“Tra i lavoratori del bacino si è ingenerata una confusione e una preoccupazione tale da rendere necessario un chiarimento sul reale stato dell’arte – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Per tale ragione abbiamo richiesto all’Assessore Regionale all’Economia di farsi parte attiva per la realizzazione di un apposito incontro a cui prendano parte anche l’Assessore al Lavoro, il Regioniere generale e il Dirigente del dipartimento Famiglia, Politiche sociali e Lavoro per entrare nel merito della vicenda. Il nodo da sciogliere riguarda il nuovo scenario normativo venutosi a configuare a seguito della impugnativa del Governo Centrale alla Legge Regionale n.8 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Regionale Siciliana del 11 maggio 2018 e al successivo ricorso avverso della Regione Siciliana con atto di giunta tramite la deliberazione n.293 dello scorso 3 agosto. E Mentre si succedono ricorsi su ricorsi, gli ex Pip temono di vedere allontanarsi sempre più la possibilità che si concretizzi la tanto agognata stabilizzazione che attendono da oltre 18 anni. Urge, pertanto, trovare soluzioni che superino eventuali impasse creatasi, ancor più se si considera l’impatto sociale che ne consegue coinvolgendo circa 2800 lavoratori e le loro famiglie per lo più monoreddito”.


COMUNICATO STAMPA

SCUOLE BELLE, L’11 SETTEMBRE AL MIUR LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI 16MILA ADDETTI AI SERVIZI DI PULIZIA E AUSILIARIATO PER LA CONTINUITA’ OCCUPAZIONALE E DEL REDDITO.
FERRARI (FISASCAT CISL): «APPELLO AL GOVERNO: LAVORATORI PRECARI DA OLTRE 20 ANNI, LA STABILIZZAZIONE PASSI DAL CONFRONTO TRA PARTI SOCIALI»

Roma, 6 settembre 2018 – Approda al ministero dell’Istruzione la protesta dei 16mila ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici da oltre 20 anni addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle scuole italiane e dei centri di alta formazione. A ridosso della ripresa delle attività scolastiche i sindacati del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, che nelle scorse settimane avevano proclamato lo stato di agitazione della categoria, hanno organizzato a Roma davanti la sede del dicastero per il prossimo 11 settembre una manifestazione nazionale con il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto che “da giugno scorso e nonostante un ulteriore sollecito trasmesso ad agosto – si legge nel comunicato sindacale unitario diramato tra i lavoratori – sono in attesa di una convocazione del Tavolo Politico composto dalla compagine governativa e dai Ministeri dell’Istruzione e del Lavoro per avere risposte certe sul loro futuro”.
Le tre sigle in particolare denunciano “le gravi condizioni in cui si trovano le lavoratrici e i lavoratori” dei Lotti 5 (Frosinone e Latina) e 6 (Napoli e Salerno) della convenzione Consip “dove da più di un anno le maestranze non vengono retribuite” e “la continua incertezza di ricevere lo stipendio mensile quand’anche non viene posticipato o rateizzato” e sottolineano le difficoltà che quotidianamente riscontrano “le lavoratrici e i lavoratori che per avere riconosciuta la continuità occupazionale e la garanzia del reddito devono fare centinaia di chilometri al giorno per svolgere le attività di decoro del progetto Scuole Belle”.
Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari «è urgente attivare il tavolo di confronto tra parti sociali previsto dalle intese governative per definire soluzioni adeguate e i passaggi del processo di internalizzazione dei servizi di pulizia nelle scuole annunciato nei mesi scorsi da esponenti del Governo Conte che dovrà prevedere in modo inequivocabile la continuità occupazionale e di reddito di tutti i 16mila lavoratori impiegati nei servizi in appalto di pulizia, ausiliariato e di ripristino del decoro delle scuole che da oltre 20 anni versano in uno stato di precarietà».
«Il Governo Conte che tanto ha rilanciato sulla dignità del lavoro – ha aggiunto il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini – dia seguito agli annunci fatti sull’internalizzazione del servizio e assicuri il via libera alla stabilizzazione dell’occupazione e del reddito di migliaia di addetti che da anni vivono in uno stato di incertezza assoluta sul proprio futuro lavorativo».


