“Abbiamo appena appreso positivamente della ulteriore proroga dell’appalto di pulizia dei mezzi Amat di Palermo fino al prossimo 30 settembre. Un’altra boccata di ossigeno per i 40 lavoratori che, da anni, svolgono il servizio” – a commentare la notizia è Mimma Calabrò, alla guida della FISASCAT Cisl Palermo Trapani, che continua – “Nelle scorse settimane sembrava concretizzarsi sempre più l’ipotesi di una internalizzazione del servizio da parte del Comune di Palermo in favore della Reset. Tale determinazione sarebbe ricaduta negativamente sui 40 lavoratori, gettandoli nello sconforto della disoccupazione. La proroga – precisa la sindacalista- pur rappresentando una risposta immediata e necessaria al problema, non è comunque sufficiente. Nei prossimi mesi, la Governance dell’Amat e il Comune di Palermo devono infatti assumere un impegno definitivo a tutela di questi lavoratori. È impensabile che non soltanto si generi disoccupazione affidando il servizio alla Reset ma, per di più, tale affidamento non risolverebbe le problematiche lamentate da anni dai lavoratori della partecipata comunale che ancora attendono, ma giustamente pretendono, che vengano rispettati gli accordi a tutela dei loro diritti a tutt’oggi loro negati. Un eventuale intervento della Reset per gli stessi servizi ingenererebbe solo cannibalismo sociale. Di proroga in proroga, si lede la serenità dei lavoratori e delle loro famiglie che vivono costantemente segnando il passare dei giorni sul calendario. Non abbasseremo dunque la guardia! – conclude la Calabrò – Chiediamo che, nelle more di tale ulteriore proroga, si definisca positivamente questa incresciosa vertenza. Continueremo a rimanere vigili sempre a fianco dei lavoratori”.


“Gli oltre 400 lavoratori del gruppo Gamac possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. L’Amministratore Giudiziario della Società ha infatti appena comunicato che i 13 punti vendita di Palermo e provincia sono stati trasferiti, per fitto di ramo di azienda, a più imprenditori locali – con queste parole la leader della Fisascat Cisl Palermo Trapani Mimma Calabrò commenta la notizia appena resa nota – L’iter per il trasferimento del ramo di azienda che avrebbe dovuto coinvolgere tutte le unità produttive del gruppo, era già stato avviato all’inizio del 2021 ma escludeva gli addetti amministrativi. Come Fisascat – continua la sindacalista – avevamo sin da subito contestato quella procedura, conclusasi poche settimane dopo con un nulla di fatto a causa del sequestro delle attività avvenuto nello scorso mese di febbraio. Questa volta, dunque, sembra che il percorso possa finalmente essere perfezionato con la tutela di tutti i livelli occupazionali a far data dal prossimo 2 agosto. Un plauso dunque all’Amministratore Giudiziario, dott. Cataldo Leone e al suo staff, per aver definito celermente il complesso percorso che ha portato alla definizione della vicenda. Restano comunque da definire – conclude la Calabrò – gli ulteriori passaggi con le società subentranti, con le quali ci incontreremo già il 27 luglio, per il perfezionamento della cessione dei punti vendita. Continueremo a seguire passo passo la vicenda, sempre a fianco dei lavoratori per tutelare i loro diritti”.


“Apprendiamo con una nota appena ricevuta, che la Reset sta predisponendo un’offerta economica per l’affidamento in house del servizio di pulizia degli autobus dell’Amat di Palermo con una probabile durata di 24 mesi – a commentare la notizia è Mimma Calabrò, Segretario generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Secondo quanto appreso dalla comunicazione societaria, i lavoratori selezionati sarebbero impiegati per un numero di 40 ore settimanali per l’intera durata della commessa. E’ evidente che qualora il servizio dovesse essere affidato alla Reset si innescherebbero meccanismi che potrebbero definirsi di cannibalismo, operando distinzioni fra lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Soltanto 24, infatti, sarebbero i lavoratori che verrebbero deputati a tale servizio. Di certo non è questa l’esigibilità degli accordi firmati che avrebbero già dovuto portare i 1311 lavoratori Reset ad una condizione di normalità. Questo è soltanto un piatto di lenticchie per poche unità alle quali viene chiesto di svolgere un lavoro pesante a fronte di un aumento di ore e a tempo determinato facendo leva sul bisogno dei lavoratori Reset di avere il tanto auspicato aumento di ore. A nostro avviso, tale scelta intrapresa da Reset ha il solo obiettivo di “fare cassa” – continua la sindacalista – Perché, piuttosto, il Comune di Palermo non attivi una vera mobilità interaziendale in maniera più completa e compiuta? I lavoratori Reset meritano molto di più. E’ ora che venga garantita loro la stessa dignità dei lavoratori delle altre partecipate anche perché è stata ampiamente riconosciuta la qualità dei servizi resi da tutti dipendenti, ancor più dall’inizio della pandemia che stiamo ancora vivendo. Tale operazione di cannibalismo getterebbe nella disperazione causata dalla disoccupazione i 40 lavoratori che già svolgono servizio di pulizia dei mezzi Amat con sole due ore e mezzo al giorno, lavorando anche di notte e in condizioni di difficoltà e disagio. Già alcuni anni fa – ricorda la Calabrò – il Comune di Palermo e l’Amat stavano attuando una operazione simile ma, dinanzi agli atti di disperazione dei lavoratori, il Sindaco fece loro la promessa che non si sarebbe mai più verificata un’operazione di cannibalismo di questo tipo finché lui fosse stato in carica – conclude la Calabrò – Che ben venga una eventuale mobilità di lavoratori Reset in Amat ma solo per incrementare e migliorare i servizi resi da Reset alla collettività ma non a discapito di altri lavoratori. Chiediamo, pertanto, al Sig. Sindaco di intervenire urgentemente per evitare che i 40 lavoratori dell’Amat vengano fagocitati e che la sua promessa non si riveli una “promessa da marinaio”.


