Si sono conclusi oggi gli incontri per esperire gli esami congiunti a seguito della comunicazione di vendita rispettivamente del Grand Hotel Villa igiea che andrà a Rocco Forte and Family, Hotel delle Palme acquisito dal gruppo Algebris attraverso la Società Argonauti e l’Hotel Excelsior acquisito dalla Luxury Private Properties.
Quanto ai primi due si dovrà attendere il periodo previsto di legge, in quanto soggetti a prelazione da parte della soprintendenza dei beni culturali.
L’hotel Excelsior, invece, sarà di fatto ceduto a far data del primo novembre.
Gli accordi siglati hanno sancito il passaggio di tutto il personale in forza alle medesime condizioni e senza perdita di anzianità, quindi con la massima garanzia dei diritti acquisiti negli anni.
Durante la trattativa, massima attenzione è stata data ai lavoratori in forza presso la società esterna ed ai lavoratori c.d. intermittenti per i quali, tutte e tre le aziende entranti, si sono impegnate, prima della scadenza del 31 dicembre 2018, a realizzare incontri con le organizzazioni sindacali atti a trovare soluzioni a tutela dei livelli occupazionali.

Grande soddisfazione esprime Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Sicilia: “I nuovi gruppi hanno dimostrato enorme interesse sia per le strutture acquisite che per il territorio palermitano e questo non può che essere volano di sviluppo anche per le attività dell’indotto e per quelle commerciali”.

“Le intenzioni di rivalutazione e ristrutturazione di questi hotel, che rappresentano non solo un attrazione turistica d’eccellenza ma anche una espressione storico-culturale della nostra città – continua il Segretario – non possono che trovarci in accordo, ma attraverso questi ci si deve porre l’obiettivo di stabilizzare i lavoratori in alcuni reparti stagionali e creare ulteriore occupazione attraverso un piano industriale della stagione”.

“Attenzioneremo molto fermamente l’operato di queste aziende affinché nessun posto di lavoro, anche atipico, possa essere perso – conclude la sindacalista- e far in modo che lo sforzo intrapreso da ogni dipendente in questi anni con la società uscente Acqua Marcia possa rappresentare un investimento e non una vana speranza “.


COMUNICATO STAMPA

SINDACATO. 12 OTTOBRE 1948 – 12 OTTOBRE 2018: LA FISASCAT CISL FESTEGGIA 70 ANNI DALLA FONDAZIONE.
GUARINI: «ORA CONSOLIDIAMO I RISULTATI DELLA CONTRATTAZIONE E PROIETTIAMOLI VERSO NUOVI TRAGUARDI»

Roma, 12 ottobre 2018 – Buon Compleanno Fisascat! La categoria del commercio, turismo e servizi della Cisl festeggia i suoi primi 70 anni. Anni di sfide, di battaglie e di contrattazione nel segno delle tutele e di relazioni sindacali sempre più capaci di coniugare i bisogni delle imprese con i diritti dei lavoratori.
Un percorso articolato quello compiuto dalla Fisascat Cisl dal 12 ottobre 1948, allora Filsac, ad oggi, costellato di straordinarie conquiste. Come per la bilateralità ed il welfare, frontiere della contrattazione a partire dagli Anni ’90, princìpi che hanno dato luogo a strumenti messi al servizio di imprese e lavoratori.
Su 9milioni di addetti circa tre milioni fanno già parte del sistema dell’assistenza sanitaria integrativa di origine contrattuale, mentre circa due milioni di lavoratori hanno usufruito dei percorsi di formazione professionale erogati dai fondi interprofessionali di settore.
La Fisascat Cisl ha rilanciato il ruolo della previdenza complementare, considerati i tassi di adesione ancora troppo residuali rispetto alla platea occupazionale di riferimento. Da qui l’impegno della categoria nella diffusione e nella promozione della cultura previdenziale, soprattutto tra le giovani generazioni, e sulla obbligatorietà all’adesione al secondo pilastro di origine contrattuale.
Il segretario generale della Fisascat, Davide Guarini, ha evidenziato come ora «occorra consolidare i risultati e proiettarli verso nuovi traguardi, con un rivitalizzato ruolo nella contrattazione e nell’innovazione contrattuale al passo con i tempi, capace di trasferire tutte le nostre capacità verso lo sviluppo del secondo livello, anche rispetto alle sfide del nostro secolo: l’innovazione tecnologica e l’invecchiamento demografico».
Un percorso che la federazione affronterà insieme alla Cisl come ha ribadito Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl che ha concluso la kermesse. «Nuove relazioni sindacali, estensione delle tutele in un perimetro di norme traguardate alla produttività e alla partecipazione dei lavoratori sono sfide continue per un sindacato che intende stare nel mondo del lavoro e con i lavoratori». Ma non solo. «Dobbiamo costruire soluzioni sempre più globali per i lavoratori, fare inclusione attraverso lo strumento principe, la contrattazione – ha concluso Sbarra – Dalla Fisascat Cisl arriva un contributo decisivo che dimostra come sia una federazione capace di avere al centro della sua azione la tutela della persona e la dignità del lavoro, valori condivisi da sempre con la missione della Cisl».