Di fronte la manifestata volontà del neo presidente dell’Amat, Michele Cimino, di procedere con 50 nuove assunzioni per colmare i vuoti all’interno dell’organico aziendale, Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta “Che ben vengano le assunzioni. Ma prima si pensi a razionalizzare i costi e risorse, così come era stato previsto col bando di mobilità interaziendale rivolto ai lavoratori Reset. Chiederemo al Sindaco di Palermo di convocare urgentemente un incontro per entrare nel merito della questione e delle altre criticità a tutt’oggi presenti al fine di dare maggiori servizi alla collettività e al contempo migliorare le condizioni salariali dei lavoratori Reset”
“Non si comprende perchè – continua la sindacalista – non si debba dare seguito al bando interaziendale per 60 autisti, voluto nel 2017 proprio dalla società che gestisce il trasporto pubblico palermitano, rivolto a tutte le società controllate direttamente o indirettamente dal Comune di Palermo, con particolare priorità ai lavoratori della Reset al fine di ridurre i costi della società consortile”
“Una decisione che rispondeva virtuosamente – aggiunge Antonello Collosi Coordinatore aziendale Reset della Fisascat Cisl – da un lato a esigenze di risparmio attraverso la fruizione di risorse già in carico all’amministrazione. Non dobbiamo dimenticarci che già nel 2016 molti furono i colleghi della Reset che vi parteciparono e molti di loro, avendo requisiti oggettivi, sono stati ricollocati nelle altre partecipate”.
Per il Sindacato la questione diviene ancor più incomprensibile visto che nel 2017 l’Amat riapriva un bando segnato però da una battuta di arresto a seguito di un decreto di attuazione emanato dal Ministero del Lavoro per poi registrare comunque lo sblocco nel mese di giugno 2018.
“E’ inammissibile che non si faccia più riferimento alla mobilità interaziendale. – conclude Mimma Calabrò – I percorsi virtuosi e trasparenti di razionalizzazione di costi e risorse devono essere valorizzati e non cancellati con un colpo di spugna”.


Dopo una lunga e complessa trattativa si è raggiunto l’accordo per il trasferimento di ramo d’azienda dei punti vendita di Trapani ed Erice dalla SMA SpA alla GE.BE.CO.M.

Salvaguardati i livelli occupazionali dei 42 lavoratori.

A darne la notizia è la Fisascat Cisl Palermo Trapani che esprime la propria soddisfazione per aver raggiunto l’accordo che salvaguarda i posti di lavoro.

“Una trattativa complessa – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – riuscire a fare sintesi tra le esigenze delle aziende coinvolte nel trasferimento che lamentano la forte crisi del settore e la necessità del sindacato di trovare soluzioni a salvaguardia di tutti i livelli occupazionali è non stato semplice”.

Il tutto è iniziato quando la DREPANUM Distribuzioni srl ha comunicato alla SMA la sua volontà di rescindere anticipatamente, dopo appena 1 anno di gestione dei punti vendita, il contratto di affitto di ramo di azienda.

SMA, conseguetentemente, comunicava la sua impossibilità di continuare a gestire direttamente la rete vendita.

“I lavoratori – afferma Laura Saladino Referente per la Fisascat del Presidio di Trapani – erano nello sconforto. Temevano di perdere il posto di lavoro nel caso in cui altre aziende non avessero manifestato interesse a rilevare le unità produttive”.

Nel contempo, però, Sviluppo Supermercati Srl formalizza l’interesse ad acquisire il perimetro aziendale SMA della provincia di Trapani posta la volontà di procedere, conseguentemente, con il fitto dell’intera rete vendita alla GE.BE.Co.M.

“Una trattiva molto articolata – aggiunge la Calabrò – ma alla fine l’importante è aver raggiunto l’obbiettivo. Ovvero aver garantito l’occupazione a 42 lavoratori al netto del personale che ha manifestato la volontà di aderire all’esodo incentivato volontario, con il criterio della non opposizione al licenziamento, che ha concluso la procedura avviata dalla DREPANUM Distribuzioni srl”.

“Con la sottoscrizione dell’accordo non solo si è scongiurata la definitiva chiusura dei 3 punti vendita – dichiara Laura Saladino –  ma si è garantita la prosecuzione dei rapporti di lavoro che assume valore ancor più significativo se si pensa alla difficoltà di trovare altra occupazione in una provincia come quella di Trapani che registra un altissimo tasso di disoccupazione”.

