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Fisascat Palermo Trapani – Fisascat Palermo Trapani

Si é concluso in serata il primo incontro volto ad esperire l’esame congiunto tra le organizzazioni sindacali e le società Meridi, azienda che opera con il marchio Forté, e la Apulia Distribuzione a seguito della procedura ex art. 47.

“Le società, nel corso dell’incontro, sono entrate nel merito di quelle che sono le loro intenzioni – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat CISL Sicilia – da un lato hanno confermato quanto già indicato nella procedura, dall’altro hanno illustrato nel dettaglio quelle che sono le loro proposte sia per il pagamento delle spettanze arretrate che per gli istituti contrattuali maturati alla data del trasferimento. Confermano – continua la sindacalista – che il numero dei punti vendita che verranno trasferiti ad Apulia da i preventivati 56 diventeranno 60. I lavoratori complessivamente coinvolti nella procedura saranno, dunque, 286. Resteranno, pertanto, in capo alla Meridi circa 200 lavoratori”.

L’incontro é stato aggiornato al prossimo 16 dicembre visto che le organizzazioni sindacali hanno espresso la loro contrarietà ad alcune delle proposte aziendali.

“Pur comprendendo la necessità di Aziende che richiedono interventi che supportino la fase di start up – afferma la Calabró – é di tutta evidenza quanto certe richieste risultino inaccettabili perché snaturano non solo i diritti dei lavoratori affermati dalla contrattazione nazionale ma fanno venire meno anche quella flessibilità rimandata alla contrattazione aziendale. Fermo restando la nostra disponibilità a trovare soluzioni che, nel garantire i lavoratori, supportino la società in questa nuova fase, dobbiamo attendereil prossimo incontro per capire in quali termini sono rivedibili le posizioni assunte. Il nostro impegno continuerà non solo per accompagnare i lavoratori in questa delicata fase di trasferimento ma anche per tutti colori che, ad oggi, resteranno in capo alla Meridi”


Supermercaty City e City Retail, le società a cui SMA ha ceduto nel mese di luglio la rete vendita di Palermo, hanno appena informato le Organizzazioni sindacali con nota a forma congiunta, la loro volontà di risolvere i contratti di fitto di ramo d’azienda dei punti vendita di Palermo di via Sciuti, via Alfieri e via Emilio Greco e la contestuale manifestazione di interesse di Penny Market di acquisirne la titolarità. Penny Market, catena europea di supermercati discount di origine tedesca facente parte del gruppo Rewe, è ad oggi presente nell’Unione Europea con oltre 3.000 punti vendita, di cui oltre 370 sul territorio italiano.

“Per quanto ci riguarda, riorganizzazioni societarie e scelte commerciali che non hanno alcuna refluenza negativa sui lavoratori, sono comunque accolte con favore. E lo sono ancor di più se, a fronte di multinazionali che preferiscono abbandonare la Sicilia, ve ne sono altre che potenziano la propria rete vendita con piani industriali espansivi nel nostro territorio – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Sicilia – Ad appena quattro mesi, dunque, dalla complessa procedura con cui SMA cedeva i rami di azienda di Palermo al Gruppo Arena che ha operato ad insegna CRAI la mappatura delle insegne della Grande Distribuzione Organizzata a Palermo è soggetta a nuova configurazione.”

Secondo quanto si evince dalla procedura, dunque, dei 14 punti vendita della rete siciliana, City Retail retrocederà le 3 unità produttive di Palermo ad insegna CRAI in favore della Supermercati City la quale, a sua volta, li trasferirà a Penny Market. Il trasferimento, con il conseguenziale passaggio dei lavoratori ivi impiegati, decorrerà presumibilmente dal 11 gennaio 2020.

“Il 2019 è stato, di certo, un anno travagliato per questi lavoratori. Auspichiamo, dunque, che questo ulteriore passaggio possa dare loro serenità – conclude la Sindacalista – Abbiamo già richiesto un incontro alle aziende per esperire l’esame congiunto ed entrare nel merito delle modalità con cui si perfezionerà il passaggio sempre a tutela e a garanzia dei lavoratori e dei loro diritti”.