Pervenute ieri pomeriggio le comunicazioni di apertura delle procedure di cessione di tre dei più importanti alberghi di Palermo, ad oggi in capo alla società Acqua Marcia Turismo in concordato preventivo.
Nello specifico, il Mercure Excelsior aggiudicato alla Luxury Private Properties, il Grand Hotel delle Palme “pre aggiudicato” alla società Argonauti srl e il Grand Hotel Villa Igiea “pre aggiudicato” alla Rocco Forte & family.

“Abbiamo già formulato richiesta di incontro per esperire l’esame congiunto -afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – e attendiamo la data affinché si possano espletare le procedure per garantire il mantenimento occupazionale e redditizio di tutti i lavoratori impegnati nei tre alberghi”.

“Attenzioneremo ogni dettaglio a partire dal piano industriale futuro – continua il Segretario- affinchè le tre strutture ricettive, di grande importanza per valore storico e patrimonio culturale, possano essere rilanciate in modo da essere punto di riferimento del turismo di elite per il settore. Negli ultimi anni, i lavoratori e la Società hanno mantenuto attive le strutture, anche se faticosamente, grazie ad enormi sacrifici anche rispetto agli istituti pregressi”.

“Auspichiamo che i nuovi piani industriali abbiano una forte caratterizzazione di politiche di destagionalizzazione- conclude la Calabrò – volano non solo per l’incremento del turismo,ma anche per lo sviluppo del commercio e dei servizi”.


COMUNICATO STAMPA

SMA SIMPLY, PROSEGUE LA MOBILITAZIONE SINDACALE VS LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE. A ROMA MASSICCIA L’ADESIONE ALLO SCIOPERO, IL 6 OTTOBRE NUOVE ASSEMBLEE DEI LAVORATORI NEI 45 SUPERMERCATI.
CICCOLINI (FISASCAT CISL ROMA CAPITALE RIETI): «ATTEGGIAMENTO AZIENDALE EVASIVO, LA DIREZIONE CI CONVOCHI E CI DIA NOTIZIE SUL DESTINO DEI PUNTI VENDITA E DEI 1500 LAVORATORI»

Roma, 5 ottobre 2018 – Prosegue a livello territoriale la mobilitazione indetta dai sindacati nazionali di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs contro la riorganizzazione del retail, le chiusure e le cessioni in tutto il territorio nazionale e la disdetta della contrattazione integrativa annunciata dalla direzione di Sma Simply, la catena francese di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia con oltre 200 punti vendita e circa 8.700 addetti.
A Roma i 1500 lavoratori e lavoratrici dei 45 supermercati capitolini della catena hanno aderito in massa allo sciopero proclamato il 2 ottobre dai sindacati territoriali di categoria Cgil Cisl Uil contro la cessione dei due punti vendita di Anagnina 2 e Mezzavia. Nuove assemblee dei lavoratori sono già indette per il 6 ottobre. «Una azione finalizzata a contrastare le azioni unilaterali della Sma Simply, soprattutto per la mancanza di comunicazione rispetto al destino dei due punti vendita romani nonché dell’intera rete vendita» ha stigmatizzato Franco Ciccolini dell’ufficio sindacale della Fisascat Cisl Roma Capitale Rieti sottolineando che «l’azione di protesta proseguirà con ulteriori assemblee, anche per far uscire l’ azienda allo scoperto e capire come intende riorganizzare la presenza a Roma dove si concentra il maggior numero di supermercati della catena».
«Malgrado le pressioni fatte a Sma Simply sia a livello nazionale sia a livello di territorio siamo a registrare un atteggiamento aziendale evasivo che non consente di avere un quadro chiaro sul mantenimento del perimetro aziendale» ha aggiunto il sindacalista sottolineando «l’irrigidimento delle relazioni sindacali». «Sma Simply – ha affondato Ciccolini – elude un accordo importante raggiunto a livello nazionale che impegnava l’azienda ad attivare preventivamente anche a livello territoriale il necessario confronto con i sindacati». «Ad oggi – ha concluso – non si sa ancora nulla sulle cessioni dei punti vendita di Anagnina e Mezzavia, per i quali siamo solo a conoscenza dell’esistenza di un accordo preliminare di compravendita. A questo punto attendiamo di essere convocati dall’azienda per apprendere tutti i dettagli della cessione e per definire il passaggio dei lavoratori alla nuova proprietà».
A livello nazionale intanto le segreterie Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs rimangono in attesa dell’attivazione di un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico sollecitato nelle scorse settimane.Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto «è necessario ricondurre la questione della riorganizzazione aziendale ristrutturazione ad un serio confronto di merito con i sindacati su chiusure e cessioni al fine di individuare una soluzione che consenta di mantenere il perimetro aziendale». «Il nostro auspicio – ha concluso – è che l’intervento del Mise scongiuri la dispersione di posti di lavoro».