“L’auspicio – conclude la Calabrò – è che i lavoratori possano quanto prima tornare a lavorare sereni e che l’imprenditoria siciliana possa essere valore aggiunto al rilancio del settore commercio nella nostra regione che ha fortemente risentito della crisi che ha impoverito le città lasciando disoccupati migliaia di lavoratori”.


La Fisascat Cisl Sicilia richiede un incontro all’Assessore al Turismo, Sandro Pappalardo, per analizzare e proporre interventi concreti per lo sviluppo del settore turismo.

“La Sicilia è una regione che potrebbe e dovrebbe vivere di turismo. – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – E’ ora che si esca dal circolo vizioso e si inneschi un circolo virtuoso attraverso la programmazione di interventi che possano avere ricadute positive anche in altri settori, come quello del commercio e dei servizi. Necessita superare la fase di stallo venutasi a creare nel settore attraverso interventi inefficaci dei vari Governi che si sono succeduti. Risolvere il mancato perfezionamento delle politiche attuate nel tempo e mai completate, può far sì che il turismo diventi concretamente uno dei punti nodali su cui investire per far ripartire l’economia siciliana. Abbiamo reiterato la richiesta di incontro all’Assessore al turismo affinché tutte le parti interessate -continua la sindacalista – si attivino per far si che veramente il turismo possa diventare volano dell’economia r non espressione di proclami ma per interventi concreti, 365 giorni l’anno.”

“Bisogna pensare – aggiunge Pancrazio Di Leo, segretario generale aggiunto Fisascat Sicilia – anche all’inserimento di moderni ammortizzatori sociali per il settore. La fisascat con forza continua a richiedere impegni concreti da parte del Governo, anche regionale, a favore dei lavoratori stagionali del comparto turismo affinché finalmente si possa addivenire a soluzioni risolutive che passino anche da una riforma urgente e inderogabile delle problematiche legate alla Naspi. Chiediamo pertanto interventi strutturali che, attraverso la destagionalizzazione, diano continuità lavorativa alle migliaia di persone che nel comparto operano”.

“Riteniamo che il rilancio del settore e la tenuta occupazionale non possano prescindere da una revisione della riforma sulla Naspi nonché da accordi che mirino all’allungamento della stagionalità – conclude la Calabrò – Non possiamo rimanere inermi di fronte a mancati interventi che mortificano i tantissimi lavoratori del settore e tutti coloro che potenzialmente potrebbero invece trovarvi occupazione, evitando peraltro che centinaia di giovani lascino la propria terra in cerca di lavoro”.


In occasione del giudizio di parificazione sul bilancio della Regione Siciliana, la Corte dei Conti si è anche espressa in merito alle società partecipate.
La Fisascat siciliana che, da sempre, segue attentamente le vicende sociali ed economiche di quelle società a partecipazione pubblica di cui ha pertinenza contrattuale e i cui lavoratori aderiscono alla federazione, ritiene indispensabile portare avanti una riflessione complessiva e coordinata delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 175/2016, anche in considerazione delle prerogative statutarie della Regione Siciliana. Il progetto, già in stato di elaborazione, nello specifico intende interpretare le risultanze scaturenti dall’art. 24 – ~Revisione straordinaria delle partecipazioni – e dall’art. 25 – Disposizioni transitorie in materia di personale – nonché i riflessi conseguenti al bilancio consolidato di cui all’art. 11 del D.Lgs. 118/2011.
“Abbiamo fatto nostre le preoccupazioni della Corte dei Conti in merito alle società partecipate della Regione siciliana e degli Enti locali- afferma Mimma Calabrò, Segretario generale Fisascat Cisl Sicilia – e deciso di avviare immediatamente un lavoro di ricognizione delle stesse società interessate. Alla base del nostro progetto si colloca la consapevolezza che soltanto una conoscenza piena della condizione in cui versa ciascuna partecipata può guidare verso proposte costruttive, capaci di condurre a soluzioni socialmente ed economicamente valide perseguendo, in tal modo, l’obiettivo primario per il Sindacato quale la tutela dei lavoratori. Solo la conoscenza delle realtà di interesse può consentire, difatti, la formulazione di proposte concrete.”
“L’individuazione dell’obiettivo per cui ciascuna partecipata viene costituita, la chiarificazione delle funzioni che consentono il raggiungimento dello stesso e l’identificazione delle risorse umane, professionali ed economiche necessarie a tal fine, senza dimenticare lo status anagrafico dei lavoratori necessario per la migliore allocazione lavorativa o pensionistica degli stessi, sono, a nostro avviso, elementi essenziali per trattare la questione e per intervenire in maniera compiuta e concreta”.
“Nella prospettiva di una conoscenza qualitativa e quantitativa delle società partecipate si inserisce, ovviamente, anche la ben nota vicenda degli Ex Pip –– continua la Calabrò – Si tratta di lavoratori che costituiscono struttura di rilievo in molteplici realtà come Assessorati e Dipartimenti della Regione Siciliana, Questura, scuole, ospedali, tribunale, comuni, università, parrocchie, associazioni, musei o siti culturali, teatri, che da tanti anni prestano servizio presso queste strutture e che vanno tutelati. Alla luce di ciò, anche l’opportunità del passaggio dei lavoratori in Resais potrebbe essere definita in maniera differente rispetto a quanto fatto fin qui, con la possibilità di giungere ad approcci nuovi e più consapevoli.”