“Sono passati ben 100 giorni da quando il Consiglio Comunale ha deciso di rivedere le determinazioni assunte con la bocciatura dell’atto aggiuntivo alla convenzione urbanistica a suo tempo stipulata tra il Comune di Palermo e la Migliore Spa ma, ad oggi, tutto tace”. Ad accendere nuovamente i riflettori sulla vertenza è Mimma Calabrò, Segretario generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani.

“Proprio pochi giorni dopo l’iniziale bocciatura – spiega la sindacalista – il Comune di Palermo aveva deciso di rivedere la propria posizione chiedendo alla Curatela Fallimentare del Grande Migliore di integrare la documentazione in loro possesso per chiarire i dubbi sollevati in seno al Consiglio Comunale al fine di poter formulare una nuova proposta deliberativa. In tempi brevissimi il Curatore Fallimentare, Avv. Alberto Marino, ha prontamente provveduto a fornire quanto di sua compenza ma, ancora una volta, la situazione sembra essersi nuovamente arenata. Dobbiamo aspettare che si ripeta quanto già accaduto in passato quando la prima richiesta di proroga dell’atto aggiuntivo presentata dalla Curatela è approdata in aula soltanto dopo 10 mesi? Non bisogna dimenticare che, giorno dopo giorno, aumentano sempre più gli interessi passivi vantati dagli istituti bancari creditori riducendo, conseguentemente, le somme derivate dalla vendita che dovrebbero soddisfare le richieste degli ex dipendenti che, nel tempo, hanno maturato spettanze mai corrisposte, frutto del loro lavoro in azienda. Parliamo di migliaia e migliaia di euro di stipendi non corrisposti per 269 lavoratori che, oltre a non avere più alcuna copertura data dagli ammortizzatori sociali, vedono naufragare la speranza che, attraverso il cospicuo ricavato della vendita dell’immobile, possano recuperare quanto loro dovuto. E’ veramente un peccato pensare che un immobile di tali dimensioni e con una posizione strategica dal punto di vista commerciale possa perdere la propria appetibilità, in quanto chi potrebbe aggiudicarselo all’asta dovrebbe ricominicare l’intero iter per la concessione urbanistica. Lanciamo pertanto un appello al Presidente del Consiglio Comunale affinchè calendarizzi quanto prima la seduta consiliare. Confidiamo che queste integrazioni possano essere risolutive per la questione e dare speranza agli ex lavoratori del Grande Migliore che, da troppo tempo, aspettano ancora risposte – conclude la sindacalista – Non vogliamo pensare che per posizioni preconcette di logiche partitiche di maggioranza e minoranza si facciano scelte che danneggiano i lavoratori e, più in generale, la città di Palermo”.


