Così esordiscono i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs.
I lavoratori di Nuova Cucina Siciliana da due mesi non percepiscono stipendio a fronte dei loro colleghi dipendenti dell’azienda La Cascina Global Service che hanno percepito regolarmente le retribuzioni.
Le due Aziende, in ATI, forniscono il servizio di pasti veicolato per l’ASP di Palermo, affermano i tre segretari Generali di Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs Sicilia, rispettivamente nell’ordine Giuseppe Aiello, Mimma Calabrò e Marianna Flauto, abbiamo sollecitato il pagamento di quanto spettante ai lavoratori della Nuova Cucina Siciliana, chiedendo al contempo all’Azienda capogruppo di sostituirsi nel pagamento in solido.
Inoltre, aggiungono i tre segretari, abbiamo dovuto attivare la procedura di raffreddamento e di conciliazione trattandosi di servizio pubblico, visto il mancato riscontro alle nostre richieste in favore del lavoratori. Inoltre, durante l’esame congiunto svoltosi giovedì u.s., abbiamo invitato le rispettive aziende ognuna per la propria competenza ad una riflessione con senso di responsabilità, affinché vengano corrisposti immediatamente gli stipendi.
E’ altresì emerso che le motivazioni dei ritardi da parte di Nuova Cucina Siciliana sarebbero dovute a questioni interne alle due aziende, fermo restando che per i sindacati al momento ne stanno pagando le conseguenze solo i lavoratori.
Ci attiveremo con tutte le procedure a tutela di questi lavoratori, concludono i sindacati, visto che il verbale di esame congiunto si è concluso con esito negativo, preannunciano uno sciopero nei prossimi giorni dinnanzi la Prefettura di Palermo.


Scendono in piazza domani i 2622 Ex Pip. Il 12 agosto, infatti, la Corte Costituzionale si è pronunciata negativamente sul passaggio dei lavoratori Ex Pip in Resais, bocciando gli articoli della finanziaria regionale del 2018 che stabilivano il percorso di stabilizzazione di questi eterni precari.

“E’ impensabile che ogni qualvolta si è sul punto di raggiungere l’obiettivo di dare dignità a questi lavoratori, che aspettano da oltre un ventennio la tanto agognata stabilizzazione, puntualmente accade qualcosa che va nella direzione opposta – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Non si può permettere che questi lavoratori vengano semplicemente gettati nel dimenticatoio. Si tratta di lavoratori e lavoratrici che svolgono con dedizione ruoli indispensabili per la collettività all’interno di ospedali, scuole, pubbliche amministrazioni, enti locali. Il 10, l’11 e il 14 abbiamo indetto un sit-in unitamente alle altre sigle sindacali. Saremo, insieme ai lavoratori, davanti la Presidenza della Regione per chiedere risposte certe al Presidente Musumeci che ha più volte dichiarato l’esistenza di un piano B in caso di pronunciamento sfavorevole da parte della Corte Costituzionale – conclude la sindacalista – E’ ora che questi lavoratori ricevano risposte certe!”


“Finalmente una buona notizia. Abbiamo appreso che Lidl, azienda tedesca leader nel settore della Gdo, a partire dal prossimo 7 settembre, darà il via alle candidature per la ricerca di nuovo personale per l’apertura del nuovo punto vendita di Carini” – a commentare la notizia è Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – “Apprendiamo con favore che, a differenza di tanti colossi del settore che hanno deciso di abbandonare la Sicilia, Lidl continui a investire sulla nostra regione puntando concretamente sui giovani. L’apertura di un nuovo punto vendita a Carini, che si aggiungerebbe ai 7 già presenti sul territorio palermitano, rappresenta un segnale importante per un territorio come quello carinese che, negli ultimi anni, ha assistito ad un graduale processo di desertificazione attraverso la chiusura di tante attività – continua la sindacalista – In un periodo in cui le multinazionali lasciano il territorio cedendo fette importanti di mercato a imprenditori locali, auspichiamo che la scelta di Lidl possa essere seguita da tante altre aziende, dando nuovamente alla città di Carini quel ruolo di polo industriale detenuto fino a pochi anni fa – conclude la Calabrò – Reduci del travagliato periodo dovuto alle centinaia di richieste di cassa integrazione da Covid-19, auspichiamo che l’esempio di Lidl possa fare ben sperare non soltanto i migliaia di giovani siciliani che vogliono continuare a rimanere nella nostra isola ma possa altresì dare nuova occupazione a tutti quei lavoratori che hanno perduto il posto di lavoro”


“Riapertura dei servizi mensa per scuole ed università in sicurezza”. Così esordisce Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia, che, a pochi giorni dalla data di possibile riapertura delle scuole, denuncia un silenzio assordante per la riattivazione delle mense scolastiche .