Per quanto attiene, invece, alle società a partecipazione pubblica già liquidate o in liquidazione, preoccupazione della Fisascat Sicilia è quella di operare al fine di favorire una corretta e coerente allocazione del personale delle stesse. Sul punto ancora la Sindacalista ribadisce “Si tratta di lavoratori con un considerevole background formativo personale arricchito da quella competenze che si acquisiscono solamente attraverso anni di servizio. Risorse umane preziose che, se consapevolmente riallocate nell’ambito della pubblica amministrazione regionale, non possono che costituire valido supporto a beneficio dell’amministrazione e della collettività. Dobbiamo tuttavia – ammonisce la Calabrò – rimanere attenti e vigili su possibili escamotage clientelari che, eludendo le normative, favorirebbero alcuni a discapito di altri, innescando, fra l’altro una squallida guerra tra poveri” .

“L’obiettivo del lavoro che stiamo avviando – conclude la Sindacalista – assemblerà le risultanze del D.Lgs. 175/2016 con i dati di bilancio delle singole partecipate, nonché quelli del bilancio consolidato, ove esistente.”


Si è appena concluso l’incontro presso la Prefettura di Trapani alla presenza della dottoressa Ferrante con l’Azienda Le Palme ristorazione .
Come Fisascat CISL , unico sindacato presente al tavolo, abbiamo espresso grande preoccupazione per il fatto che ad oggi i lavoratori che prestano servizio di mensa presso il 37.mo Stormo Trapani Birgi nonché al Sesto Reggimento Bersaglieri ” Caserma Giannettino” sono indietro di 3 mensilità.
L’azienda ha spiegato che il ritardo è dovuto al mancato trasferimento dei fondi dal Ministero della Difesa alla Ragioneria dello Stato, che ha svilito le economie dell’Azienda che, ha già anticipato tramite le proprie banche gli stipendi pregressi.
La Fisascat Cisl pur compendendo quanto dichiarato dall’Azienda, ha chiesto alla Prefettura di farsi parte attiva rispetto al forte peso che sta ricadenti sui lavoratori
Grazie alla sensibilità della Dott.ssa Ferrante che si è subito attivata per interloquire con il ministero ed alla concomitanza della comunicazione della capofila Ladisa rispetto allo sblocco da parte della Ragioneria dello Stato che permetterà il primo pagamento entro il 10 Agosto p.v. ed il saldo di tutti gli arretrati entro il.mese di Agosto p.v.
“Un buon risultato – commenta Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – che ha visto il dialogo con le istituzioni importante per risolvere la vicenda che ormai da troppo tempo si trascinava e che, nel breve periodo, farà in modo che tutti i lavoratori dell’appalto in questione abbiano quanto spettante con grande sollievo anche per le loro famiglie svilite da questi insopportabili ritardi”.
“Auspichiamo – conclude il Segretario – come dichiarato dall’ Azienda che, per il futuro, siano rispettati i termini di pagamento previsti dal contratto collettivo di categoria”.

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