Ritornano in piazza le lavoratrici e i lavoratori del settore gioco legale delle sale bingo, sale scommesse e gaming halls di Palermo e Trapani per lanciare un appello alle istituzioni affinchè si ricordino che sono migliaia gli addetti da troppo tempo fermi a causa dello stop al settore gioco legale.
“FATECI RIAPRIRE” questo il messaggio del flash mob di stamane, a Palermo in Piazza Politeama, lanciato dai lavoratori del settore gioco legale che, insieme alla FISASCAT CISL Palermo Trapani, a gran voce hanno ricordato di esserci. Di essere in tanti. Migliaia di lavoratori ormai stanchi di attendere, invano, che venga prevista una data di riapertura delle sale.
“Le attività del gioco legale contano, ad oggi, 301 giorni di chiusura. Questo dato per le lavoratrici e lavoratori del settore si traduce, sempre ad oggi, in 301 giorni di cassa integrazione. I lavoratori e loro famiglie sono allo stremo” con queste parole Mimma Calabrò Segretario generale FISASCAT Cisl Palermo Trapani spiega il motivo per cui il Sindacato ritorna in piazza al fianco dei lavoratori.
“Nonostante, infatti, la sottoscrizione dei protocolli sanitari che assicurano le aperture delle sale del gioco legale in piena sicurezza sia per i lavoratori che per i fruitori – continua la Sindacalista – nel cronoprogramma delle graduali riaperture previste dal Governo, non è stata ancora calendarizzata alcuna data possibile di riavvio delle attività. Da un lato il gioco legale fermo. Dall’altro il gioco illegale che in questi lunghi 7 mesi di inattività ha trovato terreno fertile per incrementare il malaffare, alimentando anche un sistema di gioco occulto fuori dalle sale da gioco”.
“Siamo chiusi da oltre 7 mesi perché hanno definito il nostro lavoro non essenziale – dichiara Roberta Messina lavoratrice del KURSAAL Bingo SO.LE. – ma chi decide cosa è essenziale e cosa non lo è? Per noi e per le nostre famiglie questo lavoro è essenziale”.
Posizionati su una cartella del bingo, simbolicamente riprodotta per l’occasione, una rappresentanza di lavoratori del settore gioco legale, in veste di fantasmi, provocati dallo spettro del gioco illegale.
“Scelte non lasciate al caso – spiega la Calabrò – da un lato le lavoratrici e i lavoratori che agli occhi delle Istituzioni si sentono come dei veri e propri fantasmi, dall’altro la provocazione dello spettro del gioco illegale che comunque prolifera. Anche per questo urge una programmazione certa della riapertura del settore che risulta essere tra i maggiormente segnati dalla crisi provocata dall’emergenza pandemica. Che arrivi chiaro e forte, dunque, il messaggio delle lavoratrici e lavoratori. Ci si ricordi – conclude la Sindacalista – che per migliaia di addetti, questo lavoro non è un gioco”.


“Dopo svariati mesi in cui si sono state messe in campo azioni di protesta, sit-in e lettere alle Istituzioni, finalmente riaprono le mense di servizio per la polizia penitenziaria all’interno degli istituti penitenziari siciliani che, a partire dal primo aprile, saranno assunti dalla Ati la cui capofila è la Fabbro Spa” – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – “I lavoratori sono stati lontani dal proprio posto di lavoro non tanto per una situazione legata all’emergenza pandemica che stiamo attraversando, ma, probabilmente, per farraginosi meccanismi burocratici. Lo scorso 25 settembre – continua la sindacalista – i dipendenti e le Organizzazioni Sindacali ricevevano comunicazione dalla COT Ristorazione, allora titolare dell’appalto, dell’imminente sospensione del servizio su disposizione del Provveditorato Regionale della Sicilia ma siamo stati vigili e abbiamo tenuto i riflettori sempre puntati sulla vertenza affinché tutte le parti interessate si facessero carico di una problematica che si è protratta fino alla data odierna – conclude Calabrò – Abbiamo apprezzato il sostegno ricevuto dagli agenti penitenziari che, in tutti questi mesi, hanno subito le conseguenze di tale mancato servizio. Tornare sul posto di lavoro significherà, per circa 70 lavoratori, riconquistare dignità lavorativa e tranquillità economica per le loro famiglie”.


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“Si accendono ancora una volta i riflettori sui lavoratori delle sale Bingo e Gaming Halls che, dallo scorso ottobre, i provvedimenti governativi ne hanno decretato il fermo delle attività” – così esordisce Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – “Si tratta di un settore tra i più colpiti dalle determinazioni dei Decredi di Legge emanati a seguito dell’estenzione pandemica fin dal Marzo 2020. Era stata prevista una mobilitazione a carattere nazionale da realizzarsi in contemporanea in tutte le regioni per il 26 marzo, ma, visto il perdurare ed in alcuni casi anche l’accentuarsi della situazione pandemica ed i conseguenti provvedimenti di inibizione previsti dal Governo, tale manifestazione è stata rinviata – continua la Calabrò – e, nelle more, si terrà un’assemblea nazionale sindacale unitaria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in video conferenza. Necessita mantenere alto il livello di attenzione per un settore che ha messo in campo ogni azione volta a garantire salute e sicurezza deil lavoratori e dei clienti, attraverso protocolli condivisi. Non vorremmo che questo stop determini una crisi ancora più ampia del settore, oggi più che mai messo a dura prova dalle piattaforme on line, con il paventato rischio che si possa favorire il gioco illegale. Siamo in attesa di una nuova data utile per manifestare a sostegno dei circa duemila lavoratori in tutta la Sicilia -conclude Mimma Calabrò – e domani i lavoratori rilanceranno il messaggio già lanciato durante il Flash Mob lo scorso Maggio a Palermo “Il lavoro non è un gioco”e sarà un ulteriore momento utile di confronto al fine di mantenere alta la tensione su tutto il settore”.


