Apprendiamo con rammarico che l’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello sembrerebbe non abbia incluso nella campagna vaccinale anti Covid -19 tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici dei servizi di pulizia e sanificazione che espletano servizio all’interno della struttura ospedaliera.
“Abbiamo subito inviato una comunicazione scritta al Direttore Generale degli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello – afferma Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – nella quale sottolineiamo che non esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B soprattutto in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ne tanto meno si possono discriminare lavoratori che operano all’interno di una azienda ospedaliera rispetto a quelli di altre. Le lavoratrici e i lavoratori che svolgono servizio in appalto all’interno delle strutture ospedaliere entrano in contatto diretto con i pazienti affetti da COVID-19 così come il personale sanitario- tuona la sindacalista – ragion per cui nessuno può essere escluso. La campagna di vaccinazione avviata sul territorio palermitano prevede già che questi lavoratori siano compresi, non riusciamo a spiegarci perché all’interno dell’Ospedale Villa Sofia-Cervello non debba essere altrettanto . Per le stesse ragioni, avendo apprezzato quanto l’ASP di Palermo ha già fatto sul territorio, abbiamo profuso il nostro impegno al fine di dare omogeneità sul territorio regionale ed evitare provvedimenti differenti all’interno delle varie ASP della Sicilia. Abbiamo quindi chiesto un intervento all’Assessore Regionale alla Salute, affinché la campagna di vaccinazione anti Covid-19 sia uniforme per tutti i lavoratori e le lavoratrici che operano all’interno delle strutture ospedaliere di tutta la regione, inclusi anche gli addetti alla pulizia e sanificazione onde evitare provvedimenti discriminatori di qualsiasi genere.”



Anche la Sicilia sarà presente al presidio orgnanizzato davanti la sede del MISE a Roma lunedi 8 Luglio p.v..
“In tutta la Sicilia ci sono tavoli istituzionali aperti – afferma Segretario Generale della Fisascat Sicilia, Mimma Calabrò – “in quanto, ormai da diversi mesi, abbiamo avviato interlocuzioni con le Aziende che, però, non hanno dato certezze, proponendo soluzioni non convincenti.”


“Necessita un intervento delle Committenze per la maggior parte Enti Pubblici, Poste Italiane, Inps, Inal, ma anche privati – continua il Segretario – abbiamo già avviato anche le procedure per chiedere alle stazioni appaltanti il pagamento diretto dei lavoratori che, ormai, sono in ginocchio e non hanno più la possibilità di sostentare le proprie famiglie.”


“Chiederemo soluzioni strutturali – conclude la Calabrò – perchè è impensabile continuare ad avere lavoratrici e lavoratori che svolgono il servizio in molti casi essenziale e rivolto al pubblico e non hanno riconosciuto lo stipendio e Committenze che rimangono sorde alla difficile situazione in cui versano questi appalti.”

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