• COMUNICATO STAMPA
  • MADONIE GOLFCLUB di COLLESANO
  • EMESSA L’ORDINANZA DI VENDITA SENZA INCANTO DEI RAMI DI AZIENDA
  • “Apprendiamo con grande soddisfazione che, dopo anni di attesa attorniati da aloni di grande incertezza, sembra assumere connotati positivi la vertenza ECOTECNA, società che gestisce il Madonie Golfclub di Collesano”
  • Con queste parole Mimma Calabrò Segretario Generale FISASCAT Cisl Palermo Trapani commenta a caldo la notizia sull’ordinanza di vendita senza incanto dei rami di azienda “Complesso Turistico Sportivo Alberghiero Golf Resort LE MADONIE sito in Collesano – lotto 1” e “Azienda Agricola sita in Contrada Ivuoni (o Vuoni) sita in Collesano – lotto 2” emessa, dal Giudice Delegato al fallimento del Tribunale di Palermo, dott.ssa Alessia Giampietro.
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  • Le Madonie Golf, impianto alberghiero con annesso campo da golf situato nel territorio di Collesano, seppure frutto di ingenti risorse pubbliche, sembrerebbe circa svariati milioni di euro di fondi europei, fu un’azienda abbandonata e chiusa definitivamente il 30 maggio 2012 con la motivazione ufficiale di “lavori di straordinaria manutenzione”. Il successivo 30 luglio si notificava il ~fallimento della Ecotecna S.R.L. e, contestualmente,~ veniva nominato come curatore fallimentare ~dal magistrato Gabriella Giammona del Tribunale di Palermo, l’ Avv. Massimo Pensabene.
  • “Alla curatela dell’Avvocato Massimo Pensabene va un plauso per l’impegno profuso in tutti questi anni affinché non venissero dispersi gli investimenti pubblici e le professionalità impiegate. Grande apprezzamento – continua la Sindacalista – per aver espressamente previsto nelle condizioni di vendita che le offerte per il lotto 1 dovranno contenere l’imprescindibile impegno a mantenere la forza lavoro almeno dei lavoratori dipendenti ancor oggi in carico alla Curatela fallimentare”. 
  • L’assunzione, si legge, non dovrà essere non inferiore a due anni dal trasferimento definitivo della proprietà del complesso aziendale salvo diversi accordi concordati anche con le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
  • “Questo, per noi, un punto di inizio – dichiara la Calabrò – Ed anche in questa fase saremo accanto ai lavoratori. A tutti. Lo siamo stati già sin dai primi del 2012 allorquando i lavoratori, molti dei quali non percepivano stipendi da più di 24 mesi, hanno simbolicamente occupato la struttura, decidendo comunque di prendersi cura del campo di golf, altamente deperibile se privato dei dovuti interventi di manutenzione”.
  •  “Auspichiamo – conclude la Calabrò – che quanto prima possa tutto definirsi positivamente nell’interesse dei lavoratori e di un sito il cui campo da golf allora fu classificato come uno dei più belli di Italia. Anche grazie alla sua posizione, al centro delle Madonie e comunque di fronte al golfo di Cefalù, tornando agli antichi fasti, potrà dare un notevole contributo all’economia del territorio attraendo anche turismo internazionale”.

La FISASCAT Cisl Palermo Trapani ha procalamato, per domani 1 agosto, lo sciopero dei lavoratori della BI.MI. Srl, società satellite della Commerciale Gicap SpA che opera nel settore del commercio all’ingrosso con insegna Sidis.

Una storia travagliata quella dei lavoratori. Dalle dipendenze del gruppo Ferdico sono transitati, con fitto di ramo d’azienda, alla Bi.Mi. srl società a sua volta controllata da Gicap.

“I lavoratori sono allo stremo – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Troppe le mensilità arretrate. Non sanno più come sostentare le loro famiglie e affrontare il quotidiano. Il grande senso di responsabilità mostrato dai lavoratori in questi ultimi mesi – continua la Sindacalista – non ha lasciato spazio allo sconforto e alla disperazione ma la situazione sta diventando, giorno dopo giorno, sempre più insostenibile”.

L’azienda, da parte sua, fa sapere di avere richiesto convocazione al Centro per l’Impiego di Palermo per la concessione della CIGS per affrontare il grave periodo di crisi che sta attraversando.

“Che il settore del commercio sia in crisi lo dimostrano i dati con le centinaia di posti di lavoro persi inquesti ultimi anni. Ma non possono essere solo i lavoratori a pagare per colpe non loro. Nelle more di eventuali ricorsi ad ammortizzatori sociali – conclude la Calabrò – rivendichiamo di tutte le spettanze arretrate per i lavoratori e con i lavoratori che domani incroceranno le braccia di fronte al punto vendita di via Tommaso Natale”


Anche in Sicilia incroceranno nuovamente le braccia gli addetti della vigilanza privata e dei servizi fiduciari in sciopero giorno 1 e 2 agosto. Le segreterie regionali siciliane di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno aderito, infatti, allo sciopero nazionale proclamato il 28 giugno scorso per il rinnovo contrattuale atteso ormai da 42 mesi .