COMUNICATO STAMPA
“RAGGIUNTO ACCORDO PER L’ASSUNZIONE DEI LAVORATORI EX FERDICO DEL PUNTO VENDITA TOMMASO NATALE”

“Con questo accordo si è dato prova di quanto importante sia il lavoro sinergico tra Istituzioni, parti sociali e aziende” con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Palermo Trapani commenta a caldo la sottoscrizione dell’accordo appena raggiunto grazie al quale gli oltre 20 lavoratori ex Ferdico dell’unità produttiva di Tommaso Natale di Palermo torneranno presto a lavorare.
“Per i lavoratori è stato un percorso lungo e tortuoso – continua la Sindacalista – contorniato da tante preoccupazioni e poche certezze sul loro futuro occupazionale, allorquando il ramo di azienda nell’anno 2019 è ritornato in capo all’Agenzia dei Beni Confiscati. Oggi, però, possono tutti tirare un sollievo. Il rientro a lavoro è oramai alle porte”.
Massima soddisfazione in casa FISASCAT guidata da Mimma Calabrò che tiene ad aggiungere “parte qualificante dell’accordo è la disponibilità mostrata della Rocchetta Srl, l’azienda a cui è stato assegnato il ramo, di assumere i lavoratori anche prima dell’apertura del punto vendita di Tommaso Natale che, nel frattempo, necessita di interventi di ristrutturazione. Ai lavoratori, dunque, verrà garantito un percorso di ripresa occupazionale, anche attraverso periodi di adeguata formazione per la qualificazione e riqualificazione. Un accordo ancor più significativo se si pensa alla grave crisi sociale ed economica causata dall’emergenza pandemica. In un momento in cui tanti lavoratori, loro malgrado, sono costretti a restare a casa poiché le aziende fanno ricorso agli ammortizzatori sociali, registriamo con grande favore la riassunzione di queste lavoratrici e lavoratori. Un sentito ringraziamento al Coadiutore dott. Gianpiero La Rocca che, previa autorizzazione dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati e del Giudice Delegato, ha consentito il raggiungimento dell’accordo per la costituzione del bacino dei lavoratori al fine di garantire loro l’occupazione nel caso di assegnazione del ramo di azienda”.


“Un altro importante marchio del settore moda si appresta a lasciare la nostra città”. Con queste parole Mimma Calabrò, segretario henerale della Fisascat Cisl Palermo Trapani commenta la notizia.
“Purtroppo, secondo quanto riferito dai vertici aziendali – spiega la sindacalista – negli ultimi anni, il brand, a loro dire, non ha registrato un numero di vendite tale da supportare i costi dello store palermitano. Una situazione aggravata, peraltro, dalla crisi pandemica che ha contribuito ad un ulteriore calo delle vendite. Per tali ragioni, la società è giunta alla determinazione di non rinnovare il contratto di affitto in scadenza al prossimo 31 marzo. Abbiamo chiesto all’azienda di rivedere la sua posizione,laddove la loro decisione fosse stata determinata anche per i costi o la scadenza della locazione, ​visto che i lavoratori si erano già attivati trovando soluzioni alternative, spostandosi in un altro punto vendita. In realtà ci sono altre ragioni. L’azienda, all’incontro tenutosi ieri – continua Calabrò – ha comunicato che la scelta di abbandonare Palermo è frutto di un nuovo piano industriale che vede il capoluogo siciliano tagliato fuori dalla nuova riorganizzazione aziendale. Ma la cosa che ci lascia perplessi è sapere che lo store di Palermo è tra quelli più performanti d’Italia. Lascia ancor di più l’amaro in bocca sentir dire dai vertici aziendali che i 7 lavoratori di Palermo sono tra i migliori d’Italia per competenza, professionalità, capacità di vendita e livello di istruzione visto che, peraltro, molti di loro parlano più lingue. Non possiamo permetterci di perdere queste professionalità sul mercato che sono valore aggiunto per servizi qualificati da rendere soprattutto ai turisti stranieri che ci auguriamo di vedere al più presto tra le nostre vie dello shopping. Non ci gratifica il fatto di vedere riconosciute le qualità e le doti di questi lavoratori se poi le loro professionalità devono essere spese al nord o all’estero – tuona la sindacalista -. E’ inconcepibile che l’azienda decida comunque di lasciare la piazza di Palermo, contribuendo all’impoverimento delle vie dello shopping della nostra città – conclude Calabrò – Metteremo in campo tutte le azioni a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti e delle loro famiglie che, da un giorno all’altro, si stanno ritrovando in una situazione di estrema incertenza per il loro futuro occupazionale”.

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