“In data odierna abbiamo partecipato all’audizione convocata dalla Terza Commissione Consiliare per trattare problematiche della Reset ScpA, con particolare riguardo alla cassa integrazione richiesta dalla società. Durante l’incontro abbiamo stigmatizzato l’assenza dei vertici aziendali e dell’Assessore Marino che ha la delega alle partecipate comunali e dichiarato a gran voce la nostra contrarietà al ricorso alla cassa Covid per i lavoratori Reset il cui incontro per l’esperimento dell’esame congiunto si è svolto qualche ora dopo – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – E’ paradossale che una partecipata di questo calibro, che negli ultimi mesi si è impegnata in prima linea sanificando gli uffici comunali, degli impianti sportivi e dei luoghi pubblici debba fare ricorso alla cassa integrazione. I lavoratori della Reset, anche durante questa pandemia, non si sono tirati indietro ma hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con dedizione e senso di abnegazione. A poco servono dunque gli accordi siglati con i vertici societari discutendo concretamente di incremento ore lavorative, welfare aziendale e buoni pasto, se, col passare degli anni, le parole non si traducono in fatti ma restano soltanto proclami e vane promesse. Qualora la Società perseveri nella determinazione di ricorrere all’ammortizzatore – conclude la Calabrò – i lavoratori verrebbero penalizzati per l’ennesima volta, riducendo ancor più il loro compenso già di per sé esiguo. Reset ha bisogno di soluzioni strutturali e non di idee tampone che sono sempre e comunque a carico dei lavoratori. Il Comune di Palermo dovrebbe invece valorizzare Reset promuovendone azioni e progettualità invece di pensare a malsani interventi di una cassa integrazione Covid che, a nostro avviso, non sono coerenti con la realtà di Reset”.


#CONTRATTOADESSO

Con questo hashtag Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia comunica che è tutto pronto per la manifestazione unitaria del 21 ottobre presso la Prefettura di Palermo alle ore 14, organizzata insieme a Filcams Cgil e UIltrasporti, per sostenere la vertenza che coinvolge diverse migliaia di lavoratori siciliani del settore imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi, in attesa del rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di 7 anni.

“Ci sarà un collegamento telematico con Roma per chiedere a gran voce alle associazioni datoriali e alle imprese il rinnovo del Contratto nazionale – continua la Calabrò – dopo che la trattativa si è arenata. È necessario definire il trattamento economico e normativo, sottolinea Calabrò, che riconosca dignità a questi lavoratori che, sono stati in prima linea durante il periodo emergenziale negli ospedali, Enti pubblici e privati, uffici, ancora a tutt’oggi in cui si registra una decisa impennata dei contagi. Ormai le parole al vento delle associazioni datoriali, le quali avevano dichiarato la volontà di rinnovare il CCNL, devono tradursi in fatti – conclude Mimma Calabrò – il tavolo si deve riaprire ed la rigidità delle associazioni datoriali deve lasciare spazio alla concertazione che porti alla firma del nuovo contratto”.


“Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui i vertici di Reset avrebbero intenzione di chiedere l’attivazione della cassa integrazione per gli operai della società. Sarebbe l’ultima beffa per i 1374 lavoratori della partecipata del Comune di Palermo nei confronti dei quali si gioca sempre al ribasso. Attendiamo di ricevere comunicazioni ufficiali dall’assemblea dei soci.
Si può dire, senza temere di essere smentiti, che si tratta di una partecipata di Serie B. Ormai da anni si firmano accordi che restano lettera morta e si parla dei incremento delle ore lavorative, di wellfare aziendale, buoni pasto e tanto altro ancora. L’amare verità è che nulla di tutto ciò si è mai concretizzato.
Ora si aggiunge la beffa della cassa integrazione che va a intaccare il già risicato compenso che spetta ad operai ai quali vengono demandati servizi decisivi per la collettività anche in periodo di pandemia. Ci sono operai che per compiere il loro dovere hanno contratto il Covid, ma per la cenerentola della partecipate vanno di moda solo parole come ‘tagli’, ‘crisi’. Si preferisce girarsi dall’altra parte e non prendere atto che i lavoratori Reset sono indispensabili per la collettività”.

Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia


Appena conclusosi l’incontro con la direzione aziendale di Coop Alleanza sulla riorganizzazione della rete commerciale in Sicilia. Anche in data odierna, Coop ha ribadito la decisione abbandonare definitivamente la gestione diretta dell’intera rete vendita siciliana, così come previsto nel loro piano di ristrutturazione, cedendo il marchio in franchising.

“Coop continua imperterrita nella sua decisione di abbandonare l’isola – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – nonostante, come Fisascat, abbiamo ribadito la nostra disponibilità a risolvere le criticità persistenti attraverso un confronto che, come avvenuto per la regione Puglia, ha permesso il rilancio della rete vendita con gestione diretta. Alla luce di quanto emerso nell’incontro odierno – continua la sindacalista – oggi più che mai, si è rivelato fondamentale per i lavoratori la sottoscrizione dell’accordo quadro nazionale del 23 luglio 2020 (che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2023) con il quale si garantisce il perimetro commerciale e occupazionale evitando il paventato “effetto spezzatino” che, con il persistere della crisi della grande distribuzione organizzata, potrebbe condannare le strutture vendita più grandi come gli iper, che lamentano essere i meno performanti, ad un futuro più che mai incerto. Grazie a questo accordo – conclude la Calabrò – è stato ribadito anche oggi che l’eventuale cessione debba essere fatta ad un unico soggetto al fine di garantire i diritti di tutti i lavoratori interessati. Coop manterrà dunque gli impegni presi in fase di accordo quadro rimanendo in gestione diretta fino al completamento dell’eventuale cessione del ramo d’azienda. Come Fisascat, abbiamo chiesto di seguire la vertenza passo passo alla presenza di tutti gli attori del mondo cooperativistico, al fine di remare tutti nella stessa direzione, avendo come unico e solo obiettivo la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.


“Appreso proprio pochi istanti fa dell’accordo commerciale raggiunto tra CDS e il gruppo Famila. Il gruppo CDS, che nel 2015 ha acquisito la rete vendita a insegna Carrefour di Palermo e Trapani, ha duuque determinato di unirsi al gruppo lombardo Selex che sbarca dunque in Sicilia attraverso l’insegna Famila – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Non possiamo dunque che commentare positivamente la nuova determinazione commerciale assunta dal gruppo Romano che decide di cambiare insegna ai propri negozi affidandosi al label Famila, un brand che già gode di ottima immagine nella Sicilia orientale. Ben venga qualsiasi operazione che, salvaguardando i livelli occupazionali e reddituali dei lavoratori e mantenendo la rete vendita, possa dare nuovo impulso al settore della grande distribuzione organizzata nella regione siciliana in una prospettiva di sviluppo”


“La parola d’ordine è prudenza. Essere prudenti e responsabili oggi significa difendere il lavoro. Si assiste da alcuni giorni all’aumento dei contagi da Covid a Palermo e più in generale in Sicilia. Il nostro invito alle aziende – spiega Mimma Calabrò, segretario generale Sicilia della Fisascat Cisl – è di fare rispettare i protocolli sanitari, sia sul fronte del distanziamento sociale che su quello dell’utilizzo dei presidi sanitari di protezione. Ci riferiamo sia agli impiegati nei settori commerciali e dei pubblici esercizi, che in quelli della sicurezza, delle pulizie e delle mense, anche ospedaliere. Tutta gente esposta a maggiore rischio di contagio. Siamo certi della sensibilità dei datori di lavoro a cui abbiamo già inviato una lettera per chiedere loro di tenere alta l’attenzione.
L’imperativo per noi resta: lavorare in piena sicurezza. Oggi più che mai serve un innalzamento dei livelli di protezione per difendere lavoratori e lavoro”.
In questo contesto, il sindacato torna a porre l’accento su un tema assai caro.
“Lanciamo un invito al presidente della Regione – continua la Calabrò – affinché si rivedano anche gli orari di apertura domenicali e festivi delle attività commerciali. È di domenica, infatti, che i lavoratori e le lavoratrici vorrebbero peraltro godere del meritato giorno di riposo settimanale in modo da conciliare i tempi del lavoro con le esigenze familiari”.