“Apprendiamo favorevolmente che tutti gli attori politici e istituzionali stiano valutando la gravità di un’impasse che noi denunciamo da subito dopo l’impugnativa da parte del governo – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia.
“Non permetteremo che si chieda ai lavoratori di fare un salto nel buio. Impensabile procedere con una opzione di scelta fino a quando non giungerà un pronunciamento da parte della Consulta” – continua il Segretario – “Necessita un intervento normativo per evitare che questi lavoratori possano essere definitivamente beffati. Il rischio, infatti, è che se la norma fosse dichiarata incostituzionale i Pip si trovino senza nemmeno quella norma che legittima il loro stato attuale. Occorre che tutti le parti, ognuno per la propria competenza, vadano oltre le bandiere e gli ideologismi per portare avanti una strategia sinergica volta a salvaguardare circa 2600 lavoratori e le loro famiglie. Ad oggi – conclude la sindacalista – il 31 dicembre è la data che determinerà il loro futuro”.


COMUNICATO STAMPA

SMA SIMPLY, I SINDACATI PROCLAMANO OTTO ORE DI SCIOPERO E ASSEMBLEE NEI LUOGHI DI LAVORO VS LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE
CEOTTO (FISASCAT CISL): «URGENTE SERIO CONFRONTO DI MERITO SU CESSIONI E CHIUSURE, PRIORITA’ MANTENIMENTO LIVELLI OCCUPAZIONALI»

 

Roma, 26 settembre 2018 – Fumata nera al tavolo tra i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs e Sma Simply, la catena francese di supermercati del Gruppo Auchan presente in Italia conta oltre 200 punti vendita e circa 8.700 addetti. La direzione aziendale, che nelle scorse settimane aveva annunciato la chiusura dell’Iper Simply di Teramo dal prossimo 10 ottobre e la disdetta della contrattazione integrativa, ha dichiarato consistenti perdite di fatturato e la riorganizzazione del retail, a cominciare dalla cessione di due punti vendita a Roma (Mezzavia e Anagnina) e dalla cessione e chiusura di altri negozi in tutto il territorio nazionale. Mentre proseguirà lo stato di agitazione dei lavoratori i sindacati hanno proclamato otto ore di sciopero da organizzare a livello locale e hanno deciso lo svolgimento di assemblee in tutti i negozi della rete vendita per sabato 29 settembre.
Nel volantino unitario diramato sui luoghi di lavoro le tre sigle hanno stigmatizzato l’assenza di “trasparenza” e il mancato riscontro alle sollecitazioni sul “piano generale delle cessioni per cui sono in corso trattative e quello di ulteriori eventuali chiusure” consentendo di governare la razionalizzazione annunciata attraverso “una intesa che permetta di condividere strumenti a tutela della occupazione con l’obiettivo di gestire gli effetti delle scelte aziendali e non solo di subirli”.
«E’ evidente la volontà aziendale di Sma Simply di ridurre la presenza in Italia con inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali anche se non è ben chiaro allo stato come intenda attuare l’annunciata riorganizzazione» ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Cisl Mirco Ceotto sottolineando anche che «la disdetta della contrattazione integrativa di riferimento complica ulteriormente la vertenza di lavoratrici e lavoratori che non possono neanche contare su un contratto nazionale di riferimento della grande distribuzione organizzata».
Per il sindacalista «è necessario ricondurre la ristrutturazione ad un serio confronto di merito con i sindacati su chiusure e cessioni al fine di individuare una soluzione che consenta di evitare la perdita occupazionale e il mantenimento del perimetro aziendale attraverso nuove politiche commerciali adeguate al format distributivo». «Oltre alla ricerca del profitto – ha concluso Ceotto – l’azienda ha anche una responsabilità sociale di impresa».