“Apprendiamo con grande stupore della mancata approvazione di iscrizione della Reset all’Anac in quanto sembrerebbe che, alla data attuale, non siano state apportate le dovute modifiche allo statuto della Società – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – A partire dal 2020, dunque, tutto ciò si tradurrebbe in una impossibilità da parte di Reset a non poter più stipulare contratti sia col Comune di Palermo che con le altre partecipate. Le preoccupazoni più volte palesate dalla Fisascat durante i vari incontri recentemente svoltisi, si traducono purtroppo, ancora una volta, in realtà. Più volte ai nostri dubbi è stato risposto che i problemi si trovavano in fase di risoluzione ma, allo stato attuale, possiamo affermare che tutto ciò non è avvenuto. Una situazione simile mette a rischio gli oltre 1300 lavoratori della Reset e, conseguentemente, le loro famiglie – conclude la Sindacalista – chiediamo, pertanto che l’Amministrazione Comunale invii, con carattere di estrema urgenza, tutta la documentazione necessaria al completamento dell’iter di adeguamento dei requisiti. Abbiamo inviato, inoltre, richiesta al Sindaco affinchè intervenga con la convocazione di un tavolo, alla presenza di tutte le parti coinvolte, al fine di definire con estrema urgenza tutte le procedure. Non è concepibile che i lavoratori Reset, già da troppi anni martoriati, subiscano un’ulteriore mortificazione che possa tradursi con la perdita del proprio posto di lavoro”.


Appena inviata alle Organizzazioni Sindacali procedura con la quale Meridi srl e Apulia Distribuzione srl comunicano di aver sottoscritto un preliminare di affitto di rami di azienda a marchio Forté presenti in Sicilia.

“Quella di Meridi, azienda a marchio Forté, è una situazione alquanto complessa – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – l’ufficializzazione della sottoscrizione del preliminare di affitto di ramo di azienda presenti in Sicilia al momento può far ben sperare solo i 269 lavoratori oggi inclusi nella procedura”.

Dalla comunicazione si apprende, infatti, che l’affitto di ramo di azienda include 56 punti vendita, ove sono impiegati 269 lavoratori, e che di fatto le stesse società sono in trattativa per allargare il numero a 60 punti vendita aumentando, conseguentemente, il numero dei dipendenti che sarebbero interessati dal trasferimento.

“Una situazione molto complessa e delicata – continua la sindacalista – apprendere di un possibile ampliamento del numero dei punti vendita e, conseguentemente, dei lavoratori interessati al trasferiment,o per noi non può rappresentare un ragionamento esaustivo. Sono, infatti, decine e decine i lavoratori siciliani che, allo stato attuale, non hanno prospettive e garanzie sul loro futuro occupazionale. Ad aggravare ancor più la situazione si aggiunga l’intervenuta procedura fallimentare che, cristallizzando anche la situazione debitoria della Meridi, ha fatto miserevolmente crollare le speranze dei lavoratori che avevano confidato nel pagamento delle mensilità arretrate. Abbiamo tempestivamente richiesto l’incontro per l’esperimento dell’esame congiunto nel corso del quale chiederemo specifiche informazioni sullo stato della trattativa. Necessita, comunque, – conclude la Calabrò – individuare ogni possibile soluzione che possa garantire tutti i lavoratori”


Manca poco più di un mese alla data di internalizzazione dei lavoratori Ex Lsu ed appalti storici, prevista per il 1 gennaio 2020, ma, ad oggi, nessun Decreto attuativo è stato ancora pubblicato.

“Una vertenza che rischia di trasformarsi in emergenza sociale in quanto, ad oggi, non vi sono le dovute garanzie occupazionali per tutta la platea di lavoratori coinvolti, di cui gran parte donne – afferma Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Il prossimo 22 Novembre a fronte di una mobilitazione di carattere nazionale, la Fisascat Cisl Palermo Trapani, unitamente a Filcams Cgil e Uiltrasporti, sarà davanti la Prefettura di Palermo a supporto di una vertenza che coinvolge circa 300 lavoratori e lavoratrici degli Appalti Scuole nella Provincia di Palermo e Trapani, addetti ai servizi di pulizia, ausiliariato e decoro nelle scuole statali”.

