La conferenza stampa di oggi si realizza per rendere pubblica e ufficiale la posizione delle Segreterie Regionali Filcams Fisascat e Uiltucs rappresentate da Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto contro le aperture domenicali e festive. La liberalizzazione selvaggia delle aperture degli esercizi commerciali sancita dalla circolare della Protezione civile prima e dall’ordinanza regionale dopo non ha tenuto in alcun conto della posizione espressa dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori ma neanche di quella dei tanti datori di lavoro che sono favorevoli alla chiusura . Anche oggi tanti datori di lavoro si sono collegati in videoconferenza ed hanno espresso la propria posizione spiegando che il rilancio dell’economia non si realizza con l’apertura domenicale .anche qualche sindaco ha partecipato alla conferenza stampa ribadendo che il lavoro domenicale sgretola le famiglie ed è diventato un problema sociale. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di chiudere in questa fase in cui c’è ancora l’emergenza sanitaria ma hanno altresì ribadito che è necessario regolamentare la materia tenendo conto della posizione di tutti i soggetti che operano in questo settore e non soltanto di una parte. per tenere alta l’attenzione sul tema delle aperture domenicali è stato organizzato un flash mob a Piazza Politeama alla ore 11 .la medesima iniziativa verrà replicata domenica nelle altre province siciliane auspicando che l’assessore Turano convochi entro giugno il tavolo di confronto promesso per trovare una soluzione condivisa


Aumentano le preoccupazioni per i 12 lavoratori della sanitaria Giuseppe Vizzini srl posta in liquidazione.
L’azienda leader nel settore dell’attività sanitaria, chiusa ormai da alcuni mesi, aveva già posto in cassa integrazione tutti i lavoratori che, ad oggi, vedono avvicinarsi sempre più lo spettro del licenziamento. “L’asta fissata dal liquidatore è infatti andata deserta dal momento che nessun acquirente si è purtroppo fatto avanti per rilevare questa storica attività – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – E’ impensabile che una realtà palermitana di questo tipo, consolidata da tanti anni, finisca nel nulla in momento storico del genere, pur avendo tutte le carte in regola per essere rilanciata sul mercato dal momento che non è annoverata fra le aziende che chiudono per crisi finanziaria. In questo delicato momento in cui le Aziende di tutti i settori stanno rimettendo in moto la grande macchina del commercio dopo il lockdown, non possiamo permettere che nessuna di queste professionalità, che vanta anni di esperienza del settore, venga meno al territorio palermitano – conclude la sindacalista – Auspichiamo che la sana imprenditoria siciliana si faccia avanti per rilevare questa storica attività commerciale salvando così 12 lavoratori e non gettando, conseguentemente nello sconforto 12 famiglie.”


Il 30 aprile 2020 è stato sottoscritto tra Filcams Cgil Sicilia, Fisascat Cisl Sicilia e Uiltucs Sicilia e la Papino Elettrodomestici in Amministrazione Straordinaria il Protocollo Aziendale di Sicurezza anti contagio da Covid-19, ad integrazione del Protocollo Condiviso di regolamentazione delle misure per il contrato e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le Parti Sociali.
Contestualmente al Protocollo, è stato costituito presso l’Azienda il Comitato per analizzare e verificare l’applicazione delle regole del Protocollo Condiviso di regolamentazione del 24 aprile 2020 e del Protocollo aziendale del 30 aprile 2020.
Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, rispettivamente segretarie generali di Filcams Cgil Sicilia, Fisascat Cisl Sicilia e Uiltucs: “Si tratta del primo Protocollo di sicurezza integrativo aziendale e del primo Comitato sottoscritto e costituito in Sicilia. Il Comitato è costituito dai rappresentanti regionali (RSA e RLS) per ciascuna sigla sindacale, dal rappresentante dell’Azienda e sarà supportato dal medico competente per monitorare ed eventualmente integrare, nella specificità dell’attività aziendale, le misure di prevenzione adottate. Un importante risultato, – proseguono le sindacaliste – a riconferma che ogni iniziativa a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori deve essere attentamente valutata e condivisa. Sulla salute non si fanno sconti ed il Protocollo, sottoscritto proprio alla vigilia del 1 Maggio, che quest’anno è stato dedicato al ‘Lavoro in Sicurezza per Costruire il Futuro’, siamo certe sarà seguito da tutti gli altri che firmeremo con le aziende siciliane operanti nei settori del commercio, turismo e servizi.”


Un’altra storica realtà palermitana chiude battenti lasciando a casa ben 12 lavoratori. L’Azienda Vizzini Giuseppe srl posta in liquidazione, infatti, ha chiuso i punti vendita di via Laurana, via Buccola e via Sammartino, ponendo i lavoratori in ferie forzate.

“Non è pensabile che, da un giorno all’altro, i lavoratori si ritrovino a non sapere più quale sarà il loro futuro occupazionale – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – Non sono nemmeno a conoscenza di quali saranno le misure che adotterà Azienda che, per molti anni, si è avvalsa della loro preziosa collaborazione divenendo leader nel settore dell’attività di sanitaria. Abbiamo subito formulato richiesta di incontro urgente al liquidatore – conclude la sindacalista – per entrare nel merito della questione e cercare ogni possibile soluzione che scongiuri probabili licenziamenti”.




