accogliere favorevolmente tutte le soluzioni che garantiscano continuità lavorativa e reddituale degli oltre 250 lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo – conclude la Sindacalista – Attendiamo pertanto la convocazione dell’esame congiunto per entrare nel merito della questione”.


La Roberto Abate SpA, azienda del settore della grande distribuzione con punti vendita a marchio ARD – A&O e FAMILA, comunica alle Organizzazioni Sindacali che sono in corso trattative per l’affitto del ramo di azienda, finalizzato alla vendita, con F.lli Arena a socio unico.Questo è quanto si legge dalla comunicazione a firma congiunta delle due società con le quali, dunque, si da avvio alla procedura ex art. 47 L. 428/90.

“A poco più di un mese dalla prima procedura con cui si è ceduta parte della rete vendita alla Medial Franchising Srl con il consequenziale passaggio di 180 lavoratori, oggi si apprende che la Roberto Abate intende definire un altro accordo per l’affitto di altra parte del compendio aziendale con il trasferimento dei 331 lavoratori impiegati” – con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Sicilia commenta la comunicazione ricevuta dalle società.

“Accogliamo favorevolmente soluzioni che possano garantire continuità occupazionale e reddituale ai lavoratori ancor più se, anche in questo specifico caso, trattasi di imprenditoria siciliana che vuole radicare sempre più la presenza nel territorio. Ma lascia l’amaro in bocca pensare che, di contro, si sta destrutturando una società che contava centinaia di dipendenti. Al momento non resta che attendere la convocazione dell’incontro per esperire l’esame congiunto per entrare nel merito delle modalità con cui il passaggio si perfezionerà”.


Trapani, chiude Grande Migliore: a rischio i 31 lavoratori della Papino S.p.A.

La Papino S.p.A. ha comunicato che entro il 31 dicembre p.v. chiuderà il centro Grande Migliore sul lungomare Dante Alighieri di Trapani a seguito della risoluzione del rapporto contrattuale di affitto di reparto aziendale intercorso con la Gieco S r l, ad oggi fallimento Gieco srl.

“Quello che verrà sarà un triste Natale per i 31 lavoratori e le loro famiglie”, con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta a caldo la notizia della chiusura del Grande Migliore di Trapani – “Comprensibile lo sconforto dei lavoratori che vedono vanificarsi lunghi mesi di trattativa nel corso dei quali hanno sperato che le difficoltà rappresentate dalla società potessero essere comunque superate. E invece all’orizzonte intravedono solo la perdita del posto di lavoro”.

La Papino SpA, infatti, sta inviando ai lavoratori le lettere per comunicare che, a seguito della risoluzione del rapporto contrattuale di affitto di reparto aziendale con la Gieco S r l, rientreranno in forza alla società in fallimento e il licenziamento, dunque, sembra essere inevitabile.

“Quanto sta accadendo sembra essere un deja – vu risalente ai tempi in cui, il 19 marzo 2012, chiudeva i battenti il Grande Migliore di Palermo e Trapani. Ma non ci arrendiamo – conclude la Calabrò – chiederemo un urgente incontro al Curatore fallimentare della Gieco e alla Papino SpA per entrare nel merito della discussione e trovare ogni possibile soluzione a tutela dei posti di lavoro”.


COMUNICATO STAMPA

Si complica la vertenza dei 23 lavoratori Fenice Store Srl in amministrazione giudiziaria. La Prefettura di Palermo questa mattina ha ricevuto le OO.SS. e una delegazione di lavoratori: nessuna istanza sembrerebbe essere pervenuta alla Prefettura per il subentro di un nuovo soggetto imprenditoriale.

Si è svolto questa mattina il sit in, indetto da Filcams Cgil Palermo e Fisascat Cisl Palermo Trapani per i lavoratori Fenice Store Srl, l’azienda posta sotto sequestro nell’ottobre 2017 e che gestiva il supermercato sito all’interno della Galleria Portobello (Carini) in confisca di I grado.
Ottenere chiarezza sulla delicata vertenza, che vede l’intreccio di una realtà sequestrata con una confiscata, era l’obiettivo principale che sindacati e lavoratori si erano posti, per rivendicare con più forza l’attivazione di un ammortizzatore sociale da parte della Ferdico Giuseppe Snc in confisca, con la ripresa in carico del ramo d’azienda, e dei 23 lavoratori, affittato alla Fenice Store Srl che ha cessato l’attività nel dicembre 2017, peraltro in procinto di fallimento.
Una delegazione è stata ricevuta dalla Prefettura di Palermo, ma le notizie apprese hanno creato un clima di maggiore sconforto.
“Sapevamo di un’interlocuzione tra Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati e la Prefettura di Palermo per tutti gli accertamenti necessari per l’individuazione del soggetto imprenditoriale, tra i due che hanno presentato formale manifestazione di interesse, per il relativo subentro. – dichiarano Monja Caiolo, segretario generale Filcams Cgil Palermo, e Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Abbiamo appreso, invece, che la Prefettura non è stata investita di alcuna richiesta da parte dell’Agenzia Nazionale. Ciò vuol dire che l’iter che noi pensavamo essere quasi in dirittura d’arrivo, in realtà non ha ancora compiuto tutti i passaggi necessari per il subentro di un nuovo soggetto imprenditoriale che possa ricollocare i 23 lavoratori, senza reddito dal 9 dicembre 2017.”
Un’ulteriore complicazione, quindi, che allungherebbe non di poco i tempi, con tutte le conseguenze a carico dei lavoratori, che rischiano ancor di più, a questo punto, di vedersi arrivare una procedura di licenziamento collettivo dopo un anno invano di sacrificio economico.
“Faremo di tutto per avere un’interlocuzione diretta con l’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati e attiveremo ogni azione di nostra competenza – affermano Caiolo e Calabrò – non solo per far luce su una vertenza unica nel suo genere, ma per tutelare con forza i diritti dei 23 lavoratori, schiacciati tra due amministrazioni giudiziarie e un meccanismo che non si comprende dove si sia inceppato.”

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