Così esordiscono i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs.
I lavoratori di Nuova Cucina Siciliana da due mesi non percepiscono stipendio a fronte dei loro colleghi dipendenti dell’azienda La Cascina Global Service che hanno percepito regolarmente le retribuzioni.
Le due Aziende, in ATI, forniscono il servizio di pasti veicolato per l’ASP di Palermo, affermano i tre segretari Generali di Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs Sicilia, rispettivamente nell’ordine Giuseppe Aiello, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, abbiamo sollecitato il pagamento di quanto spettante ai lavoratori della Nuova Cucina Siciliana, chiedendo al contempo all’Azienda capogruppo di sostituirsi nel pagamento in solido.
Inoltre, aggiungono i tre segretari, abbiamo dovuto attivare la procedura di raffreddamento e di conciliazione trattandosi di servizio pubblico, visto il mancato riscontro alle nostre richieste in favore del lavoratori. Inoltre, durante l’esame congiunto svoltosi giovedì u.s., abbiamo invitato le rispettive aziende ognuna per la propria competenza ad una riflessione con senso di responsabilità, affinché vengano corrisposti immediatamente gli stipendi.
E’ altresì emerso che le motivazioni dei ritardi da parte di Nuova Cucina Siciliana sarebbero dovute a questioni interne alle due aziende, fermo restando che per i sindacati al momento ne stanno pagando le conseguenze solo i lavoratori.
Ci attiveremo con tutte le procedure a tutela di questi lavoratori, concludono i sindacati, visto che il verbale di esame congiunto si è concluso con esito negativo, preannunciano uno sciopero nei prossimi giorni dinnanzi la Prefettura di Palermo.


Scendono in piazza domani i 2622 Ex Pip. Il 12 agosto, infatti, la Corte Costituzionale si è pronunciata negativamente sul passaggio dei lavoratori Ex Pip in Resais, bocciando gli articoli della finanziaria regionale del 2018 che stabilivano il percorso di stabilizzazione di questi eterni precari.

“E’ impensabile che ogni qualvolta si è sul punto di raggiungere l’obiettivo di dare dignità a questi lavoratori, che aspettano da oltre un ventennio la tanto agognata stabilizzazione, puntualmente accade qualcosa che va nella direzione opposta – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Non si può permettere che questi lavoratori vengano semplicemente gettati nel dimenticatoio. Si tratta di lavoratori e lavoratrici che svolgono con dedizione ruoli indispensabili per la collettività all’interno di ospedali, scuole, pubbliche amministrazioni, enti locali. Il 10, l’11 e il 14 abbiamo indetto un sit-in unitamente alle altre sigle sindacali. Saremo, insieme ai lavoratori, davanti la Presidenza della Regione per chiedere risposte certe al Presidente Musumeci che ha più volte dichiarato l’esistenza di un piano B in caso di pronunciamento sfavorevole da parte della Corte Costituzionale – conclude la sindacalista – E’ ora che questi lavoratori ricevano risposte certe!”


“Finalmente una buona notizia. Abbiamo appreso che Lidl, azienda tedesca leader nel settore della Gdo, a partire dal prossimo 7 settembre, darà il via alle candidature per la ricerca di nuovo personale per l’apertura del nuovo punto vendita di Carini” – a commentare la notizia è Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – “Apprendiamo con favore che, a differenza di tanti colossi del settore che hanno deciso di abbandonare la Sicilia, Lidl continui a investire sulla nostra regione puntando concretamente sui giovani. L’apertura di un nuovo punto vendita a Carini, che si aggiungerebbe ai 7 già presenti sul territorio palermitano, rappresenta un segnale importante per un territorio come quello carinese che, negli ultimi anni, ha assistito ad un graduale processo di desertificazione attraverso la chiusura di tante attività – continua la sindacalista – In un periodo in cui le multinazionali lasciano il territorio cedendo fette importanti di mercato a imprenditori locali, auspichiamo che la scelta di Lidl possa essere seguita da tante altre aziende, dando nuovamente alla città di Carini quel ruolo di polo industriale detenuto fino a pochi anni fa – conclude la Calabrò – Reduci del travagliato periodo dovuto alle centinaia di richieste di cassa integrazione da Covid-19, auspichiamo che l’esempio di Lidl possa fare ben sperare non soltanto i migliaia di giovani siciliani che vogliono continuare a rimanere nella nostra isola ma possa altresì dare nuova occupazione a tutti quei lavoratori che hanno perduto il posto di lavoro”

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