Cari amici,

in data odierna si è tenuto il previsto incontro con Sma Simply al fine di continuare l’analisi aziendale in previsione del rinnovo del CIA. L’incontro invece ha preso una deriva significativamente diversa! L’azienda ha comunicato i risultati, al momento parziali, della trattativa in atto a Termoli sulla chiusura del punto vendita, comunicandoci altresì la cessione di due punti vendita su Roma e una indefinita riorganizzazione aziendale che passerà attraverso ulteriori cessioni e chiusure, nonché la disdetta del CIA stesso con la messa in discussione del premio aziendale.

Quindi ci siamo riuniti in coordinamento unitario dei delegati e delle strutture e abbiamo definito la prosecuzione dello stato di agitazione, la convocazione di assemblee sindacali in tutti i punti vendita per la giornata di sabato 29 settembre e la proclamazione di 8 ore di sciopero da organizzare a livello locale.

In allegato trovate il volantino da distribuire ai lavoratori contenenti tutte le informazioni rispetto all’incontro e alle azioni di lotta che abbiamo definito. Vi preghiamo di garantire massima diffusione anche a mezzo social media.

Cordiali saluti.


Ricevuta stamane la comunicazione ai sensi dell’art. 4 L.223/91 con la quale la Roberto Abate S.p.A., società che opera nella grande distribuzione dal 1979 attaverso marchi come “Familia”, “A&O” e “Ard” e che conta complessivamente più di 900 dipendenti, comunica la propria volontà di procedere al licenziamento di 175 unità, dislocate nelle province di Catania, Messina, Siracusa ed Enna.

“Abbiamo già provveduto a richiedere un incontro per esperire l’esame congiunto – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – nel corso del quale affronteremo la questione cercando dei percorsi a salvaguardia dell’occupazione, anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali. Nonostante le gravi criticità comunicateci attraverso la procedura, riteniamo che si possano e si debbano trovare strade alternative ai licenziamenti del personale”.

Da quanto si evince dalla comunicazione, per la società la grossa perdita di fatturato registrata negli ultimi anni è da imputare sia all’impoverimento della popolazione locale che all’aggressiva campagna di concorrenza venutasi a creare recentemente con l’apertura di nuovi punti di vendita di grandi catene internazionali.
“Ribadiamo la necessità di avviare confronti tra organizzazioni sindacali, associazioni datoriali, Assessorato Regionale alle Attività Produttive, Assessorato al Lavoro ed Enti locali in modo da coniugare al meglio le opportunità che scaturiscono dalle aperture di nuovi esercizi commerciali con interventi che comunque non compromettano la continuità degli esercizi commerciali già esistenti sul territorio.Il nodo della questione è sempre lo stesso – conclude la Sindacalista – facilitare ogni percorso che porti attraverso la sana imprenditoria a nuova occupazione senza dimenticare che abbiamo il compito di tutelare l’occupazione già esistente”


COMUNICATO STAMPA

DECRETO DIGNITA’, LA FISASCAT CISL A CONFRONTO SUI CONTENUTI DEL DL 87/2018 E SUGLI EFFETTI DEL PROVVEDIMENTO SULL’OCCUPAZIONE NEL COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI.
GUARINI: «APPREZZABILE LA STRETTA SULLE DELOCALIZZAZIONI SELVAGGE, NECESSARIO MIGLIORARE NORMATIVA SU LAVORO OCCASIONALE E ACCESSORIO»