“Con lo sciopero si palesa nuovamente, da parte del sindacato, – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale della Fisascat Sicilia – la posizione di assoluta contrarietà a tutte richieste delle associazioni imprenditoriali di settore e delle imprese cooperative che andrebbero a ledere fortemente i diritti dei lavoratori e a introdurre una flessibilità senza regole gestita ad appannaggio esclusivo imprenditoriale. Inaccettabili, ad oggi, le loro proposte!”.

“I nodi da sciogliere – continua la Calabrò – vanno dall’incremento salariale, ai cambi di appato al rafforzamento di importantissimi temi legati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che, per il sindacato, sono imprescindibili”

“Ed è per questo che abbiamo indetto, a sostegno della vertenza, un sit-in per giorno 1 agosto dalle ore 9,00 alle ore 13,00 davanti la Prefettura di Palermo, che rappresenta la più autorevole espressione dello Stato sul territorio, per ribadire – conclude la Calabrò – la nostra più assoluta contrarietà al dumping contrattuale e al ribasso a danno di tutte le lavoratrici e i lavoratori che svolgono mansioni di pubblica e delicata utilità, come i servizi presso aeroporti, stazioni e ospedali, e per i quali le garanzie rischiano di diventare esigue rispetto alla delicatezza dei servizi resi”.


Sciopero Nazionale dei lavoratori delle pulizie dipendenti di Manitalidea e delle consorziate, che svolgono servizio in appalto presso sedi e distaccamenti di Inps, Inal, Poste Italiane, Tribunali ed altri enti.


“Anche la Sicilia è fortemente interessata da questo sciopero – sostiene Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Sicilia – in quanto i lavoratori che già percepiscono poche centinaia di euro, ormai con ritardi che vanno in media di due mesi , sono ormai impossibilitati anche ad affrontare le spese per raggiungere i posti di lavoro”.


“Per alcuni di questi appalti abbiamo già chiesto agli enti di effettuare il pagamento diretto, previsto dal codice degli appalti – continua il Segretario – ma ad oggi solo in qualche caso abbiamo avuto il riscontro alla nostra richiesta”.

“È una situazione che sta degenerando, quella degli appalti – aggiunge la Calabrò – necessita un impegno ancora più forte affinché anche nell’assegnazione degli appalti vi sia comunque l’impegno da parte delle stazioni appaltanti, con verifiche e interventi repentini , nei casi in cui le aziende affidatarie dei servizi non garantiscano piu alle scadenze previste dal ccnl , i pagamenti dei lavoratori che sono quelli che ci permettono, al livello igienico, di fruire a tutti noi cittadini dei servizi quotidiani di pubblica utilità.”


Saremo vigili sul prosieguo della vertenza – conclude la Calabrò – che solo in Sicilia riguarda circa un migliaio di lavoratori e la cui situazione economica sta gravando pesantemente anche sulle loro famiglie, non permettendo, in alcuni casi, di affrontare neanche le spese di prima necessità”.


“Dall’esplosione all’implosione delle multinazionali della GDO in Sicilia”. Sarà questo il tema al centro dei lavori dell’attivo che la Fisascat Cisl Sicilia ha convocato per domani mercoledì 24 luglio alle ore 10.00 presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi a Palermo e al quale sono chiamati a partecipare tutte le RSU, RSA e Dirigenti Sindacali dell’organizzazione sindacale.

“In Sicilia, negli ultimi anni, le multinazionali hanno uno dopo l’altro abbandonato la nostra Regione preferendo attuare politiche difensive piuttosto che espansive. Da Carrefour nel 2015 ad Auchan e SMA nelle ultime settimane, la storia si ripete. Ed è proprio il caso di dirlo: quello delle multinazionali della Grande Distribuzione Organizzata in Sicilia è un sistema passato, nell’arco di un paio di decenni, dall’esplosione all’implosione. Tantissime le vertenze del settore ancora aperte. Migliaia i lavoratori coinvolti. Nell’attivo di domani – continua la Calabrò- Puntiamo a fare, con tutti i delegati della Fisascat siciliana, il punto della situazione. È un’assise convocata per dare risposte ai lavoratori che potranno confrontarsi con il Segretario della Fisascat Nazionale, Vincenzo Dell’Orefice, che vi prenderà parte. Un focus, dunque, su quanto sta accadendo nel settore – concluderà Sindacalista – è doveroso quanto urgente, alla luce del fatto che, nel giro di pochi anni, sono stati stravolti gli equilibri che regolavano la GDO in Sicilia che occupa oltre 10000 lavoratori”


COMUNICATO STAMPA
PAPINO ELETRODOMESTICI AVVIA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO PER 83 DIPENDENTI

Inviata in data odierna alle Organizzazioni Sindacali nota con la quale la Papino Elettrodomestici, società che opera nel settore del commercio al dettaglio di articoli eletrodomestici, comunica la volontà procedere al licenziamento di 83 dipendenti dislocati tra le province di Catania, Messina e Ragusa.

