COMUNICATO STAMPA

COMMERCIO E APERTURE FESTIVE. IL 1° NOVEMBRE MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA, I SINDACATI INVITANO ALL’ASTENSIONE DAL LAVORO.
GUARINI (FISASCAT CISL): «IL GOVERNO TENGA CONTO DELLA NOSTRA PROPOSTA SULLE APERTURE COMMERCIALI»

Roma, 30 ottobre 2018 – Nel giorno di festa non c’è l’obbligo alla prestazione lavorativa. Lo ricordano i sindacati del commercio, turismo e servizi Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs alla vigilia della festività religiosa di Ognissanti del 1° novembre.
Diverse le iniziative di mobilitazione indette a livello locale. Nel Lazio e in Puglia i sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero “per restituire diritti e dignità sottratti in nome di una liberalizzazione che ha determinato abusi e tanto precariato” si legge nel volantino diramato nei negozi, nei supermercati, negli iper e nei centri commerciali. In Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Calabria, Sardegna e Sicilia le tre federazioni invitano i lavoratori ad astenersi dal lavoro considerato che “la prestazione nelle giornate di festa è solo su base volontaria e ogni lavoratore può esercitare il diritto al riposo e santificare la festa senza conseguenze”.
La mobilitazione è in linea con le proposte presentate nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati dai sindacati e dalle rispettive confederazioni Cgil Cisl Uil, ricevuti in audizione dalla X Commissione Attività Produttive nell’ambito dell’esame delle proposte di Legge sulla revisione della normativa sulle liberalizzazioni.
La ricetta suggerita dai sindacati contempla il divieto di apertura domenicale e festiva in linea di principio generale con deroghe fino ad un massimo di 12 domeniche all’anno – stabilite dalle Regioni con apposito decreto dirigenziale da emanare di intesa con gli Enti Locali e sentito il parere delle associazioni imprenditoriali del commercio, dei consumatori e delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – oltre alla chiusura nelle 12 festività nazionali, civili e religiose del 1° gennaio, 6 gennaio, Pasqua e lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre.
Per il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini «si tratta di una proposta equilibrata, pienamente condivisa dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, che rimette al centro la concertazione tra parti sociali e la contrattazione tra aziende e sindacati restituendo la competenza della materia alle Regioni ed agli Enti Locali nel rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori».
«Il nostro auspicio – ha concluso il sindacalista – è che il Governo, nella ridefinizione del provvedimento normativo sugli orari di apertura dei negozi, tenga conto della mediazione da noi proposta che risponde ad una chiara e precisa esigenza dei lavoratori del settore, prevalentemente donne, che tenda dunque ad una maggiore conciliazione vita-lavoro e ad una flessibilità contrattata in cui la prestazione domenicale e festiva sia volontaria e retribuita ad hoc».


COMUNICATO STAMPA

COMMERCIO E LIBERALIZZAZIONI, I SINDACATI DI CATEGORIA CGIL CISL UIL IN AUDIZIONE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI PRESENTANO LA PROPOSTA DI REVISIONE DEL DECRETO SALVA ITALIA.
DIVIETO DI APERTURA IN LINEA GENERALE CON POSSIBILE DEROGHE PER 12 DOMENICHE ALL’ANNO E CHIUSURA PER 12 FESTIVITA’ NAZIONALI, CIVILI E RELIGIOSE.
GUARINI (FISASCAT CISL): «NECESSARIO RISTABILIRE IL RUOLO DELLA CONCERTAZIONE E DELLA CONTRATTAZIONE TRA PARTI SOCIALI»

