COMUNICATO STAMPA

Commercio: Sicilia, sindacati chiedono alla Regione chiusura di tutta giornata la domenica e i festivi e anticipo di chiusura serale negli altri giorni

Palermo, 10 nov- I sindacati siciliani di categoria chiedono al governo della Regione di disporre, con apposita ordinanza, la chiusura degli esercizi commerciali per l’intera giornata di domenica e nei festivi. Inoltre, di anticipare l’orario di chiusura negli altri giorni. A sostegno di questa richiesta Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs regionali hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del commercio. La richiesta dei sindacati è in controtendenza rispetto al provvedimento del presidente della Regione del 7 novembre di ritiro una precedente ordinanza che disponeva la chiusura domenicale e nei festivi alle ore 14. “Si è trattato di un atto grave- scrivono Monia Cajolo, Mimma Calabrò e Marianna Flauto nella nota inviata al governo regionale e al presidente dell’Anci Sicilia- incomprensibile. Il superamento dell’ordinanza del 24 ottobre avrebbe avuto senso- rilevano- solo con un’ordinanza più restrittiva, per una maggiore tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e di tutta la collettività, per scongiurare un eventuale ingresso in zona rossa e uscire prima possibile da quella arancione . Cajolo, Calabrò e Flauto rilevato che “ le misure richieste dai sindacati sarebbero anche utili ad allentare i carichi di lavoro e lo stress accumulato dai lavoratori della distribuzione organizzata che durante il lockdown hanno garantito un servizio essenziale, esponendosi al rischio di contagio. L’anticipazione dell’orario di chiusura – aggiungono- sarebbe anche una misura di sicurezza contro eventuali aggressioni, considerando che nel pomeriggio le città si svuotano e il commercio è un settore a prevalente presenza femminile”.I sindacati chiedono dunque un incontro per affrontare anche i temi del ristoro economico ai lavoratori e ai settori colpiti dalla crisi e degli investimenti per la ripresa”.


“Abbiamo appreso dell’ufficialità del rinnovo del contratto per la Rinascente di Palermo per i prossimi 9 anni con la conseguente salvaguardia del posto di lavoro per gli oltre 100 dipendenti che operano al suo interno– commenta a caldo Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Si tratta di un risultato raggiunto grazie alla sinergia che si è creata con le Istituzioni che, al di là dell’appartenenza politica, hanno focalizzato il loro impegno per la risoluzione delle problematiche del territorio e dei lavoratori. Determinante è stato, infatti, l’intervento del Ministero anche attraverso il Sottosegretario al Lavoro Steni Di Piazza che, da palermitano, conosce bene le problematiche del territorio e le possibili ricadute che sarebbero scaturite dall’abbandono di Rinascente, soprattutto in una zona, come quella di via Roma, che oggi rasenta la desertificazione. Dato il positivo esito della vertenza – conclude la sindacalista – questo dovrebbe divenire il modus operandi per le altre vertenze nel nostro territorio a salvaguardia di centinaia e centinaia di lavoratori. Auspichiamo, pertanto, che le Istituzioni, lavorando in piena sinergia con le organizzazioni sindacali e le aziende, continuino ad adoperarsi nell’interesse dei lavoratori e della collettività, soprattutto in questo momento di assoluta fragilità per il tessuto economico siciliano”.


Stop all’avvio della cassa integrazione per gli operai della Reset. “Non possiamo che essere soddisfatti – spiega Mimma Calabro segretario generale per la Sicilia della Fisascat Cisl – Nei giorni scorsi, appresa la notizia dell’intenzione di ridurre le ore di lavoro per il personale – spiega Calabrò – c’eravamo opposti con forza alla decisione, con note inviate sia al Sindaco che alla Società il 22 e 23 ottobre scorso, rimarcando la circostanza che si tratta di operai che svolgono attività importantissime per la collettività specie in un momento di pandemia sanitaria. Avevamo altresì stigmatizzato il fatto che a questi lavoratori, di fatto considerati di serie B, venissero negati diritti fondamentali da anni, nonostante le promesse. Speriamo – conclude la sindacalista – che lo stop all’avvio della cassa integrazione significhi, una volta e per tutte, la presa d’atto del ruolo fondamentale dei lavoratori”.
Intanto dal 26 ottobre gli oltre 1300 operai svolgeranno le consuete mansioni nei consueti orari di lavoro.


Ormai ha assunto un taglio drammatico la vicenda dei dipendenti della Nuova Cucina Siciliana (Azienda in ATI con La Cascina Global Service) che ormai da 4 mesi sono senza stipendio.