“Un forte ritardo si registra anche per quanto riguarda l’Università, i cui servizi ridotti al momento al solo asporto, sembrano ad oggi, non suscitare alcuna discussione su eventuali riprese a regime.
Necessitano percorsi condivisi e soprattutto con il chiaro obiettivo di individuare la modalità di ripresa dei servizi ,nel rispetto dei piano di sicurezza, per l’anno scolastico 2020/2021” – continua la Calabrò –
“Giusto parlare di riapertura per le lezioni, ma ricordiamo che c’è tutto un sistema che orbita attorno alla frequenza nelle Scuole ed Università, tra cui quello delle mense che, in tutta la Sicilia , impiega circa un migliaio di lavoratori.
Non è tanto meno pensabile che gli ammortizzatori prorogati con il DL Agosto possano essere sufficienti a far fronte alla problematica in questione.
Dato che le Scuole hanno sospeso le lezioni già dal mese di Febbraio u.s., questi lavoratori sono stati tra i primi ad essere posti in ammortizzatore sociale a zero ore, tanto che in alcuni casi si è già dovuto ricorrere agli ammortizzatori ordinari previsti dal CCNL. La situazione è estremamente preoccupante”, – conclude la sindacalista – dobbiamo affrontare il problema a salvaguardia dei posti di lavoro ed anche per assicurare il servizio mensa ai tanti studenti delle Scuole e dell’Università che, per vari motivi come ad esempio la frequenza scolastica con l’ orario prolungato, indispensabile nei casi di genitori lavoratori o per i tanti studenti fuori sede, la cui mancanza del servizio mensa continuerebbe a creare gravi disagi”


Entra sempre più nel vivo la delicata e complicata vertenza che coinvolge i circa 900 lavoratori siciliani della rete vendita COOP Alleanza 3.0. Il livello di allerta resta altissimo” . Queste le parole di Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Sicilia a seguitp dell’incontro svoltosi il 23 luglio scorso tra le organizzazioni sindacali nazionali Filcams, Fisascat e Uiltucs e Coop Alleanza 3.0, nel corso del quale
è emerso, ancora una volta, quanto facile non sia la situazione per la rete vendita siciliana.

“La COOP che negli anni ha fatto dei valori etici, sociali, solidali, legati alla famiglia e mutualità i propri capisaldi – apostrofa la Calabrò – non può comportarsi come un qualsiasi operatore commerciale che, puntando a ristrutturazioni, tiene più conto del ritorno in termini economici che del destino dei suoi dipendenti e delle loro famiglie. Per le lavoratrici e i lavoratori rivendichiamo piani industriali solidi, realizzabili e sostenibili, che possano dare loro certezze, stabilità e tranquillità. In questi anni – continua la Sindacalista – troppi sono stati gli annunci e troppo pochi i fatti. E a pagarne le conseguenze sono stati sempre i lavoratori che, nell’avvicendarsi delle riorganizzazioni societarie, hanno vissuto di tutto. Ammortizzatori sociali, esodi incentivati, armonizzazione dell’orario di lavoro e flessibilità, solo per citarne qualcuno”

Il confronto del 23 luglio, secondo il sindacato, seppur tra tante criticità, rappresenta uno snodo importante per la vertenza siciliana. Con la sottoscrizione dell’accordo quadro, tra le altre, si scongiurano azioni unilaterali da parte della società.
“Coop – continua la Calabrò – si è infatti impegnata, quantomeno in questa prima fase, a non perfezionare la cessione della rete con il soggetto imprenditoriale che ha già formalizzato l’interesse a rilevarla”.
Nei fatti, il piano industriale presentato dalla GDS non soddisfa il sindacato perché, a suo avviso, non garantisce appieno il futuro occupazionale e reddituale dei lavoratori. Per la Fisascat questo piano industriale oresenta tante ombre, non ultimo il fatto che la societa ha già dichiarato un esubero pari a 223 unità full time equivalenti.
“Una parte qualificante dell’accordo quadro – sottolinea la Calabrò – è il fatto che Coop si impegna a non fare della rete vendita uno spezzatino scongiurando, dunque, la possibilità che vengano rilevati solo i mercati performanti a discapito di quelli che registrano maggiori perdite. Per noi la parola d’ordine resta salvaguarda di tutti i livelli occupazionali e del perimetro commerciale. Coop tenga solo conto di piani industriali di imprenditori che assicureranno futuro certo a tutti i lavoratori. Chiunque intendesse manifestare interesse a rilevare la rete vendita, per quanto ci riguarda, non può esimersi dal garantire tutto e tutti.
Confidiamo, comunque, sul fatto che nel corso dell’importante consiglio di amministrazione che si svolgerà nella giornata odierna, la Coop possa rivedere la propia posizione, decidendo di non abbandonare la Sicilia e continuare a gestire direttamente tutti e 12 i punti vendita presenti nella regione. Lanciamo un accorato appello ai soci consumatori affinché sostengano il rilancio di Coop in Sicilia in modo da non disperdere il patrimonio umano e professionale che in tutti questi anni è stato il fiore all’occhiello del sistema cooperativistico.
Siamo fortemente convinti del fatto che Coop nel suo piano di ristrutturazione non possa non tenere conto della posizione dei soci consumatori che, siamo certi, non condivideranno la scelta di Coop abbandonare la Sicilia.
Il confronto è rimandato ai prossimi giorni – conclude la Calabrò – non molleremo la presa, continueremo a rivendicare soluzioni a salvaguardia del perimetro occupazionale e del perimetro commerciale.
Siamo e resteremo a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che si stanno trovando, per l’ennesima volta e loro malgrado, in balia di tante preoccupazioni e pochissime certezze”