“E’ necessaria una gestione coordinata del processo – continua la Sindacalista – attraverso un tavolo di confronto, come richiesto dalla Segreteria Nazionale della Fisasct Cisl al Miur, coinvolgendo la Presidenza del Consiglio e costituendo una cabina di regia che coinvolga i ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia, al fine di garantire la contestualità degli interventi volti alla piena occupazione dei lavoratori coinvolti – conclude la Calabrò – dove si possa definire un percorso che assicuri la stabilizzazione del personale attualmente impiegato e che assicurino la continuità occupazionale e di reddito per tutta la platea di lavoratori”.


Secondo quanto disposto da ordini di servizio aziendali, già a partire dalla prossima settimana saranno adottati provvedimenti per la rotazione, nei diversi siti, del personale del settore pulimento che usufruisce delle tutele riconosciute dalla Legge 104. E’ la Fisascat Cisl a prendere posizione sui provvedimenti unilaterali che la Palermo Energia SpA ha adottato nei confronti del personale del settore pulimento.

“Abbiamo già richiesto alla Società di sospendere il provvemento nelle more di realizzare incontri di merito – dichiara Mimma Calabrò Segretario Generale Fisascat Cisl Palermo Trapani – Questo provvedimento unilaterale, in spregio alle corrette e proficue relazioni sindacali, risulta non curarsi delle refluenze che tale determinazione ha anche sul personale coinvolto e sui loro familiari con disabilità, per i quali usufruiscono delle tutele riconosciute dalla Legge 104”.

Dure le parole della Sindacalista che ancora afferma: “Più volte, come Fisascat Cisl, abbiamo contestato tale modus operandi non subordinato ad una ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro. A nostra memoria, mai negli anni passati è stato necessario adoperarsi in tal senso per rendere più efficienti ed efficaci i servizi resi. Riteniamo, dunque, che la soluzione ad eventuali problemi vada ricercata da altre parti. Le scelte non possono sempre gravare sulle spalle dei lavoratori. Si aggiunga – continua la Sindacalista – che il citato ordine di servizio potrebbe rivelarsi altamente discriminatorio. I lavoratori che usufruiscono delle tutele riconosciute dalla legge 104 non possono essere ridicolizzati attraverso discutibili iniziative organizzative! Varrebbe la pena incentrare la propria attenzione e propri sforzi anche su altro. I lavoratori del settore pulimento, infatti, sono ancora in attesa del tanto agognato incremento delle ore che, nel rendere la dovuta dignità lavorativa, risulterebbe utile anche per garantire, da un lato, maggiore copertura sui servizi da rendere e, dall’altro, intervenire significativamente sulla carenza strutturale di organico oggi presente. Palermo Energia è una partecipata virtuosa che, purtroppo, si ritrova in situazioni di stallo a causa dilungaggini burocratiche – conclude la Calabrò – Per quanto riguarda, invece, i lavoratori del settore terziario, questi attendono ancora l’esigibilità degli accordi sindacali siglati, l’erogazione degli arretrati relativi agli aumenti contrattuali degli ultimi due rinnovi del CCNL TDS Confcommercio, nonché la definizione di un modello di classificazione del personale necessario per adeguare qualifiche e inquadramento alle mansioni effettivamente svolte da tutto il personale. Chiediamo al Sig. Sindaco di intervenire per superare definitivamente tutte quelle criticità che, da troppo tempo, sono rimaste ancora irrisolte”.


Svoltosi in data odierna incontro presso il Centro per l’Impiego di Catania, incontro tra le Organizzazioni Sindacali e la Papino Elettrodomestici SpA che ha aperto, il 22 ottobre scorso, procedura di richiesta Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per cessazione attività per i 229 lavoratori nell’intero territorio siciliano.

“Percorso travagliato quello con la Papino che, l’estate scorsa, ha avviato procedura di licenziamento dichiarando 83 esuberi per cessazione attività dei punti vendita di Misterbianco, Messina, Milazzo e Modica – dichiara Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Sicilia – Abbiamo chiesto più volte all’Azienda di rivedere la propria posizione al fine di scongiurare i licenziamenti, ricorrendo alla CIGS che avrebbe permesso di abbassare il costo del lavoro mantenendo la continuità reddituale dei lavoratori, cosa che avrebbe permesso all’Azienda di rilanciarsi sul mercato o intraprendere eventuali trattative con altri player nel settore. Papino, tuttavia, è rimasta ancorata alle sue idee e ha proceduto col licenziamento di 56 lavoratori su 83 esuberi dichiarati”.