La CE.DI. POLLINA S.R.L., che opera nel settore dell’ingrosso della cosmesi e profumeria, ha acquisito nel corso di un’asta fallimentare la struttura Ex Grande Migliore di Trapani.
“Abbiamo richiesto un incontro all’Azienda e ai Curatori fallimentari affinchè si possa avviare un confronto- dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo-Trapani – ​con l’obiettivo di ricollocare il personale che per molti anni ha operato all’interno della struttura alle dipendenze prima della Migliore spa e poi, in seguito al fallimento, di Gieco srl. Speriamo che l’avvio di una nuova attività, alla quale si è potuto dare seguito grazie anche, ai grandi sforzi dei Curatori fallimentrti Avv. Alberto Marino e Avv. Calogero Pisciotta, possa significare anche l’apertura di uno spiraglio per tanti lavoratori in un territorio fortemente martoriato dalla crisi economica. Ci auguriamo anche che si possa sbloccare la situazione di stallo in cui versa la struttura Grande Migliore di Palermo – conclude la sindacalista – affinchè si possa dare seguito ad eventuali acquisizioni”.


Altro Natale amaro per i lavoratori Grand Vision Italy, azienda leader nel settore dell’ottica. Oggi, infatti, l’Azienda ha preannunciato che, il 31 dicembre, chiuderà i punti vendita di Palermo Via Roma e Alcamo mentre, il 29 febbraio dell’anno prossimo, sarà la volta di Via Ugo La Malfa (ex Città Mercato) e Agrigento.

“Il sospetto di eventuali chiusure che, come Fisascat, denunciavamo da tempo sembrano rivelarsi, purtroppo, fondate – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – L’Azienda ha annunciato che i 13 lavoratori impiegati nei punti vendita oggetto di chiusura non verranno licenziati bensì riceveranno a breve lettera di trasferimento al Nord Italia. Simili determinazioni aziendali potrebbero spingere alle dimissioni i lavoratori che, da anni, si ritrovano ciclicamente di fronte a situazioni che li metterebbero con le spalle al muro. In un territorio così attanagliato dalla crisi come il nostro, non possiamo permetterci di perdere altre risorse che, con la loro professionalità, hanno contribuito alla leadership nel settore dell’ottica prima con insegna Randazzo e oggi Grand Vision”.

“Ci rincontreremo con l’Azienda già nelle prossime settimane per affrontare la questione ricercando soluzioni alternative ai trasferimenti al Nord – conclude la Sindacalista – Invitiamo le istituzioni a scendere in campo e farsi parte attiva per mettere la parola fine a trasferimenti che di fatto si traducono dimissioni poco volontarie e al fenomeno migratorio di tutte quelle professionalità che, al fine di garantire un futuro alle proprie famiglie, si ritrovano costrette a lasciare la propria terra impoverendo sempre più la nostra Sicilia”.


Svoltosi in data odierna incontro presso il Centro per l’Impiego di Catania, incontro tra le Organizzazioni Sindacali e la Papino Elettrodomestici SpA che ha aperto, il 22 ottobre scorso, procedura di richiesta Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per cessazione attività per i 229 lavoratori nell’intero territorio siciliano.

“Percorso travagliato quello con la Papino che, l’estate scorsa, ha avviato procedura di licenziamento dichiarando 83 esuberi per cessazione attività dei punti vendita di Misterbianco, Messina, Milazzo e Modica – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Abbiamo chiesto più volte all’Azienda di rivedere la propria posizione al fine di scongiurare i licenziamenti, ricorrendo alla CIGS che avrebbe permesso di abbassare il costo del lavoro mantenendo la continuità reddituale dei lavoratori, cosa che avrebbe permesso all’Azienda di rilanciarsi sul mercato o intraprendere eventuali trattative con altri player nel settore. Papino, tuttavia, è rimasta ancorata alle sue idee e ha proceduto col licenziamento di 56 lavoratori su 83 esuberi dichiarati”.

“A pochi mesi dalla chiusura della procedura di licenziamento collettivo – continua la Sindacalista – l’Azienda richiede la CIGS per 229 lavoratori e proprio oggi è avvenuto l’incontro presso il Centro per l’Impiego di Catania durante il quale abbiamo richiesto fermamente che 56 lavoratori recentemente licenziati venissero reitegrati per essere inclusi nella procedura, condizione necessaria per poter proseguire il confronto a tutela di tutti i livelli occupazionali”.

