“Apprendiamo favorevolmente che tutti gli attori politici e istituzionali stiano valutando la gravità di un’impasse che noi denunciamo da subito dopo l’impugnativa da parte del governo – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Non permetteremo che si chieda ai lavoratori di fare un salto nel buio. Impensabile procedere con una opzione di scelta fino a quando non giungerà un pronunciamento da parte della Consulta” – continua il Segretario – “Necessita un intervento normativo per evitare che questi lavoratori possano essere definitivamente beffati. Il rischio, infatti, è che se la norma fosse dichiarata incostituzionale i Pip si trovino senza nemmeno quella norma che legittima il loro stato attuale. Occorre che tutti le parti, ognuno per la propria competenza, vadano oltre le bandiere e gli ideologismi per portare avanti una strategia sinergica volta a salvaguardare circa 2600 lavoratori e le loro famiglie. Ad oggi – conclude la sindacalista – il 31 dicembre è la data che determinerà il loro futuro”.


COMUNICATO STAMPA

SMA SIMPLY, I SINDACATI PROCLAMANO OTTO ORE DI SCIOPERO E ASSEMBLEE NEI LUOGHI DI LAVORO VS LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE
CEOTTO (FISASCAT CISL): «URGENTE SERIO CONFRONTO DI MERITO SU CESSIONI E CHIUSURE, PRIORITA’ MANTENIMENTO LIVELLI OCCUPAZIONALI»

 

Roma, 26 settembre 2018 – Fumata nera al tavolo tra i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs e Sma Simply, la catena francese di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia conta oltre 200 punti vendita e circa 8.700 addetti. La direzione aziendale, che nelle scorse settimane aveva annunciato la chiusura dell’Iper Simply di Teramo dal prossimo 10 ottobre e la disdetta della contrattazione integrativa, ha dichiarato consistenti perdite di fatturato e la riorganizzazione del retail, a cominciare dalla cessione di due punti vendita a Roma (Mezzavia e Anagnina) e dalla cessione e chiusura di altri negozi in tutto il territorio nazionale. Mentre proseguirà lo stato di agitazione dei lavoratori i sindacati hanno proclamato otto ore di sciopero da organizzare a livello locale e hanno deciso lo svolgimento di assemblee in tutti i negozi della rete vendita per sabato 29 settembre.
Nel volantino unitario diramato sui luoghi di lavoro le tre sigle hanno stigmatizzato l’assenza di “trasparenza” e il mancato riscontro alle sollecitazioni sul “piano generale delle cessioni per cui sono in corso trattative e quello di ulteriori eventuali chiusure” consentendo di governare la razionalizzazione annunciata attraverso “una intesa che permetta di condividere strumenti a tutela della occupazione con l’obiettivo di gestire gli effetti delle scelte aziendali e non solo di subirli”.
«E’ evidente la volontà aziendale di Sma Simply di ridurre la presenza in Italia con inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali anche se non è ben chiaro allo stato come intenda attuare l’annunciata riorganizzazione» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto sottolineando anche che «la disdetta della contrattazione integrativa di riferimento complica ulteriormente la vertenza di lavoratrici e lavoratori che non possono neanche contare su un contratto nazionale di riferimento della grande distribuzione organizzata».
Per il sindacalista «è necessario ricondurre la ristrutturazione ad un serio confronto di merito con i sindacati su chiusure e cessioni al fine di individuare una soluzione che consenta di evitare la perdita occupazionale e il mantenimento del perimetro aziendale attraverso nuove politiche commerciali adeguate al format distributivo». «Oltre alla ricerca del profitto – ha concluso Ceotto – l’azienda ha anche una responsabilità sociale di impresa».


Cari amici,

in data odierna si è tenuto il previsto incontro con Sma Simply al fine di continuare l’analisi aziendale in previsione del rinnovo del CIA. L’incontro invece ha preso una deriva significativamente diversa! L’azienda ha comunicato i risultati, al momento parziali, della trattativa in atto a Termoli sulla chiusura del punto vendita, comunicandoci altresì la cessione di due punti vendita su Roma e una indefinita riorganizzazione aziendale che passerà attraverso ulteriori cessioni e chiusure, nonché la disdetta del CIA stesso con la messa in discussione del premio aziendale.

Quindi ci siamo riuniti in coordinamento unitario dei delegati e delle strutture e abbiamo definito la prosecuzione dello stato di agitazione, la convocazione di assemblee sindacali in tutti i punti vendita per la giornata di sabato 29 settembre e la proclamazione di 8 ore di sciopero da organizzare a livello locale.

In allegato trovate il volantino da distribuire ai lavoratori contenenti tutte le informazioni rispetto all’incontro e alle azioni di lotta che abbiamo definito. Vi preghiamo di garantire massima diffusione anche a mezzo social media.