Roma, 24 ottobre 2018 – Divieto di apertura domenicale e festiva in linea di principio generale con possibile deroghe per un massimo di 12 domeniche all’anno – stabilite dalle Regioni con apposito decreto dirigenziale da emanare di intesa con gli Enti Locali e sentito il parere delle associazioni imprenditoriali del commercio, dei consumatori e delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – e 12 festività nazionali, civili e religiose nelle quali non deve essere prevista la possibilità di deroga (1° gennaio, 6 gennaio, Pasqua e lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre). E’ questa la proposta avanzata dalle federazioni nazionali di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucsr, insieme alle rispettive confederazioni Cgil Cisl Uil, ricevute oggi in audizione dalla X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati sul tema degli orari di apertura degli esercizi commerciali nell’ambito dell’esame delle proposte di Legge sulla revisione della normativa sulle liberalizzazioni e sulla promozione della concorrenza e della competitività.
Le tre sigle propongono inoltre la definizione di una normativa nazionale sul meccanismo sanzionatorio, di prevedere il rispetto dell’obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio commerciale, di escludere che la riduzione del numero di aperture degli esercizi commerciali possa costituire di per sé giustificato motivo per operare licenziamenti collettivi plurimi ed individuali e di stanziare risorse finalizzate a finanziare piani aziendali di riconversione degli orari individuali di lavoro per i lavoratori dipendenti aventi le prestazioni nelle giornate domenicali come ordinarie. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs ritengono inoltre opportuno affidare alle Regioni il compito di revisione dei parametri sulla definizione dei comuni a prevalente economia turistica e dei centri storici delle città d’arte.
«L’esperienza concreta della liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali ha ampiamente dimostrato che le misure varate dai Governi che negli anni si sono succeduti non hanno determinato un aumento dei consumi mentre sul piano occupazione hanno invece contribuito ad una precarizzazione dei rapporti di lavoro, scardinando la contrattazione sull’organizzazione del lavoro costruita con le aziende, peggiorando le condizioni di lavoro e minando il faticoso equilibrio nella vita privata delle lavoratrici e dei lavoratori in un comparto ad occupazione prevalentemente femminile e basato sul lavoro part time» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto prendendo parte all’audizione con il segretario confederale Cisl Andrea Cuccello aggiungendo che «un deciso cambio di passo in tema di aperture selvagge è un obiettivo alla portata del nostro Paese».
«Riteniamo sia necessario sviluppare percorsi che consentano alle amministrazioni pubbliche e a tutte le Parti Sociali di tornare protagoniste sulla programmazione delle aperture ristabilendo il ruolo della concertazione e della contrattazione tra le parti, valorizzando il patrimonio sociale e relazionale che è la struttura portante del nostro Paese» ha aggiunto a margine della audizione il segretario generale della categoria cislina Davide Guarini. «Il confronto con gli altri Stati europei dimostra chiaramente che una regolamentazione seria e condivisa sulle aperture commerciali non necessariamente implica crisi di consumi e maggiore disoccupazione» ha aggiunto il sindacalista suggerendo «politiche di investimento e di rilancio dei consumi, facendo leva sulla fiscalità dei redditi da lavoro dipendente e delle pensioni». «In questo senso – ha concluso Guarini – il potenziamento di salari e pensioni potrebbe avere affetti positivi anche sull’economia e sulla ripresa dei consumi nel settore commerciale».


Cari amici,

Vi informiamo che la Fisascat nazionale ha stipulato una polizza con UnipolSai, già attiva dal 2 ottobre 2018, che tutela le figure professionali di infermieri, fisioterapisti, Operatori sanitari, che svolgono attività in qualità di dipendenti nella sanità privata, società cooperative o associazioni.

La polizza si è resa necessaria a seguito della Legge Gelli-Bianco che obbliga chi esercita la professione sanitaria in strutture pubbliche e private a proteggersi da eventuali responsabilità civili professionali per colpa grave.

L’iscrizione alla Fisascat darà diritto in automatico alla adesione alla polizza.