Roma, 19 settembre 2018 – Le buone intenzioni del Decreto Dignità (DL 87/2018) non bastano a stemperare le perplessità della Fisascat Cisl sugli effetti del provvedimento normativo sull’occupazione nel commercio, turismo e servizi. A confronto sui contenuti del testo di Legge che~detta le nuove norme del mercato del lavoro, la categoria cislina rilancia sulla necessità di rivisitare la nuova disciplina del lavoro occasionale, dalla reintroduzione dei voucher nel settore turistico ai nuovi limiti sul ricorso al contratto a termine ed alla somministrazione lavoro, tipologie contrattuali in crescita nei diversi nel terziario privato dove anche è necessario ripensare ad un sistema di ammortizzatori sociali dedicati.
«Pur apprezzando le norme sulle delocalizzazioni selvagge e sui divieti alla pubblicità del gioco d’azzardo il risultato del Decreto Dignità nel suo complesso rischia di produrre risultati controversi» ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini introducendo la giornata di approfondimento sulla nuova normativa illustrata nel dettaglio da Livia Ricciardi del Dipartimento Cisl Mercato del Lavoro.
«Quello del mercato del lavoro è un cantiere perennemente attivo nel quale non devono prevalere atteggiamenti preconcetti e dogmatici, ma un approccio laico ai problemi che lo contraddistinguono. In tal senso crediamo vada migliorata la normativa sul lavoro occasionale ed accessorio al fine di evitare contenziosi, ridurre le possibilità di piegare tale strumento alla copertura di casi di lavoro irregolare e non far ricadere sul prestatore oneri economici insensati» ha aggiunto Guarini. Il sindacalista è intervenuto anche al dibattito sulla reintroduzione della Cigs per cessazione di attività annunciata dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio. «Non dimentichiamo che i settori privati del commercio, turismo e servizi sono tradizionalmente esclusi dal sostegno al reddito ordinario e la cancellazione dell’intervento straordinario in caso di cessazione creò non pochi problemi negli anni della crisi in questi settori, il cui andamento è strettamente correlato anche alla capacità di spesa dei consumatori» ha evidenziato Guarini sottolineando «il ruolo di sostegno al reddito che potrebbero svolgere i fondi di solidarietà bilaterali di origine contrattuale».
Per il segretario nazionale della Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice «i contenuti relativi al mercato del lavoro impongono alle organizzazioni sindacali un costante lavoro di verifica in sede applicativa» e «le apparentemente ragionevoli motivazioni che hanno indotto il legislatore a reintrodurre elementi restrittivi rispetto alle causali ed alla durata dei contratti a termine potrebbero impattare negativamente sui tanti rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere e che, stante la difficoltà in cui si dibatte l’economia nazionale, non solo non potrebbero essere consolidati con una trasformazione a tempo indeterminato, ma addirittura esaurirsi ed imporre a tanti lavoratori del commercio, turismo e servizi, soprattutto giovani, la risoluzione del rapporto di lavoro essendo impossibile attivare ulteriori proroghe».Il sindacalista ha stigmatizzato anche «la reintroduzione dei voucher nel settore turistico, dove la contrattazione collettiva nazionale del settore già prevede meccanismi di flessibilità regolamentata che tiene conto della stagionalità strutturale che caratterizza il comparto».
E’ il segretario generale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra a sottolineare nell’intervento conclusivo della giornata di approfondimento che «il contrasto alla precarietà non si ottiene soltanto riducendo le possibilità per le imprese di assumere a termine ma anche contrastando forme di precarietà e sfruttamento più gravi, dalle cooperative spurie, all’abuso dei tirocini e alla vasta platea di false partite iva che celano rapporti di lavoro subordinato e incentivando il lavoro stabile a tempo indeterminato». Sbarra ha rilanciato poi sulla necessità «di avviare un tavolo di confronto Governo Parti Sociali sugli interventi in materia di mercato del lavoro», sollecitato ieri congiuntamente da Cgil Cisl Uil al ministro Di Maio, anche rispetto alle misure che saranno definite nella prossima Legge di Bilancio 2019 «con particolare riferimento alla normativa sugli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro ed in caso di cessazione di attività ed alle politiche attive del lavoro con il potenziamenti dei centri per l’impiego e dela raccordo tra questi e le agenzie di somministrazione». Il sindacalista ha infine espresso l’auspicio «sulla creazione di nuovi posti di lavoro attraverso i necessari investimenti di adeguamento delle infrastutture e sulla riforma fiscale, sul sistema previdenziale italliano ma anche su innovazione, ricerca e impresa 4.0».

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