E’ ufficiale! Coop Alleanza si appresta a lasciare definitivamente la Sicilia. La Società lo ha reso noto proprio ieri durante l’incontro svoltosi a livello nazionale per la discussione del piano di rilancio aziendale. Saranno pertanto 12 i negozi in dismissione dell’intera rete vendita siciliana che, per il tramite di cessione di ramo d’azienda, dovrebbero essere ceduti come master franchising ad altro imprenditore.

“Non permetteremo che i lavoratori siciliani vengano abbandonati” con queste parole Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia, commenta l’esito dell’incontro svoltosi alla presenza dei vertici aziendali e delle Segreterie Nazionali.

“Una storia travagliata quella dei lavoratori Coop che già a partire dal 2012, anno in cui venne avviata la prima grande riorganizzazione societaria, dovettero cercare di mantenere il posto di lavoro rimodulando il proprio orario lavorativo – afferma la Sindacalista – Un continuo alternarsi di procedure di licenziamento collettivo su altre procedure, fino ad arrivare ad accordi per il ricorso agli ammortizzatori sociali, agli esodi incentivati, all’armonizzazione dell’orario di lavoro fino alla flessibilità. Nemmeno la fusione per incorporazione di Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0 ha sortito gli effetti annunciati dalla Società e tanto auspicati dai lavoratori che temono di veder vanificati gli enormi sacrifici a cui si sono sottoposti negli ultimi anni. Questi ultimi, infatti, auspicavano che, almeno con l’aumento delle vendite registrato in periodo di Covid, si sarebbe potuta verificare una inversione di rotta, smentendo delle voci che giravano ormai da diversi mesi”.

“Seguiremo passo passo tutti gli sviluppi della vicenda, sempre a fianco dei lavoratori, con il prezioso contributo di Vincenzo Dell’Orefice, Segretario Fisascat Cisl Nazionale – continua la sindacalista – Saremo intransigenti: i lavoratori hanno bisogno di garanzie. Abbiamo richiesto alla Società che, già nel corso degli incontri previsti per la settimana prossima, vengano resi noti i dati che hanno portato Coop a determinare l’impossibilita della gestione diretta della rete vendita siciliana. Già durante i prossimi incontri dovrebbero essere presenti i soggetti imprenditoriali con i quali la Società ha già avviato il confronto per l’eventuale cessione – conclude la Calabrò – Da Coop Alleanza esigeremo garanzie e responsabilità sui possibili soggetti subentranti; alla Società che dovrebbe subentrare, invece, chiederemo un solido piano industriale che possa dare certezze occupazionali e di tenuta del perimetro commerciale che Coop non è riuscita mai a concretizzare”


La conferenza stampa di oggi si realizza per rendere pubblica e ufficiale la posizione delle Segreterie Regionali Filcams Fisascat e Uiltucs rappresentate da Monja Caiolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto contro le aperture domenicali e festive. La liberalizzazione selvaggia delle aperture degli esercizi commerciali sancita dalla circolare della Protezione civile prima e dall’ordinanza regionale dopo non ha tenuto in alcun conto della posizione espressa dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori ma neanche di quella dei tanti datori di lavoro che sono favorevoli alla chiusura . Anche oggi tanti datori di lavoro si sono collegati in videoconferenza ed hanno espresso la propria posizione spiegando che il rilancio dell’economia non si realizza con l’apertura domenicale .anche qualche sindaco ha partecipato alla conferenza stampa ribadendo che il lavoro domenicale sgretola le famiglie ed è diventato un problema sociale. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di chiudere in questa fase in cui c’è ancora l’emergenza sanitaria ma hanno altresì ribadito che è necessario regolamentare la materia tenendo conto della posizione di tutti i soggetti che operano in questo settore e non soltanto di una parte. per tenere alta l’attenzione sul tema delle aperture domenicali è stato organizzato un flash mob a Piazza Politeama alla ore 11 .la medesima iniziativa verrà replicata domenica nelle altre province siciliane auspicando che l’assessore Turano convochi entro giugno il tavolo di confronto promesso per trovare una soluzione condivisa

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