Dal 1979 la società ha affermato il suo ruolo di leadership nel mercato, diffondendosi capillarmente nei territori di Sicilia e Campania. Tuttavia, secondo quanto si evince dalla procedura inviata ai sindacati, la concorrenza dell’e-commerce ha sottratto all’azienda una fetta di mercato considerevole, causando di conseguenza forti ripercussioni sull’attività.

Inviata in data odierna alle Organizzazioni Sindacali nota con la quale la Papino Elettrodomestici, società che opera nel settore del commercio al dettaglio di articoli eletrodomestici, comunica la volontà procedere al licenziamento di 83 dipendenti dislocati tra le province di Catania, Messina e Ragusa.

Dal 1979 la società ha affermato il suo ruolo di leadership nel mercato, diffondendosi capillarmente nei territori di Sicilia e Campania. Tuttavia, secondo quanto si evince dalla procedura inviata ai sindacati, la concorrenza dell’e-commerce ha sottratto all’azienda una fetta di mercato considerevole, causando di conseguenza forti ripercussioni sull’attività.

“Già nel corso degli ultimi incontri – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Papino aveva lamentato forti criticità causate dalla crisi che investe il settore ma si era resa comunque disponibile a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. La procedura, dunque, giunge come una doccia fredda per i lavoratori – continua la sindacalista – poichè non si riesce a comprendere per quale motivo, a distanza di meno di un mese dall’ultimo incontro, la società abbia assunto tale determinazione gettando nello sconforto e in confusione i lavoratori. Abbiamo già richiesto un incontro all’azienda per esperire l’esame congiunto – conclude la Calabrò – durante il quale chiederemo di tracciare ogni percorso alternativo che, scongiurando i licenziamenti, salvaguardi i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori”.

“Già nel corso degli ultimi incontri – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Papino aveva lamentato forti criticità causate dalla crisi che investe il settore ma si era resa comunque disponibile a individuare soluzioni alternative ai licenziamenti. La procedura, dunque, giunge come una doccia fredda per i lavoratori – continua la sindacalista – poichè non si riesce a comprendere per quale motivo, a distanza di meno di un mese dall’ultimo incontro, la società abbia assunto tale determinazione gettando nello sconforto e in confusione i lavoratori. Abbiamo già richiesto un incontro all’azienda per esperire l’esame congiunto – conclude la Calabrò – durante il quale chiederemo di tracciare ogni percorso alternativo che, scongiurando i licenziamenti, salvaguardi i livelli occupazionali e i diritti dei lavoratori”.


“Con la sottoscrizione dell’accordo quadro siglato tra il Gruppo Arena e Filcams Fisascat e Uiltucs gli oltre 800 lavoratori del gruppo Sma possono finalmente tirare un sospiro di sollievo – con queste parole Mimma Calabrò, Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia, commenta la sottoscrizione dell’accordo quadro raggiunto nelle prime ore del mattino dopo una lunga ed estenuante trattativa.

“Tra le parti qualificanti dell’accordo quadro il mantenimento di tutti i livelli occupazionali impiegati nella rete vendita siciliana, ivi compresi gli addetti al ramo servizi amministrativi della sede di Misterbianco, all’applicazione del CCNL Confcommercio, – continua il Segretario della Fisascat -“Non ultimo il fatto che la società cessionarie, nel caso di chiusura di un punto vendita, si obbligano a mantenere tutto il personale ricollocandolo in unità produttive limitrofe”.

“Tanto è stato fatto – continua la Calabrò – ma tanto ancora vi sarà da fare. La trattativa, infatti, continuerà al perfezionarsi della cessione dei rami di azienda allorquando necessiterà incontrarsi nuovamente visto l’impegno a sottoscrivere specifici contratti aziendali, per sostenere nella fase di start up, le quattro società che, oggi proprietà di Sma, verranno acquisite dal gruppo Arena, sempre a tutela e a garanzia dei lavoratori e dei loro diritti”.

“Anche questa volta – conclude la sindacalista – a fronte di un altro colosso multinazionale che abbandona la rete vendita siciliana, un gruppo imprenditoriale del territorio affronta questa nuova sfida divenendo peraltro leader in Sicilia nel settore della Grande Distribuzione Organizzata, in virtù delle acquisizioni già operate ma anche a seguito dell’annunciata acquisizione del gruppo a marchio Spaccio Alimentare”.