“Già durante lo sciopero sotto la Prefettura di Palermo ed il successivo sit in, sotto gli uffici dell’Asp, abbiamo sostenuto questi lavoratori che non ricevono il salario da 4 mesi e di cui nessuno si assume l’onere di provare a risolvere la questione.
Come Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, abbiamo chiesto all’ASP di potersi sostituire nei pagamenti, come previsto dalla normative vigente, ma ad oggi l’unico risultato è l’assurda sperequazione tra lavoratori di Nuova Cucina Siciliana che non ricevono emolumenti e quelli de La Cascina che sono regolarmente retribuiti, creando fortissimo tensioni tra gli stessi lavoratori che lavorano per lo stesso servizio. Continueremo la nostra battaglia a tutela di questi dipendenti – affermano rispettivamente Giuseppe Aiello, Mimma Calabrò e Marianna Flauto – precisando che la committenza ha una precisa responsabilità rispetto alla condotta di aziende che lavorano per essa in appalto”


“In data odierna abbiamo partecipato all’audizione convocata dalla Terza Commissione Consiliare per trattare problematiche della Reset ScpA, con particolare riguardo alla cassa integrazione richiesta dalla società. Durante l’incontro abbiamo stigmatizzato l’assenza dei vertici aziendali e dell’Assessore Marino che ha la delega alle partecipate comunali e dichiarato a gran voce la nostra contrarietà al ricorso alla cassa Covid per i lavoratori Reset il cui incontro per l’esperimento dell’esame congiunto si è svolto qualche ora dopo – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – E’ paradossale che una partecipata di questo calibro, che negli ultimi mesi si è impegnata in prima linea sanificando gli uffici comunali, degli impianti sportivi e dei luoghi pubblici debba fare ricorso alla cassa integrazione. I lavoratori della Reset, anche durante questa pandemia, non si sono tirati indietro ma hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con dedizione e senso di abnegazione. A poco servono dunque gli accordi siglati con i vertici societari discutendo concretamente di incremento ore lavorative, welfare aziendale e buoni pasto, se, col passare degli anni, le parole non si traducono in fatti ma restano soltanto proclami e vane promesse. Qualora la Società perseveri nella determinazione di ricorrere all’ammortizzatore – conclude la Calabrò – i lavoratori verrebbero penalizzati per l’ennesima volta, riducendo ancor più il loro compenso già di per sé esiguo. Reset ha bisogno di soluzioni strutturali e non di idee tampone che sono sempre e comunque a carico dei lavoratori. Il Comune di Palermo dovrebbe invece valorizzare Reset promuovendone azioni e progettualità invece di pensare a malsani interventi di una cassa integrazione Covid che, a nostro avviso, non sono coerenti con la realtà di Reset”.


#CONTRATTOADESSO

Con questo hashtag Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia comunica che è tutto pronto per la manifestazione unitaria del 21 ottobre presso la Prefettura di Palermo alle ore 14, organizzata insieme a Filcams Cgil e UIltrasporti, per sostenere la vertenza che coinvolge diverse migliaia di lavoratori siciliani del settore imprese di pulizia, servizi integrati e multiservizi, in attesa del rinnovo del contratto nazionale scaduto da più di 7 anni.

“Ci sarà un collegamento telematico con Roma per chiedere a gran voce alle associazioni datoriali e alle imprese il rinnovo del Contratto nazionale – continua la Calabrò – dopo che la trattativa si è arenata. È necessario definire il trattamento economico e normativo, sottolinea Calabrò, che riconosca dignità a questi lavoratori che, sono stati in prima linea durante il periodo emergenziale negli ospedali, Enti pubblici e privati, uffici, ancora a tutt’oggi in cui si registra una decisa impennata dei contagi. Ormai le parole al vento delle associazioni datoriali, le quali avevano dichiarato la volontà di rinnovare il CCNL, devono tradursi in fatti – conclude Mimma Calabrò – il tavolo si deve riaprire ed la rigidità delle associazioni datoriali deve lasciare spazio alla concertazione che porti alla firma del nuovo contratto”.


“Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui i vertici di Reset avrebbero intenzione di chiedere l’attivazione della cassa integrazione per gli operai della società. Sarebbe l’ultima beffa per i 1374 lavoratori della partecipata del Comune di Palermo nei confronti dei quali si gioca sempre al ribasso. Attendiamo di ricevere comunicazioni ufficiali dall’assemblea dei soci.
Si può dire, senza temere di essere smentiti, che si tratta di una partecipata di Serie B. Ormai da anni si firmano accordi che restano lettera morta e si parla dei incremento delle ore lavorative, di wellfare aziendale, buoni pasto e tanto altro ancora. L’amare verità è che nulla di tutto ciò si è mai concretizzato.
Ora si aggiunge la beffa della cassa integrazione che va a intaccare il già risicato compenso che spetta ad operai ai quali vengono demandati servizi decisivi per la collettività anche in periodo di pandemia. Ci sono operai che per compiere il loro dovere hanno contratto il Covid, ma per la cenerentola della partecipate vanno di moda solo parole come ‘tagli’, ‘crisi’. Si preferisce girarsi dall’altra parte e non prendere atto che i lavoratori Reset sono indispensabili per la collettività”.

Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia


Appena conclusosi l’incontro con la direzione aziendale di Coop Alleanza sulla riorganizzazione della rete commerciale in Sicilia. Anche in data odierna, Coop ha ribadito la decisione abbandonare definitivamente la gestione diretta dell’intera rete vendita siciliana, così come previsto nel loro piano di ristrutturazione, cedendo il marchio in franchising.

“Coop continua imperterrita nella sua decisione di abbandonare l’isola – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – nonostante, come Fisascat, abbiamo ribadito la nostra disponibilità a risolvere le criticità persistenti attraverso un confronto che, come avvenuto per la regione Puglia, ha permesso il rilancio della rete vendita con gestione diretta. Alla luce di quanto emerso nell’incontro odierno – continua la sindacalista – oggi più che mai, si è rivelato fondamentale per i lavoratori la sottoscrizione dell’accordo quadro nazionale del 23 luglio 2020 (che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2023) con il quale si garantisce il perimetro commerciale e occupazionale evitando il paventato “effetto spezzatino” che, con il persistere della crisi della grande distribuzione organizzata, potrebbe condannare le strutture vendita più grandi come gli iper, che lamentano essere i meno performanti, ad un futuro più che mai incerto. Grazie a questo accordo – conclude la Calabrò – è stato ribadito anche oggi che l’eventuale cessione debba essere fatta ad un unico soggetto al fine di garantire i diritti di tutti i lavoratori interessati. Coop manterrà dunque gli impegni presi in fase di accordo quadro rimanendo in gestione diretta fino al completamento dell’eventuale cessione del ramo d’azienda. Come Fisascat, abbiamo chiesto di seguire la vertenza passo passo alla presenza di tutti gli attori del mondo cooperativistico, al fine di remare tutti nella stessa direzione, avendo come unico e solo obiettivo la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali”.


“Appreso proprio pochi istanti fa dell’accordo commerciale raggiunto tra CDS e il gruppo Famila. Il gruppo CDS, che nel 2015 ha acquisito la rete vendita a insegna Carrefour di Palermo e Trapani, ha duuque determinato di unirsi al gruppo lombardo Selex che sbarca dunque in Sicilia attraverso l’insegna Famila – commenta Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Non possiamo dunque che commentare positivamente la nuova determinazione commerciale assunta dal gruppo Romano che decide di cambiare insegna ai propri negozi affidandosi al label Famila, un brand che già gode di ottima immagine nella Sicilia orientale. Ben venga qualsiasi operazione che, salvaguardando i livelli occupazionali e reddituali dei lavoratori e mantenendo la rete vendita, possa dare nuovo impulso al settore della grande distribuzione organizzata nella regione siciliana in una prospettiva di sviluppo”


“La parola d’ordine è prudenza. Essere prudenti e responsabili oggi significa difendere il lavoro. Si assiste da alcuni giorni all’aumento dei contagi da Covid a Palermo e più in generale in Sicilia. Il nostro invito alle aziende – spiega Mimma Calabrò, segretario generale Sicilia della Fisascat Cisl – è di fare rispettare i protocolli sanitari, sia sul fronte del distanziamento sociale che su quello dell’utilizzo dei presidi sanitari di protezione. Ci riferiamo sia agli impiegati nei settori commerciali e dei pubblici esercizi, che in quelli della sicurezza, delle pulizie e delle mense, anche ospedaliere. Tutta gente esposta a maggiore rischio di contagio. Siamo certi della sensibilità dei datori di lavoro a cui abbiamo già inviato una lettera per chiedere loro di tenere alta l’attenzione.
L’imperativo per noi resta: lavorare in piena sicurezza. Oggi più che mai serve un innalzamento dei livelli di protezione per difendere lavoratori e lavoro”.
In questo contesto, il sindacato torna a porre l’accento su un tema assai caro.
“Lanciamo un invito al presidente della Regione – continua la Calabrò – affinché si rivedano anche gli orari di apertura domenicali e festivi delle attività commerciali. È di domenica, infatti, che i lavoratori e le lavoratrici vorrebbero peraltro godere del meritato giorno di riposo settimanale in modo da conciliare i tempi del lavoro con le esigenze familiari”.

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