 

Clicca qui per scaricare la polizza


Ancora una volta Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia, accende i riflettori sulla vicenda degli Ex Pip.
“Nei giorni scorsi, abbiamo reiterato la richiesta di audizione in Commissione Bilancio per ricevere informazioni sullo stato della vertenza dal momento che, purtroppo, sembra che la vicenda si trovi all’ennesima impasse- afferma la Sindacalista. Alla fine del mese di settembre, durante l’ultima audizione presso la Commissione Bilancio, le parti istituzionali si erano assunte l’onere di portare avantile interlocuzioni e gli adempimenti con Resais che avrebbero permesso di conoscere a quali condizioni contrattuali i lavoratori sarebbero transitati da gennaio 2019. “
“Inoltre, abbiamo appreso favorevolmente che, d’ora in avanti, dovrebbe essere la Regione Siciliana ad occuparsi del pagamento diretto del sussidio. Da anni, infatti, sostenevamo come l’internalizzazione del servizio potesse servire a snellire l’intero processo dei pagamenti accorciandone i tempi per l’erogazione e risparmiando sulla gestione delle risorse” – afferma la Calabrò – “Tuttavia, siamo comunque fortemente preoccupati per le confusive voci sul tema. E’ lecito, infatti, chiedersi se sia avvenuto il corretto e completo trasferimento di dati e competenze dall’Inps e alla Regione Siciliana al fine di permettere che emolumenti, assegni familiari e detrazioni continuino ad essere applicati, come avvenuto fin’ora. Se da un lato riceviamo rassicurazioni da parte dell’Assessorato su questi aspetti, dall’altro ci chiediamo se l’Inps abbia comunicato tutti quei dati necessari che, fino a poche settimana, facevano parte della loro banca dati, dato che ai lavoratori viene richiesto di fornire tutte quelle informazioni indispensabili per l’erogazione di quanto loro spettante”.
“Non dimentichiamoci – conclude la sindacalista – che il 31 dicembre è ormai alle porte e che, fra l’altro, i ben noti 60 giorni di tempo concessi ai lavoratori per operare la fatidica “opzione di scelta” sono probabilmente già scaduti. Non possiamo affrontare la vicenda in maniera caotica e compulsiva, anzi, è necessario che lo si faccia in maniera più che ragionata. Ne va del destino di circa 2600 persone e delle loro famiglie che, da oltre 18 anni, attendono la tanto agognata stabilizzazione che possa dar loro quella dignità lavorativa da sempre ricercata ma mai raggiunta”.


Si sono conclusi oggi gli incontri per esperire gli esami congiunti a seguito della comunicazione di vendita rispettivamente del Grand Hotel Villa igiea che andrà a Rocco Forte and Family, Hotel delle Palme acquisito dal gruppo Algebris attraverso la Società Argonauti e l’Hotel Excelsior acquisito dalla Luxury Private Properties.
Quanto ai primi due si dovrà attendere il periodo previsto di legge, in quanto soggetti a prelazione da parte della soprintendenza dei beni culturali.
L’hotel Excelsior, invece, sarà di fatto ceduto a far data del primo novembre.
Gli accordi siglati hanno sancito il passaggio di tutto il personale in forza alle medesime condizioni e senza perdita di anzianità, quindi con la massima garanzia dei diritti acquisiti negli anni.
Durante la trattativa, massima attenzione è stata data ai lavoratori in forza presso la società esterna ed ai lavoratori c.d. intermittenti per i quali, tutte e tre le aziende entranti, si sono impegnate, prima della scadenza del 31 dicembre 2018, a realizzare incontri con le organizzazioni sindacali atti a trovare soluzioni a tutela dei livelli occupazionali.

Grande soddisfazione esprime Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Sicilia: “I nuovi gruppi hanno dimostrato enorme interesse sia per le strutture acquisite che per il territorio palermitano e questo non può che essere volano di sviluppo anche per le attività dell’indotto e per quelle commerciali”.

“Le intenzioni di rivalutazione e ristrutturazione di questi hotel, che rappresentano non solo un attrazione turistica d’eccellenza ma anche una espressione storico-culturale della nostra città – continua il Segretario – non possono che trovarci in accordo, ma attraverso questi ci si deve porre l’obiettivo di stabilizzare i lavoratori in alcuni reparti stagionali e creare ulteriore occupazione attraverso un piano industriale della stagione”.