“A pochi mesi dalla chiusura della procedura di licenziamento collettivo – continua la Sindacalista – l’Azienda richiede la CIGS per 229 lavoratori e proprio oggi è avvenuto l’incontro presso il Centro per l’Impiego di Catania durante il quale abbiamo richiesto fermamente che 56 lavoratori recentemente licenziati venissero reitegrati per essere inclusi nella procedura, condizione necessaria per poter proseguire il confronto a tutela di tutti i livelli occupazionali”.

“Oltre ai 56 lavoratori per i quali abbiamo richiesto il reitegro – afferma Salvatore D’Agostino, Segretario Generale della Fisascat Cisl Messina – siamo riusciti a includere anche 4 lavoratori di Catania licenziati proprio pochi giorni prima dell’apertura delle procedure. Già da lunedì prossimo, l’ipotesi dell’accordo sottoscritta sarà presentata ai Commissari del Tribunale di Catania che si pronunceranno per la concessione della CGIS a tutti i 289 lavoratori. Per quanto riguarda, invece, le mensilità non ancora corrisposte ai lavoratori, poichè bloccate dal concordato del 20 settembre, già dalla settimana prossima verranno saldate le mensilità di settembre e ottobre, mentre si resta ancora in attesa dell’omologa del concordato per la quattordicesima mensilità e gli stipendi di agosto”.

“Ora – conclude la Calabrò – non ci resta che proseguire il confronto. Il prossimo incontro è già stato fissato per il 26 novembre, durante il quale si proseguirà con l’esame congiunto”.


Appena inviata alle Organizzazioni Sindacali procedura con la quale la Aegypius Dea Hotel srl comunica l’intenzione di procedere al licenziamento colletivo dei 18 dipendenti in forza presso l’Hotel Dea Cit di Palermo ex “Motel Agip”.

“I nostri timori si sono rivelati fondati – afferma Mimma Calabrò, Segretrio Generale Fisascat CISL Palermo Trapani – Proprio poche settimane fa, come Fisascat, avevamo denunciato le criticità lamentate dai lavoratori. La cancellazione di prenotazioni di eventi già calendarizzati, la mancata accettazione di nuove prenotazioni, l’imposizione unilaterale da parte dell’azienda di ferie forzate, nonché la gravissima crisi economica che è emersa, ci hanno subito allarmato. Ad aggravare ancor più la situazione, il fatto che l’hotel si sia ritrovato senza la fornitura d’acqua per morosità e probabilmente anche quella elettrica”.

“Proprio pochi giorni fa – continua la Sindacalista – abbiamo, altresì, appreso dell’imminente restituzione dell’immobile alberghiero al Fondo H1 che ne detiene la proprietà. Ecco perchè, unitamente a Filcams e Uiltucs, avevamo già chiesto l’intervento della Prefettura per la convocazione di un apposito tavolo, anche alla presenza della Proprietà stessa”.

“A fare ancor più rabbia è sapere che non si tratta di una crisi dell’attività per mancanza di lavoro. Per scongiurare simili scenari, necessitano imprenditori che abbiano la reale volontà di investire nel territorio con coerenti piani industriali, piuttosto che “prenditori” che prendono tutto e si nascondono dentro scatole cinesi. Questo sistema lascia solo impoverimento del tessuto economico della nostra terra e senza un reddito tanti lavoratori e le loro famiglie – conclude Mimma Calabrò – Facciamo appello alle associazioni datoriali e alla sana imprenditoria per trovare soluzioni atte a salvare un pezzo di storia alberghiera della nostra città e, conseguentemente, i lavoratori”


“Con soddisfazione annunciamo la sottoscrizione del primo accordo in Italia, siglato in sede prefettizia, per l’accesso alla cassa integrazione a favore dei lavoratori di una azienda in confisca di primo grado. Una pietra miliare che potrebbe fare da apripista per tutte le situazioni analoghe” – con queste parole Mimma Calabrò, Segretario Generale sella Fisascat Cisl Sicilia, commenta a caldo la sottoscrizione del primo accordo raggiunto in Italia, in attuazione del D. Lgs. 72/2018, in materia di accesso ai benefici della cassa integrazione guadagni per i lavoratori dipendenti di aziende in amministrazione giudiziaria siglato proprio stamane presso la Prefettura di Palermo.

