Appena ricevuta la comunicazione ai sensi degli artt. 4 e 24 L. 223/1991 con la quale Mondadori Retail SpA comunica l’intenzione di procedere con la risoluzione dei rapporti di lavoro di 6 dipendenti impiegati nel corner sito all’interno di Ovs di Viale Strasburgo.
Mondadori, la scorsa estate, ha ceduto a Ovs l’esercizio sito a Palermo in via Ruggero Settimo, avendo deciso di cambiare format decidendo di passare, per l’appunto, da megastore alla scelta commerciale di aprire un corner all’interno di p.v. Ovs. In quell’occasione dei 14 dipendenti in forza alla Mondadori, 7 furono trasferiti, senza soluzione di continuità, ad Ovs dove ancora oggi lavorano e la restante parte rimase in capo a Mondadori.
“La comunicazione giunge come una doccia fredda. Non avremmo potuto immaginare che, a distanza di poco meno di un anno, Mondadori stravolgesse le proprie scelte commerciali comunicando il licenziamento dei 6 lavoratori impiegati nel corner” – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Dispiace apprendere che un altro grande marchio, punto di riferimento nell’ambito dell’editoria per tutte le fasce d’età, decida di abbandonare la nostra città impoverendone l’offerta col rischio di lasciare disoccupati quei lavoratori che, da anni, vi lavoravano. Abbiamo già provveduro a richiedere l’esame congiunto per entrare nel merito della questione – conclude Mimma Calabrò – e trovare soluzioni alternative ai licenziamenti, sapendo che l’eventuale proposta di trasferimenti creerebbe non pochi problemi alle famiglie e impoverirebbe sempre più il nostro territorio di risorse umane”.

 

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COMUNICATO STAMPA

Fisascat Sicilia: urge incontro con AUCHAN RETAIL ITALIA

 per organizzazione del lavoro della rete vendita siciliana

 

La Fisascat Cisl Sicilia ha richiesto un incontro al Gruppo Auchan Retail Italia che ingloba la rete vendita di Auchan e SMA. Per il Sindacato urge, oggi più che mai, analizzare se e quali possibili refluenze possano esserci sull’organizzazione del lavoro delle unità produttive della rete siciliana su cui potrebbero essere ricollocati i lavoratori di Auchan La Rena posto che in molte vi sarebbero ancora criticità irrisolte e che molto hanno gravato sulle spalle dei lavoratori.

 

“Apprezziamo i contenuti dell’ipotesi di accordo raggiunto dalle categorie territoriali di Catania il 28 maggio scorso che è stato anche oggetto di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico il successivo 30 maggio. Ma non possiamo non tenere conto di un contesto più ampio e complessivo che riguarda tutti i lavoratori Sma e Auchan della rete vendita siciliana anche alla luce dei dati forniti dalla società a livello nazionale che, di certo, non fanno presagire nulla di buono. Non vorremmo che l’intesa raggiunta sia solo un modo per rimandare il problema e non per risolverlo. E non consentiamo a nessuno di strumentalizzare le nostre preoccupazioni – tuona la Calabrò – i lavoratori hanno il diritto di vivere e lavorare serenamente e non con la spada di Damocle che gli pende sul testa. Visto che i lavoratori, secondo l’ipotesi, potranno anche essere ricollocati in unità produttive le cui condizioni non sono rosee e in un recente passato sono state molto critiche e che ancora ne risentono le conseguenze, alla Società chiediamo un piano industriale dal quale possa evincersi un solido progetto di rilancio della rete. Spostare gli esuberi da una unità produttiva ad un altra, che già probabilmente ne conta di propri, non risolve il problema, anzi richierebbe di aggravarlo a danno di tutti i lavoratori. Con senso di responsabilità, richiediamo un confronto per entrare nel merito delle questioni. Riteniamo che debbano trovarsi soluzioni strutturali e non a spot. Lo dobbiamo ai lavoratori che rappresentiamo in modo da scongiurare che il tutto divenga uno specchio per le allodole”.

 


Grand Vision Italia, ad appena due anni dall’acquisizione da parte della multinazionale Olandese dell’ex Gruppo Randazzo, ha consegnato, nei primi di gennaio, 9 lettere di trasferimento ai lavoratori. Se in un primo momento, all’incontro del 13 febbraio, aveva aperto uno spiraglio nella vertenza rinviando di un mese i trasferimenti per portare avanti la trattativa, all’incontro svoltosi in data odierna ha alzato un muro  ribadendo che, giorno 1 marzo p.v., i lavoratori dovranno trasferirsi inderogabilmente nelle città del nord Italia a cui sono stati assegnati.

“Sin dall’inizio abbiamo ritenuto che i nove trasferimenti, comunicati contestualmente agli ottici di sei diversi punti vendita, si traducono di fatto in licenziamenti camuffati poiché i lavoratori interessati, molti dei quali monorreddito vedrebbero raddoppiarsi le spese da affrontare mensilmente e, conseguentemente, dimezzare le economie destinate alla gestione del quotidiano. – affermano Monja Caiolo e Mimma Calabrò, Segretari Generali di Filcams Cgil Palermo e Fisascat Cisl Palermo Trapani – La conferma è arrivata all’incontro svoltosi in data odierna, in occasione del quale, nonostante le diverse proposte avanzate dalle OO.SS. , l’Azienda ha fatto presente di non volere in nessun modo tornare sui propri passi. L’unica proposta è stata quella di un incentivo per la risoluzione dei rapporti di lavoro.”
Filcams e Fisascat stigmatizzano l’atteggiamento assunto da Grand Vision Italia e si riservano di intraprendere ogni iniziativa sindacale e legale, presso le sedi opportune, a difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
“Abbiamo già richiesto al sindaco di Palermo – continuano Mimma Calabrò e Monja Caiolo – l’apertura di un tavolo tra l’Amministrazione Comunale, Grand Vision Italia e le organizzazioni sindacali, perché non possiamo permettere che il depauperamento di risorse umane e di posti di lavoro attuato dall’azienda si riproponga con periodica cadenza”.
“Siamo fortemente preoccupate – concludono le sindacaliste – che a questi nove trasferimenti se ne possano aggiungere molto presto degli altri, perché sembrerebbe che alcuni negozi saranno interessati da un’importante riduzione della superficie di vendita, come il negozio di via Ruggero Settimo, continuando con lo stillicidio della perdita dei livelli occupazionali palermitani”.
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