L’Organizzazione Mondiale della Sanità: “E’ pandemia”.”E’ massima allerta. Il livello di preoccupazione è ora esponenziale” – Con queste parole Mimma Calabrò segretario generale FISASCAT Cisl Sicilia commenta a caldo la notizia appena appresa a mezzo stampa. “In così delicato momento storico il Sindacato ha il dovere di trovare, per i lavoratori, misure che coniughino il sacrosanto diritto della tutela della loro salute con la salvaguardia dell’occupazione e del reddito – continua la Sindacalista – Siamo tutti chiamati al massimo senso di responsabilità rispettando quanto previsto DPCM del 9 marzo, ma non nascondiamo la nostra preoccupazione per la tenuta delle aziende dei settori del commercio, del turismo e dei servizi Un intero sistema che rischia il collasso. Se le multinazionali, con pieno senso di responsabilità, hanno deciso di abbassare le saracinesche dei negozi delle loro catene lasciando, il più delle volte, i dipendenti a casa a smaltire le ferie – rimarca la Calabrò – non possiamo non considerare la preoccupazione dei piccoli esercenti che temono di non potere sbarcare il lunario a causa del mancato guadagno. Per non parlare della stagione turistica che sembra essere compromessa. Le strutture alberghiere ricevono solo disdette di prenotazioni. Ecco perché arrivano continue richieste di ricorso ad ammortizzatori sociali.  Una terra come la nostra, già martoriata dalla strutturale ed ancestrale disoccupazione, non può permettersi un solo posto di lavoro in meno – tuona la Calabrò – per questo urgono interventi che sostengano imprese e conseguentemente lavoratori a superare questa complicatissima fase “


“Ci sembra davvero paradossale che in un momento storico come questo debba chiudere il supermercato Colleverde di via San Lorenzo, mandando a casa 33 lavoratori”. A dichiararlo e Mimma Calabro segretario generale della Fisascat CISL Sicilia Che aggiunge: “La grande distribuzione, adottando le fondamentali misure di sicurezza indispensabili per la tutela della salute sia dei lavoratori che dei clienti, oggi rappresenta un tassello importante del nostro Paese, dovendo assicurare i beni di prima necessità al pari dei servizi pubblici essenziali”.”Pertanto anche il supermercato Colleverde di via San Lorenzo a Palermo, grazie al personale qualificato e ai grandi spazi di cui gode la struttura, puo dare anche il suo contributo alla comunità di quel quartiere. in un momento delicato come questo, dove già l’emergenza Codiv-19, sta mettendo in ginocchio l’Intero sistema economico non possiamo permettere che ci siano ulteriori perdite di posti di lavoro. È per questo – conclude Calabrò – che ci appelliamo al buon senso e  al dovere civico al quale ognuno di noi per la propria parte è chiamato a rispondere, chiedendo all’azienda, alla vigilia dell incontro di domani, convocato in teleconferenza, di tornare indietro sulla sua posizione ritirando la procedura di licenziamento dei 33 lavoratori”.


“Abbiamo ricevuto quella che temiamo possa rivelarsi la prima di una lunga serie di procedure di riduzione del personale. La Società Ehsi srl ha infatti avviato procedura di licenziamento collettivo per il personale che svolge servizi di hosekeeping, ristorazione, amministrazione e facchinaggio all’intero delle strutture alberghiere italiane”. A dichiararlo è Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl Sicilia. Una procedura che coinvolge 989 unità in tutta Italia di cui 14 lavoratori siciliani dell’Eurostar Hotel Centrale di Palermo e dell’Eurostar Hotel Montetauro di Taormina.

Da quanto si evince dalla comunicazione aziendale, tra i tanti fattori che avrebbero condotto a tale determinazione, oltre la crisi che da anni investe il settore, vi sono sicuramente gli effetti del Corona Virus che ha già generato una disdetta del 60% circa di prenotazioni calendarizzate presso strutture alberghiere o compagnie di volo.