“Attenzioneremo molto fermamente l’operato di queste aziende affinché nessun posto di lavoro, anche atipico, possa essere perso – conclude la sindacalista- e far in modo che lo sforzo intrapreso da ogni dipendente in questi anni con la società uscente Acqua Marcia possa rappresentare un investimento e non una vana speranza “.


COMUNICATO STAMPA

SINDACATO. 12 OTTOBRE 1948 – 12 OTTOBRE 2018: LA FISASCAT CISL FESTEGGIA 70 ANNI DALLA FONDAZIONE.
GUARINI: «ORA CONSOLIDIAMO I RISULTATI DELLA CONTRATTAZIONE E PROIETTIAMOLI VERSO NUOVI TRAGUARDI»

Roma, 12 ottobre 2018 – Buon Compleanno Fisascat! La categoria del commercio, turismo e servizi della Cisl festeggia i suoi primi 70 anni. Anni di sfide, di battaglie e di contrattazione nel segno delle tutele e di relazioni sindacali sempre più capaci di coniugare i bisogni delle imprese con i diritti dei lavoratori.
Un percorso articolato quello compiuto dalla Fisascat Cisl dal 12 ottobre 1948, allora Filsac, ad oggi, costellato di straordinarie conquiste. Come per la bilateralità ed il welfare, frontiere della contrattazione a partire dagli Anni ’90, princìpi che hanno dato luogo a strumenti messi al servizio di imprese e lavoratori.
Su 9milioni di addetti circa tre milioni fanno già parte del sistema dell’assistenza sanitaria integrativa di origine contrattuale, mentre circa due milioni di lavoratori hanno usufruito dei percorsi di formazione professionale erogati dai fondi interprofessionali di settore.
La Fisascat Cisl ha rilanciato il ruolo della previdenza complementare, considerati i tassi di adesione ancora troppo residuali rispetto alla platea occupazionale di riferimento. Da qui l’impegno della categoria nella diffusione e nella promozione della cultura previdenziale, soprattutto tra le giovani generazioni, e sulla obbligatorietà all’adesione al secondo pilastro di origine contrattuale.
Il segretario generale della Fisascat, Davide Guarini, ha evidenziato come ora «occorra consolidare i risultati e proiettarli verso nuovi traguardi, con un rivitalizzato ruolo nella contrattazione e nell’innovazione contrattuale al passo con i tempi, capace di trasferire tutte le nostre capacità verso lo sviluppo del secondo livello, anche rispetto alle sfide del nostro secolo: l’innovazione tecnologica e l’invecchiamento demografico».
Un percorso che la federazione affronterà insieme alla Cisl come ha ribadito Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl che ha concluso la kermesse. «Nuove relazioni sindacali, estensione delle tutele in un perimetro di norme traguardate alla produttività e alla partecipazione dei lavoratori sono sfide continue per un sindacato che intende stare nel mondo del lavoro e con i lavoratori». Ma non solo. «Dobbiamo costruire soluzioni sempre più globali per i lavoratori, fare inclusione attraverso lo strumento principe, la contrattazione – ha concluso Sbarra – Dalla Fisascat Cisl arriva un contributo decisivo che dimostra come sia una federazione capace di avere al centro della sua azione la tutela della persona e la dignità del lavoro, valori condivisi da sempre con la missione della Cisl».


Pervenute ieri pomeriggio le comunicazioni di apertura delle procedure di cessione di tre dei più importanti alberghi di Palermo, ad oggi in capo alla società Acqua Marcia Turismo in concordato preventivo.
Nello specifico, il Mercure Excelsior aggiudicato alla Luxury Private Properties, il Grand Hotel delle Palme “pre aggiudicato” alla società Argonauti srl e il Grand Hotel Villa Igiea “pre aggiudicato” alla Rocco Forte & family.

“Abbiamo già formulato richiesta di incontro per esperire l’esame congiunto -afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – e attendiamo la data affinché si possano espletare le procedure per garantire il mantenimento occupazionale e redditizio di tutti i lavoratori impegnati nei tre alberghi”.