“Oltre ai 56 lavoratori per i quali abbiamo richiesto il reitegro – afferma Salvatore D’Agostino, Segretario Generale della Fisascat Cisl Messina – siamo riusciti a includere anche 4 lavoratori di Catania licenziati proprio pochi giorni prima dell’apertura delle procedure. Già da lunedì prossimo, l’ipotesi dell’accordo sottoscritta sarà presentata ai Commissari del Tribunale di Catania che si pronunceranno per la concessione della CGIS a tutti i 289 lavoratori. Per quanto riguarda, invece, le mensilità non ancora corrisposte ai lavoratori, poichè bloccate dal concordato del 20 settembre, già dalla settimana prossima verranno saldate le mensilità di settembre e ottobre, mentre si resta ancora in attesa dell’omologa del concordato per la quattordicesima mensilità e gli stipendi di agosto”.

“Ora – conclude la Calabrò – non ci resta che proseguire il confronto. Il prossimo incontro è già stato fissato per il 26 novembre, durante il quale si proseguirà con l’esame congiunto”.


La FISASCAT Cisl Palermo Trapani ha procalamato, per domani 1 agosto, lo sciopero dei lavoratori della BI.MI. Srl, società satellite della Commerciale Gicap SpA che opera nel settore del commercio all’ingrosso con insegna Sidis.

Una storia travagliata quella dei lavoratori. Dalle dipendenze del gruppo Ferdico sono transitati, con fitto di ramo d’azienda, alla Bi.Mi. srl società a sua volta controllata da Gicap.

“I lavoratori sono allo stremo – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Troppe le mensilità arretrate. Non sanno più come sostentare le loro famiglie e affrontare il quotidiano. Il grande senso di responsabilità mostrato dai lavoratori in questi ultimi mesi – continua la Sindacalista – non ha lasciato spazio allo sconforto e alla disperazione ma la situazione sta diventando, giorno dopo giorno, sempre più insostenibile”.

L’azienda, da parte sua, fa sapere di avere richiesto convocazione al Centro per l’Impiego di Palermo per la concessione della CIGS per affrontare il grave periodo di crisi che sta attraversando.

“Che il settore del commercio sia in crisi lo dimostrano i dati con le centinaia di posti di lavoro persi inquesti ultimi anni. Ma non possono essere solo i lavoratori a pagare per colpe non loro. Nelle more di eventuali ricorsi ad ammortizzatori sociali – conclude la Calabrò – rivendichiamo di tutte le spettanze arretrate per i lavoratori e con i lavoratori che domani incroceranno le braccia di fronte al punto vendita di via Tommaso Natale”


COMUNICATO STAMPA
PAPINO ELETRODOMESTICI AVVIA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO PER 83 DIPENDENTI

Inviata in data odierna alle Organizzazioni Sindacali nota con la quale la Papino Elettrodomestici, società che opera nel settore del commercio al dettaglio di articoli eletrodomestici, comunica la volontà procedere al licenziamento di 83 dipendenti dislocati tra le province di Catania, Messina e Ragusa.

Dal 1979 la società ha affermato il suo ruolo di leadership nel mercato, diffondendosi capillarmente nei territori di Sicilia e Campania. Tuttavia, secondo quanto si evince dalla procedura inviata ai sindacati, la concorrenza dell’e-commerce ha sottratto all’azienda una fetta di mercato considerevole, causando di conseguenza forti ripercussioni sull’attività.

Inviata in data odierna alle Organizzazioni Sindacali nota con la quale la Papino Elettrodomestici, società che opera nel settore del commercio al dettaglio di articoli eletrodomestici, comunica la volontà procedere al licenziamento di 83 dipendenti dislocati tra le province di Catania, Messina e Ragusa.

Dal 1979 la società ha affermato il suo ruolo di leadership nel mercato, diffondendosi capillarmente nei territori di Sicilia e Campania. Tuttavia, secondo quanto si evince dalla procedura inviata ai sindacati, la concorrenza dell’e-commerce ha sottratto all’azienda una fetta di mercato considerevole, causando di conseguenza forti ripercussioni sull’attività.

“Già nel corso degli ultimi incontri – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Papino aveva lamentato forti criticità causate dalla crisi che investe il settore ma si era resa comunque disponibile a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. La procedura, dunque, giunge come una doccia fredda per i lavoratori – continua la sindacalista – poichè non si riesce a comprendere per quale motivo, a distanza di meno di un mese dall’ultimo incontro, la società abbia assunto tale determinazione gettando nello sconforto e in confusione i lavoratori. Abbiamo già richiesto un incontro all’azienda per esperire l’esame congiunto – conclude la Calabrò – durante il quale chiederemo di tracciare ogni percorso alternativo che, scongiurando i licenziamenti, salvaguardi i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori”.

“Già nel corso degli ultimi incontri – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Papino aveva lamentato forti criticità causate dalla crisi che investe il settore ma si era resa comunque disponibile a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. La procedura, dunque, giunge come una doccia fredda per i lavoratori – continua la sindacalista – poichè non si riesce a comprendere per quale motivo, a distanza di meno di un mese dall’ultimo incontro, la società abbia assunto tale determinazione gettando nello sconforto e in confusione i lavoratori. Abbiamo già richiesto un incontro all’azienda per esperire l’esame congiunto – conclude la Calabrò – durante il quale chiederemo di tracciare ogni percorso alternativo che, scongiurando i licenziamenti, salvaguardi i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori”.

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