“Proprio nel momento in cui l’economia turistica siciliana cominciava a mostrare i primi segnali di ripresa, arriva l’ennesima batosta – continua la sindacalista – Un così drastico calo del flusso turistico potrebbe fortemente compromettere l’andamento di tutto il 2020, non soltanto per le strutture alberghiere che hanno già, per l’appunto, ricevuto centinaia di disdette, ma anche per i pubblici esercizi, le agenzie di viaggio e le attività commerciali. La nostra regione necessita di interventi che possano garantire i lavoratori del settore turistico la cui occupazione è circoscritta ad alcuni periodi dell’anno tanto da essere definiti lavoratori stagionali. Non parliamo, infatti, soltanto di coloro che lavorano presso strutture alberghiere ma anche di baristi, camerieri, commessi, guide turistiche, lavoratori in servizio presso musei o impegnati nelle attività culturali ed enogastronomiche. Insomma, un elenco che potrebbe dilungarsi. E’ impensabile che, tra tutte le misure varate dal Governo, si pensi solo ed esclusivamente alla ‘zona rossa’ poiché individuata come maggiormente colpita quando, in realtà, le ricadute si vanno già diffondendo con un effetto domino in tutto il Paese – conclude Calabrò – Facciamo appello alle Istituzioni e alla Politica siciliana di farsi carico, con senso di responsabilità, di porre la massima attenzione non sottovalutandone la gravità, sopratutto in una Regione come la nostra in cui gli effetti del Coronavirus rischiano di mettere totalmente in ginocchio l’economia l’economia”.


“Non accetteremo che Coop lasci i lavoratori siciliani allo sbando” con queste dure parole Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia commenta le indiscrezioni che preannuncerebbero la volontà di Coop Alleanza 3.0 di abbandonare l’isola.

“Negli ultimi anni Coop ha solo millantato piani industriali espansivi che, nei fatti, non si sono mai realizzati, da un lato promettendo una politica espansiva che avrebbe garantito il perimetro occupazionale, dall’altro, richiedendo enormi sacrifici ai propri lavoratori. A partire dal 2012, anno in cui Coop avviò la prima grande riorganizzazione societaria e che costò lacrime e sangue sia per le centinaia di persone che persero il posto di lavoro sia per coloro che, pur rientrando nel perimetro aziendale oggetto di trasferimento, dovettero accettare la rimodulazione in peius del proprio orario di lavoro – continua la Sindacalista – Un alternarsi, negli anni, di procedure di licenziamento collettivo su altre procedure. Per arginare le crisi aziendali e salvaguardare i posti di lavoro, si sono raggiunti accordi che prevedevano dal ricorso agli ammortizzatori sociali agli esodi incentivati, dall’armonizzazione dell’orario di lavoro fino alla flessibilità. Nemmeno la fusione per incorporazione di Coop Sicilia in Coop Alleanza 3.0 ha sortito gli effetti annunciati dalla Società e tanto auspicati dai lavoratori che alla luce delle indiscrezioni, temono che vengano vanificati gli enormi sacrifici, anche economici, a cui si sono sottoposti nell’attesa di ripristinare lo status quo. Un’attesa che oggi sembra rivelarsi vana. Una società che, se dovesse realmente decidere di abbandonare la Sicilia, punterebbe più all’aspetto economico che al destino dei suoi dipendenti e delle loro famiglie, alla stregua di altri operatori commerciali. Per quanto ci riguarda saremo intransigenti – conclude la Sindacalista – Qualora Coop dovesse realmente determinare di disinvestire in Sicilia, esigeremo misure atte a garantire l’intera forza lavoro. Laddove le indiscrezioni dovessero rivelarsi fondate, chiederemo la presenza al tavolo di Lega Coop Sicilia per mettere a sistema i valori sociali propria dell’etica cooperativistica”.


Un’altra storica realtà palermitana chiude battenti lasciando a casa ben 12 lavoratori. L’Azienda Vizzini Giuseppe srl posta in liquidazione, infatti, ha chiuso i punti vendita di via Laurana, via Buccola e via Sammartino, ponendo i lavoratori in ferie forzate.

“Non è pensabile che, da un giorno all’altro, i lavoratori si ritrovino a non sapere più quale sarà il loro futuro occupazionale – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – Non sono nemmeno a conoscenza di quali saranno le misure che adotterà Azienda che, per molti anni, si è avvalsa della loro preziosa collaborazione divenendo leader nel settore dell’attività di sanitaria. Abbiamo subito formulato richiesta di incontro urgente al liquidatore – conclude la sindacalista – per entrare nel merito della questione e cercare ogni possibile soluzione che scongiuri probabili licenziamenti”.