Cordiali saluti.


Ricevuta stamane la comunicazione ai sensi dell’art. 4 L.223/91 con la quale la Roberto Abate S.p.A., società che opera nella grande distribuzione dal 1979 attaverso marchi come “Familia”, “A&O” e “Ard” e che conta complessivamente più di 900 dipendenti, comunica la propria volontà di procedere al licenziamento di 175 unità, dislocate nelle province di Catania, Messina, Siracusa ed Enna.

“Abbiamo già provveduto a richiedere un incontro per esperire l’esame congiunto – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – nel corso del quale affronteremo la questione cercando dei percorsi a salvaguardia dell’occupazione, anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali. Nonostante le gravi criticità comunicateci attraverso la procedura, riteniamo che si possano e si debbano trovare strade alternative ai licenziamenti del personale”.

Da quanto si evince dalla comunicazione, per la società la grossa perdita di fatturato registrata negli ultimi anni è da imputare sia all’impoverimento della popolazione locale che all’aggressiva campagna di concorrenza venutasi a creare recentemente con l’apertura di nuovi punti di vendita di grandi catene internazionali.
“Ribadiamo la necessità di avviare confronti tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, Assessorato Regionale alle Attività Produttive, Assessorato al Lavoro ed Enti locali in modo da coniugare al meglio le opportunità che scaturiscono dalle aperture di nuovi esercizi commerciali con interventi che comunque non compromettano la continuità degli esercizi commerciali già esistenti sul territorio.Il nodo della questione è sempre lo stesso – conclude la Sindacalista – facilitare ogni percorso che porti attraverso la sana imprenditoria a nuova occupazione senza dimenticare che abbiamo il compito di tutelare l’occupazione già esistente”


COMUNICATO STAMPA

DECRETO DIGNITA’, LA FISASCAT CISL A CONFRONTO SUI CONTENUTI DEL DL 87/2018 E SUGLI EFFETTI DEL PROVVEDIMENTO SULL’OCCUPAZIONE NEL COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI.
GUARINI: «APPREZZABILE LA STRETTA SULLE DELOCALIZZAZIONI SELVAGGE, NECESSARIO MIGLIORARE NORMATIVA SU LAVORO OCCASIONALE E ACCESSORIO»

Roma, 19 settembre 2018 – Le buone intenzioni del Decreto Dignità (DL 87/2018) non bastano a stemperare le perplessità della Fisascat Cisl sugli effetti del provvedimento normativo sull’occupazione nel commercio, turismo e servizi. A confronto sui contenuti del testo di Legge che~detta le nuove norme del mercato del lavoro, la categoria cislina rilancia sulla necessità di rivisitare la nuova disciplina del lavoro occasionale, dalla reintroduzione dei voucher nel settore turistico ai nuovi limiti sul ricorso al contratto a termine ed alla somministrazione lavoro, tipologie contrattuali in crescita nei diversi nel terziario privato dove anche è necessario ripensare ad un sistema di ammortizzatori sociali dedicati.
«Pur apprezzando le norme sulle delocalizzazioni selvagge e sui divieti alla pubblicità del gioco d’azzardo il risultato del Decreto Dignità nel suo complesso rischia di produrre risultati controversi» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini introducendo la giornata di approfondimento sulla nuova normativa illustrata nel dettaglio da Livia Ricciardi del Dipartimento Cisl Mercato del Lavoro.
«Quello del mercato del lavoro è un cantiere perennemente attivo nel quale non devono prevalere atteggiamenti preconcetti e dogmatici, ma un approccio laico ai problemi che lo contraddistinguono. In tal senso crediamo vada migliorata la normativa sul lavoro occasionale ed accessorio al fine di evitare contenziosi, ridurre le possibilità di piegare tale strumento alla copertura di casi di lavoro irregolare e non far ricadere sul prestatore oneri economici insensati» ha aggiunto Guarini. Il sindacalista è intervenuto anche al dibattito sulla reintroduzione della Cigs per cessazione di attività annunciata dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. «Non dimentichiamo che i settori privati del commercio, turismo e servizi sono tradizionalmente esclusi dal sostegno al reddito ordinario e la cancellazione dell’intervento straordinario in caso di cessazione creò non pochi problemi negli anni della crisi in questi settori, il cui andamento è strettamente correlato anche alla capacità di spesa dei consumatori» ha evidenziato Guarini sottolineando «il ruolo di sostegno al reddito che potrebbero svolgere i fondi di solidarietà bilaterali di origine contrattuale».
Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice «i contenuti relativi al mercato del lavoro impongono alle organizzazioni sindacali un costante lavoro di verifica in sede applicativa» e «le apparentemente ragionevoli motivazioni che hanno indotto il legislatore a reintrodurre elementi restrittivi rispetto alle causali ed alla durata dei contratti a termine potrebbero impattare negativamente sui tanti rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere e che, stante la difficoltà in cui si dibatte l’economia nazionale, non solo non potrebbero essere consolidati con una trasformazione a tempo indeterminato, ma addirittura esaurirsi ed imporre a tanti lavoratori del commercio, turismo e servizi, soprattutto giovani, la risoluzione del rapporto di lavoro essendo impossibile attivare ulteriori proroghe».Il sindacalista ha stigmatizzato anche «la reintroduzione dei voucher nel settore turistico, dove la contrattazione collettiva nazionale del settore già prevede meccanismi di flessibilità regolamentata che tiene conto della stagionalità strutturale che caratterizza il comparto».
E’ il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra a sottolineare nell’intervento conclusivo della giornata di approfondimento che «il contrasto alla precarietà non si ottiene soltanto riducendo le possibilità per le imprese di assumere a termine ma anche contrastando forme di precarietà e sfruttamento più gravi, dalle cooperative spurie, all’abuso dei tirocini e alla vasta platea di false partite iva che celano rapporti di lavoro subordinato e incentivando il lavoro stabile a tempo indeterminato». Sbarra ha rilanciato poi sulla necessità «di avviare un tavolo di confronto Governo Parti Sociali sugli interventi in materia di mercato del lavoro», sollecitato ieri congiuntamente da Cgil Cisl Uil al ministro Di Maio, anche rispetto alle misure che saranno definite nella prossima Legge di Bilancio 2019 «con particolare riferimento alla normativa sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ed in caso di cessazione di attività ed alle politiche attive del lavoro con il potenziamenti dei centri per l’impiego e dela raccordo tra questi e le agenzie di somministrazione». Il sindacalista ha infine espresso l’auspicio «sulla creazione di nuovi posti di lavoro attraverso i necessari investimenti di adeguamento delle infrastutture e sulla riforma fiscale, sul sistema previdenziale italliano ma anche su innovazione, ricerca e impresa 4.0».