“La sottoscrizione dell’accordo rappresenta la perfetta sintesi dell’impegno profuso dalla Prefettura di Palermo, dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, dal Sindacato a garanzia e tutela dei lavoratori. I 21 lavoratori facenti capo alla società Ferdico & C. s.n.c in confisca di primo grado possono, finalmente, tirare un sospiro di sollievo dopo aver vissuto mesi durissimi e senza alcuna retribuzione. Un plauso dunque ai lavoratori che, seppur nella disperazione, hanno affrontato, sempre con grande dignità, le innumerevoli difficoltà che si sono susseguite dal momento in cui il ramo di azienda del Centro Commerciale Portobello di Carini è stato riconsegnato all’ANBSC e, dunque, all’Amministrazione Giudiziaria. Con la sottoscrizione dell’accordo di oggi, un primo importante traguardo è stato raggiunto – conclude la Sindacalista – L’auspicio adesso è che si possa perfezionare quanto prima il contratto di affitto del compendio aziendale per consentire ai lavoratori di ritornare sul posto di lavoro. Di fatto, questo è ciò che loro chiedono. Riconquistare la propria dignità di lavoratori per sostentare le proprie famiglie”.


“Siamo fortemente preoccupati per le sorti dei 1382 lavoratori della Reset – afferma Mimma Calabrò, Segretario Generale della Fisascat Cisl Palermo Trapani – Il 5 novembre abbiamo incontrato l’Amministratore Unico che ha rappresentato la situazione in cui si versa la Società. Se da un lato, infatti, i conti della Reset sono stati in linea con le previsioni, dall’altro il piano industriale 2019-2021 prevederebbe già delle perdite. Una situazione altamente contradditoria che non fa presagire nulla di buono. Temiamo per le sorti dell’azienda che, secondo quanto illustratoci, potrebbero non essere longeve”.

“Ne abbiamo già vissute di tutti i colori – dichiara Antonello Collosi coordinatore aziendale Reset della Fisascat – Anni durissimi, per noi lavoratori, quelli del fallimento di Gesip, seguito dai 30 mesi di cassa integrazione. Il transito in Reset, avvenuto il 1 gennaio 2015, avrebbe dovuto farci superare i periodi bui. Reset sembrava essere la panacea di tutti i mali. E, invece, in barba a tutti gli impegni assunti, dopo 5 anni attendiamo ancora l’ulteriore step che porti al contratto a tempo pieno che ci dia dignità lavorativa al pari dei lavoratori delle altre società partecipate comunali”.

“Passano gli anni – aggiunge la Calabrò – e Reset continua a chiedere ancora sacrifici ai lavoratori.Non ultima la scelta unilaterale e, dunque, senza alcun preventivo confronto con i rappresentanti sindacali, della programmazione delle ex festività soppresse e ROL, depauperando di fatto i lavoratori di possibili ulteriori risorse economiche. Non dimentichiamo che trattasi di lavoratori per lo più monorreddito sui quali tali scelte possono avere anche delle refluenze negative sulle esigue economie delle famiglie. A rendere ancor più pesante la situazione, i continui acconti sul pagamento degli stipendi”.

“Chiediamo al Sig. Sindaco di Palermo di farsi parte attiva per invertire questa tendenza. Apprendiamo di buon grado la possibilità di un’ulteriore mobilità interaziendale, anche alla luce dei postivi risvolti che, in passato, la procedura ha avuto sui lavoratori transitati nelle altre partecipate. Ma di certo non si può non tener conto delle necessità dei dipendenti che continueranno a prestare servizio in Reset. Rivendichiamo, pertanto, l’esigibilità degli accordi sindacali sottoscritti che prevedevano, tra le altre, l’incremento orario e risorse strutturali per Reset. Auspichiamo, pertanto, – conclude la Sindacalista – che nel corso dell’incontro che il Sindaco ha convocato a Palazzo delle Aquile per giorno 9 con le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil e le proprie categorie, si possa fare chiarezza e dare, ai lavoratori, prospettive di sviluppo concrete in modo che la Cenerentola delle società del Comune di Palermo possa avere le stesse peculiarità del resto delle altre partecipate”.

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