“Attenzioneremo ogni dettaglio a partire dal piano industriale futuro – continua il Segretario- affinchè le tre strutture ricettive, di grande importanza per valore storico e patrimonio culturale, possano essere rilanciate in modo da essere punto di riferimento del turismo di elite per il settore. Negli ultimi anni, i lavoratori e la Società hanno mantenuto attive le strutture, anche se faticosamente, grazie ad enormi sacrifici anche rispetto agli istituti pregressi”.

“Auspichiamo che i nuovi piani industriali abbiano una forte caratterizzazione di politiche di destagionalizzazione- conclude la Calabrò – volano non solo per l’incremento del turismo,ma anche per lo sviluppo del commercio e dei servizi”.


COMUNICATO STAMPA

SMA SIMPLY, PROSEGUE LA MOBILITAZIONE SINDACALE VS LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE. A ROMA MASSICCIA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO, IL 6 OTTOBRE NUOVE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI NEI 45 SUPERMERCATI.
CICCOLINI (FISASCAT CISL ROMA CAPITALE RIETI): «ATTEGGIAMENTO AZIENDALE EVASIVO, LA DIREZIONE CI CONVOCHI E CI DIA NOTIZIE SUL DESTINO DEI PUNTI VENDITA E DEI 1500 LAVORATORI»

Roma, 5 ottobre 2018 – Prosegue a livello territoriale la mobilitazione indetta dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs contro la riorganizzazione del retail, le chiusure e le cessioni in tutto il territorio nazionale e la disdetta della contrattazione integrativa annunciata dalla direzione di Sma Simply, la catena francese di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia con oltre 200 punti vendita e circa 8.700 addetti.
A Roma i 1500 lavoratori e lavoratrici dei 45 supermercati capitolini della catena hanno aderito in massa allo sciopero proclamato il 2 ottobre dai sindacati territoriali di categoria Cgil Cisl Uil contro la cessione dei due punti vendita di Anagnina 2 e Mezzavia. Nuove assemblee dei lavoratori sono già indette per il 6 ottobre. «Una azione finalizzata a contrastare le azioni unilaterali della Sma Simply, soprattutto per la mancanza di comunicazione rispetto al destino dei due punti vendita romani nonché dell’intera rete vendita» ha stigmatizzato Franco Ciccolini dell’ufficio sindacale della Fisascat Cisl Roma Capitale Rieti sottolineando che «l’azione di protesta proseguirà con ulteriori assemblee, anche per far uscire l’ azienda allo scoperto e capire come intende riorganizzare la presenza a Roma dove si concentra il maggior numero di supermercati della catena».
«Malgrado le pressioni fatte a Sma Simply sia a livello nazionale sia a livello di territorio siamo a registrare un atteggiamento aziendale evasivo che non consente di avere un quadro chiaro sul mantenimento del perimetro aziendale» ha aggiunto il sindacalista sottolineando «l’irrigidimento delle relazioni sindacali». «Sma Simply – ha affondato Ciccolini – elude un accordo importante raggiunto a livello nazionale che impegnava l’azienda ad attivare preventivamente anche a livello territoriale il necessario confronto con i sindacati». «Ad oggi – ha concluso – non si sa ancora nulla sulle cessioni dei punti vendita di Anagnina e Mezzavia, per i quali siamo solo a conoscenza dell’esistenza di un accordo preliminare di compravendita. A questo punto attendiamo di essere convocati dall’azienda per apprendere tutti i dettagli della cessione e per definire il passaggio dei lavoratori alla nuova proprietà».
A livello nazionale intanto le segreterie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs rimangono in attesa dell’attivazione di un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico sollecitato nelle scorse settimane.Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto «è necessario ricondurre la questione della riorganizzazione aziendale ristrutturazione ad un serio confronto di merito con i sindacati su chiusure e cessioni al fine di individuare una soluzione che consenta di mantenere il perimetro aziendale». «Il nostro auspicio – ha concluso – è che l’intervento del Mise scongiuri la dispersione di posti di lavoro».

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