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SICUREZZA PRIVATA, RIPARTE LA MOBILITAZIONE SINDACALE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE SCADUTO NEL 2015 E ATTESO DA OLTRE 70MILA ADDETTI.

DELL’OREFICE (FISASCAT CISL): «CCNL STRUMENTO DI REGOLAMENTAZIONE SETTORIALE, URGENTE ARGINARE DUMPING E CONCORRENZA SLEALE»

Roma, 14 settembre 2018 – Riparte la mobilitazione sindacale per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della vigilanza privata e dei servizi integrati di sicurezza sussidiaria scaduto nel 2015 e atteso da oltre 70mila addetti del settore. A 140 giorni dallo sciopero nazionale e dalla imponente manifestazione romana del 4 maggio scorso i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs rilanciano sull’urgenza di riprendere i negoziati con le associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv e le imprese cooperative Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi.  Il coordinamento nazionale unitario, convocato a Roma, ha deciso lo svolgimento di nuove iniziative di mobilitazione con un pacchetto di due giornate di sciopero articolate a livello regionale e nazionale, con manifestazioni e presidi nei centri e nelle piazze più importanti mentre sui luoghi di lavoro sarà avviata una massiva campagna di informazione e diffusione della vertenza attraverso assemblee dei lavoratori.

«E’ necessario diffondere il più possibile le rivendicazioni sindacali affinchè la mobilitazione cresca anche in termini di consenso presso la pubblica opinione» – ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice a margine dell’assise – «come anche c’è bisogno – ha sottolineato – di coinvolgere le amministrazioni centrali e periferiche che hanno competenza in materia di vigilanza privata in quanto il loro ruolo è fondamentale per assicurare un servizio di qualità in un mercato di qualità rispettoso dei diritti dei lavoratori». Ma non solo. «Il mercato dei servizi di vigilanza e sicurezza privata – ha evidenziato Dell’Orefice – ha bisogno del contratto anche come strumento di regolamentazione settoriale imprescindibile». «In questa situazione di stallo contrattuale crescono le imprese che fanno dumping e concorrenza sleale – ha stigmatizzato il sindacalista -che riducono i diritti dei lavoratori facendo emergere la parte peggiore dell’imprenditoria, quella che riesce a mortificare il lavoro e ad affermarsi nelle dinamiche competitive».