Anche la Sicilia sarà presente al presidio orgnanizzato davanti la sede del MISE a Roma lunedi 8 Luglio p.v..
“In tutta la Sicilia ci sono tavoli istituzionali aperti – afferma Segretario Generale della Fisascat Sicilia, Mimma Calabrò – “in quanto, ormai da diversi mesi, abbiamo avviato interlocuzioni con le Aziende che, però, non hanno dato certezze, proponendo soluzioni non convincenti.”


“Necessita un intervento delle Committenze per la maggior parte Enti Pubblici, Poste Italiane, Inps, Inal, ma anche privati – continua il Segretario – abbiamo già avviato anche le procedure per chiedere alle stazioni appaltanti il pagamento diretto dei lavoratori che, ormai, sono in ginocchio e non hanno più la possibilità di sostentare le proprie famiglie.”


“Chiederemo soluzioni strutturali – conclude la Calabrò – perchè è impensabile continuare ad avere lavoratrici e lavoratori che svolgono il servizio in molti casi essenziale e rivolto al pubblico e non hanno riconosciuto lo stipendio e Committenze che rimangono sorde alla difficile situazione in cui versano questi appalti.”


“È trascorso quasi un mese dalla cessione del ramo di azienda della Bingo Kursaal di via Emerico Amari ma la ripresa dell’attività, con il consequenziale rientro al lavoro delle 35 unità, non si è ancora concretizzata. Auspichiamo in una celere soluzione!”. Questo l’appello lanciato da Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia, che nutre preoccupazione per la situazione in essere.

La Bingo Kursaal srl, azienda in commissariamento prefettizio dal 2016, nonostante abbia ceduto il ramo di azienda alla milanese Bingo So.Le Srl, rimane a tutt’oggi ancora chiusa.

“Abbiamo chiesto chiarimenti alla nuova proprietà – continua la sindacalista – Ci è stato spiegato che la pratica attende, dopo quello ricevuto dalla Prefettura, il via libera dalla Questura con la quale c’è un’interlocuzione continua per la richiesta di documentazione. La Bingo So.Le ha risposto alla nostra sollecitazione spiegando che i dipendenti sono a casa e, se non ci sarà la possibilità di riavviare l’attività nel giro di qualche giorno, sarà costretta a mettere tutti in aspettativa”.

Ed è proprio questo che, secondo Calabrò, va evitato: “Sarebbe un peccato vanificare gli enormi sacrifici fatti dai lavoratori e dalle loro famiglie nonché l’impegno profuso dalla Prefettura di Palermo e dai commissari prefettizi per raggiungere questo importante risultato. Pur non entrando nel merito del lavoro della Questura che, come ha sempre fatto, svolge un compito delicato e a cui va il nostro pieno sostegno, auspichiamo una veloce risoluzione positiva della questione”.


“Apprendiamo con stupore preoccupazione che la norma sulla stabilizzazione degli ex Pip non è più all’ordine del giorno della Corte Costituzionale. Era incardinata per il prossimo 2 luglio, ma non vi è più traccia”. Lo denuncia Mimma Calabrò segretario generale della Fisascat Cisl Palermo-Trapani.

“L’articolo 64 della legge regionale che dispone la stabilizzazione in Resais è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri davanti alla Corte Costituzionale – prosegue -. Il Presidente della Regione l’aveva promulgata ugualmente facendola entrare in vigore. Quindi la giunta regionale ha deciso di resistere davanti alla Consulta. Per quel che ci riguarda ricordiamo che il cronoprogramma concordato con gli assessorati al Lavorio e Bilancio e con Resais avrebbe già dovuto prevedere l’assunzione per porre fine ad una questione che si trascina da anni. Spetta ad altri, non di certo ai lavoratori, spiegare cosa ci sia dietro questo rinvio a data da destinarsi della trattazione innanzi alla Corte Costituzionale. Divergenze politiche o addirittura scontri? Chissà. Non è possibile continuare a giocare sulla pelle dei lavoratori né sentirsi dire che il crono programma slitterà. Ogni qualvolta si è sul punto di raggiungere l’obiettivo di dare dignità ai lavoratori che aspettano da un ventennio puntualmente accade qualcosa che va nella direzione opposta. Una situazione che presta il fianco a speculazioni elettorali che sono sempre dietro l’angolo”.

La situazione appare sempre più complessa”chiediamo – conclude Calabrò – l’autorevole intervento del presidente della Regione perchè indichi la strada all’amministrazione ed alla controllata Resais per giungere alla definizione delle procedure di legge che riguardano i precari nelle more del pronunciamento della Corte Costituzionale in modo da arrivare a quel momento con uno status giuridico chiaro per questi lavoratori”
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