“Dopo un estenuante calvario che ha visto i lavoratori per anni senza reddito e i primi in Italia ad essere ammessi alla Cigs per dipendenti di aziende confiscate alla mafia, dal prossimo 24 febbraio i 20 lavoratori transiteranno all’Arcipelago srl società immobiliare che ha, come obiettivo, quello di rilanciare l’attività del C. Commerciale Portobello di Carini – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – A causa dei tempi strettissimi legati all’imminente scadenza della licenza della struttura, i lavoratori rischiavano di non poter più passare alla nuova società che avrebbe potuto garantire loro la continuità occupazionale, rimanendo così in capo alla Ferdico e vanificando tutti i sacrifici compiuti negli anni. Grazie all’impegno profuso dalle parti e col contributo delle Organizzazioni Sindacali che hanno portato al tavolo tutte le istanze a salvaguardia dei livelli occupazionali si è riuscito a trovare una soluzione che permetta ai lavoratori di poter avere una copertura economica – conclude la Calabrò – nelle more che il Centro Commerciale riapra e ritorni a regime, restituendo così dignità lavorativa a questi lavoratori e serenità alle loro famiglie che, fino ad oggi e per cause non a loro riconducibili, ne hanno pagato un caro prezzo”


Si è svolto in data odierna l’incontro tra l’Amministratore Unico della Reset e Filcams, Fisascat e Uiltucs nel corso del quale è stato illustrato il piano industriale 2019-2021 della partecipata del Comune di Palermo.

“Ancora una volta Reset continua a chiedere sacrifici ai propri dipendenti – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – Progetti bloccati, il totale immobilismo della commessa Amap, l’utopia della mobilità interaziendale. Insomma, l’elenco delle problematiche illustrate potrebbe durare all’infinito. Per non parlare poi del mancato riconoscimento degli scatti di anzianità ex Gesip ad oggi congelati, le mancate progressioni di carriera e il tanto agognato passaggio a full-time che va allontanandosi sempre più. Insomma, per i 1374 lavoratori della Reset e per le loro famiglie si prospetta un futuro tutt’altro che roseo”.

“Stiamo parlando di dipendenti nella stragrande maggioranza monorreddito con stipendi di 800€ mensili circa – afferma Antonello Collosi, coordinatore aziendale Reset per la Fisascat Cisl – Il 30% di questi, inoltre, ha dei pignoramenti in busta paga dal momento che, nel periodo della cassa integrazione, non ha potuto onorare gli impegni assunti con le altre finanziarie”.

“Quella dei lavoratori Reset è una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più insostenibile – continua Calabrò – Un’Azienda lasciata in balia di se stessa che, piuttosto che riconoscere quanto spettante ai lavoratori, continua invece a chiedere sacrifici dopo ben 5 anni dalla sua nascita- conclude la sindacalista – Chiederemo al Sindaco e al Consiglio Comunale di porre fine una volta e per tutte a questo stato in cui si trova la Reset che,malgrado svolga servizi importantissimi per la comunità, potremmo definire come “la Cenerentola delle partecipate del Comune di Palermo”. Metteremo in campo tutte le azioni sindacali e legali a tutela dei lavoratori coinvolti. E’ ora di scrivere la parola fine a questa ormai annosa questione”.


Si è svolto oggi, presso il Centro per l’Impiego di Catania, l’incontro tra gli Amministratori Giudiziali della Meridi srl, azienda a marchio Fortè, e le Organizzazioni Sindacali durante il quale è stato siglato l’accordo per la Cassa Integrazione Straordinaria.

“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – commenta a caldo Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Nelle prossime settimane, se il Ministero si pronuncerà positivamente sull’approvazione della Cigs, i 465 lavoratori della Meridi potranno accedere alla cassa integrazione straordinaria, con decorrenza dal 7 gennaio 2020, che permetterà loro di poter finalmente tirare un sospiro di sollievo. Una situazione delicata quella che ha coinvolto negli ultimi mesi questi lavoratori – continua Calabrò – che hanno dovuto affrontare il proprio quotidiano compiendo enormi sacrifici dal momento che non percepiscono alcuna retribuzione da oltre 7 mesi. Abbiamo appreso, inoltre, con favore che gli Amministratori si siano già messi in contatto con i fornitori e i proprietari degli immobili riattivando i flussi aziendali e facendo in modo che l’Azienda possa registrare una ripresa ed essere appetibile sul mercato nel caso di eventuali acquirenti. Importante passo avanti, dunque, quello compiuto oggi – conclude la Sindacalista – Continueremo a seguire, presso le Istituzioni compenti, gli svilluppi della vertenza sempre a fianco dei lavoratori coinvolti”

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