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SCUOLE BELLE, IL MIUR RICEVE SINDACATI E LAVORATORI E DICHIARA LA DISPONIBILITA’ ALL’AVVIO DEL CONFRONTO SULLA STABILIZZAZIONE DEI 16MILA ADDETTI AI SERVIZI DI PULIZIA E AUSILIARIATO.
FERRARI (FISASCAT CISL): «IMPEGNATI AL MASSIMO PER ASSICURARE LA CONTINUITA’ OCCUPAZIONALE E DEL REDDITO A TUTTI I LAVORATORI COINVOLTI»

Roma, 11 settembre 2018 – Disponibilità ad avviare uno specifico confronto sulle soluzioni da adottare per la stabilizzazione dei 16mila lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti Appalti Storici addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole italiane, tra cui l’ipotesi della internalizzazione annunciata da esponenti del Governo nei mesi scorsi. Sono queste le rassicurazioni fornite dal Capo della Segreteria del ministro dell’Istruzione Biagio Del Prete, in presenza del Capo Dipartimento Programmazione Daniela Beltrame, del Direttore Generale Risorse Umane e Finanziarie Jacopo Greco e del Dirigente di Gabinetto Rocco Pinneri, ad una delegazione di lavoratrici e lavoratori provenienti dalla Campania, dalla Puglia, dalla Sicilia, dal Lazio e dall’Umbria, unitamente alle segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, ricevuta nel corso della manifestazione unitaria promossa a Roma davanti la sede del dicastero a supporto dell’annosa vertenza che si protrae da oltre 20 anni.Le parti si sono aggiornate tra tre settimane, tempo utile per il ministero di elaborare una bozza di proposta su cui aprire la discussione.
I sindacati, si legge nel verbale di incontro, “hanno rappresentato le preoccupazioni dei lavoratori rispetto il loro futuro ed hanno avanzato la richiesta di ricomporre il Tavolo Politico per poter giungere alla definizione delle soluzioni per garantire la continuità occupazionale e del reddito dei lavoratori”.
In particolare le tre sigle Cgil Cisl Uil hanno denunciato le gravi condizioni in cui versano le lavoratrici e i lavoratori” dei Lotti 5 (Frosinone e Latina) e 6 (Napoli e Salerno) della convenzione Consip “dove da più di un anno le maestranze non vengono retribuite” e “la continua incertezza di ricevere lo stipendio mensile”, spesso “posticipato o rateizzato” come anche le difficoltà che quotidianamente riscontrano “le lavoratrici e i lavoratori che per avere riconosciuta la continuità occupazionale e la garanzia del reddito devono fare centinaia di chilometri al giorno per svolgere le attività di decoro del progetto Scuole Belle”.
«E’ positiva la disponibilità al confronto dichiarata dai vertici del ministero dell’Istruzione che auspichiamo possa definire una soluzione di continuità occupazione e del reddito per le lavoratrici ed i lavoratori, prevalentemente del Mezzogiorno d’Italia, che da oltre due decenni vivono in uno stato di precarietà» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Fabrizio Ferrari a margine dell’incontro al Miur. «Il nostro impegno sarà massimo per assicurare la stabilizzazione dei rapporti di lavoro anche attraverso l’annunciato processo di internalizzazione che dovrà inderogabilmente coinvolgere tutti i 16mila addetti, non uno di meno» ha concluso il sindacalista.

 


La Fisascat Sicilia chiede un incontro all’Assessore Regionale Territorio e Ambiente Toto Cordaro in vista della prossima scadenza delle convenzioni di affidamento delle riserve naturali alle Associazioni Ambientaliste (Legambiente Sicilia, Club Alpino Italiano, W.W.F. Italia, Rangers d’Italia, L.I.P.U., G.R.E., Italia Nostra) prevista per il 31 dicembre 2018.
“Siamo fortemente convinti della necessità di avviare tavoli di confronto per tempo e non immediatamente a ridosso della scadenza delle convenzioni” – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Il personale delle Associazioni Ambientaliste – continua la Calabrò – svolge da anni un servizio di alta professionalità attraverso la conduzione di importanti attività quali conservazione, tutela, recupero ambientale, divulgazione e promozione di una fruizione compatibile all’interno di aree di importante pregio naturalistico del territorio siciliano, assumendo anche, molto spesso, l’importante ruolo di presidi legalità”.
“Abbiamo richiesto un incontro all’Assessore Cordaro per discutere della prossima scadenza delle convenzioni di affidamento ma per affrontare, altresì, gli aspetti connessi alla dotazione di bilancio del capitolo destinato alla gestione del personale delle riserve naturali affidate. Il nostro obiettivo – conclude la sindacalista – è individuare percorsi comuni e condivisi volti a salvaguardare i lavoratori che svolgono un lavoro sociale altamente qualificato all’interno di aree che salvaguardano e promuovono le bellezze naturalistiche della nostra terra contribuendo anche alla promozione dell’immagine della Sicilia, ampliandone l’offerta turistica sia in Italia che all’estero”

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